Ingeborg Bachmann eBooks
eBooks con argomento Ingeborg Bachmann
Un viaggio a Klagenfurt. E-book. Formato EPUB Uwe Johnson - L'orma Editore, 2026 -
Dalla profonda stima e amicizia che legavano il romanziere Uwe Johnson a Ingeborg Bachmann – morta tragicamente nel 1973 – nasce Un viaggio a Klagenfurt, un testo originalissimo che vuole rintracciare l'infanzia e l'adolescenza della scrittrice austriaca. Johnson intraprende un viaggio di quattro giorni a Klagenfurt, la città natale da cui Bachmann aveva voluto fuggire. L'autore procede per annotazioni e frammenti, lasciandosi guidare dagli scritti, dalle lettere e dalle poesie della stessa autrice, e ripercorrendo gli eventi salienti della sua vita, dagli anni di scuola fino all'ingresso delle truppe di Hitler in città, evento spartiacque nell'esistenza della poetessa. Johnson restituisce le contraddizioni di un luogo e di un percorso interamente votato alla letteratura. Una riscoperta per il centenario della nascita di Bachmann che cade il 25 giugno 2026.
Gli ultimi giorni di Ingeborg. E-book. Formato EPUB Fleur Jaeggy - Adelphi, 2026 -
«Gli ultimi giorni di Ingeborg» di Fleur Jaeggy inaugura la nuova collana dei Microgrammi. Tre momenti dell’amicizia di una vita e il racconto laconico, rarefatto, lacerante degli ultimi giorni di Ingeborg Bachmann.
Diario di guerra: Corredato da lettere di Jack Hamesh a Ingeborg Bachmann. E-book. Formato EPUB Ingeborg Bachmann - Adelphi, 2025 -
«È l’estate più bella della mia vita e, dovessi campare cent’anni, queste resteranno per me la primavera e l’estate più belle. Della pace non si avverte un gran che, dicono tutti, ma per me è pace, pace!». Così scrive nel suo diario una Bachmann diciottenne alla capitolazione del Terzo Reich. Un diario salvato dall’oblio, di stupefacente intensità, che manifesta ripugnanza etico-estetica verso il nazismo ed euforia per la sua caduta. E che racconta un grande amore, di cui ci rendono partecipi anche le lettere che al monologo della Bachmann fanno da contrappunto. A scriverle è Jack Hamesh, giovane soldato britannico ma in realtà ebreo viennese, fuggito nel 1938 in Inghilterra e ora tornato da liberatore. Lui le bacia la mano e lei, commossa, si arrampica su un melo e pensa di non lavarsela mai più. Gli incontri diventano assidui, l’amicizia impetuosa, e gli scrittori amati da entrambi – Mann, Zweig, Hofmannsthal – accendono le conversazioni. Seguiranno la lontananza, le attese, i silenzi. E le lettere appassionate e dolenti di Jack – che dall’età di diciott’anni vaga per il mondo, e solo nella divisa di un esercito straniero ha trovato un’effimera identità – a colei che lo ha lasciato andare via, che non ha voluto chiedergli di restarle accanto. Che cosa gli è rimasto del breve ritorno a casa, di quella ragazza affascinante? A noi, di certo, molto: la testimonianza – rara, lacerante e immediata – di un dialogo tra i figli delle vittime e i figli dei colpevoli: «No, con gli adulti non si può più parlare» scrive Ingeborg.