Letteratura Ottocentesca eBooks
eBooks con argomento Letteratura Ottocentesca
I misteri di Londra. E-book. Formato EPUB Paul Feval - Elliot, 2015 -
Paul Féval è ricordato come uno dei più ammirati e imitati autori della letteratura ottocentesca di cappa e spada. Uno dei suoi primi grandi successi arrivò tra il 1843 e il 1844, quando sul “Courrier français” fu pubblicato a puntate I misteri di Londra, romanzo d’appendice già ricco di quegli elementi su cui Féval avrebbe sviluppato la sua vastissima opera (fu autore di oltre duecento libri): la scrittura onirica e fantastica, la satira sociale, l’esaltazione dell’innocenza come forza eroica. Qui la vicenda ruota attorno al misterioso marchese di Rio-Santo (cui si ispirerà Alexandre Dumas per Il conte di Montecristo), ricchissimo e stimato aristocratico, motore occulto di un’associazione sovversiva, la Famiglia dei “gentiluomini della notte”, finalizzata a rovesciare con un vero e proprio intrigo internazionale il potere economico e politico inglese. Un mondo nero e sinistro, quello di Féval, fatto di lord, chiese, fantasmi, allucinazioni e scabrose avventure ambientate in una Londra crepuscolare. Scomparso dalle librerie italiane per oltre un secolo, il capolavoro del maestro francese del brivido è ancora oggi un esempio perfetto di roman-feuilleton, un classico perduto dell’Ottocento giocato tra sangue e suspense.
Sylvie. E-book. Formato EPUB Gérard De Nerval - La Nave Di Teseo, 2024 -
L’interesse di Umberto Eco per Sylvie risale al primo casuale incontro con la narrativa di Gérard de Nerval, all’età di vent’anni: “ho letto il racconto in stato di assoluta innocenza, e ne sono stato sconvolto”. Da allora Eco ha fatto di questa novella l’oggetto di corsi universitari, saggi e numerose citazioni, seguendo le ragioni di quella giovanile fascinazione fino a tradurla personalmente, con un ampio commento a corredo del testo. Pubblicato originariamente nel 1854, Sylvie è il più significativo e compiuto esempio dell’originalità creativa di Nerval. Letto e studiato da Proust, che in Contro Sainte-Beuve lo interpreta come espressione delle “misteriose leggi del pensiero”, racchiude tra le sue pagine un’alchimia di atmosfere sospese e stati d’animo impalpabili, che rimandano a una condizione di “mancanza” che anticipa l’approccio psicanalitico. È l’effetto-nebbia, evocato da Proust, a colpire il lettore-traduttore Eco: uno spaesamento, per chi esce dalla lettura, simile a “quella soglia mattutina in cui ci si risveglia lentamente, e si confondono le prime riflessioni coscienti con gli ultimi bagliori onirici e si perde (o non si è ancora superato) il confine tra sogno e realtà. […] Ho riletto tante volte questo racconto nel corso degli ultimi quarantacinque anni, e ogni volta cercavo di spiegare a me stesso e agli altri perché mi facesse quell’effetto. Ogni volta credevo di averlo scoperto, eppure ogni volta che riprendevo a rileggere mi ritrovavo come all’inizio, ancora prigioniero”.