Memoria Umana eBooks

eBooks con argomento Memoria Umana

EBOOK   9788834617830

Strange Hotel. E-book. Formato EPUB Eimear Mcbride   -  La Nave Di Teseo, 2024  - 

Una donna entra in una camera d’albergo ad Avignone, in Francia. Non è la prima volta che alloggia in questo hotel. È stata qui tanti anni fa ma la stanza non sembra essere cambiata, al contrario di lei. Da tempo, infatti, la donna pare essere alla ricerca di se stessa, di un io interiore che vive e si muove tra decine di stanze d’albergo, tra Oslo, Austin, Auckland, tra oggetti e ricordi, rituali, detriti e macerie. Un io che non sembra sapere cosa significhi tornare finalmente a casa, assediato da una memoria che non lascia scampo e fatta di abbandoni, addii e delusioni amorose, intrappolato nell’intervallo di tempo che intercorre tra un check-in e un check-out. Sullo sfondo di anonime stanze di albergo, vive più che mai, Strange Hotel è il romanzo di una donna che ripercorre i suoi passi e riscopre se stessa, i suoi desideri, la sua estrema vulnerabilità e, per questo, la sua umanità. Con una cifra stilistica inconfondibile che l’ha resa un caso letterario internazionale, Eimear McBride ci consegna un nuovo, impetuoso e potentissimo romanzo che è un viaggio travolgente nella psiche e nella memoria umana, per celebrarne gli abissi più insondabili e le vette più alte, in un eterno e precario equilibro tra perfezione e catastrofe, luce e ombra.

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EBOOK   9788854523609

Caffè e sigarette. E-book. Formato EPUB Ferdinand Von Schirach   -  Neri Pozza, 2021  - 

Caffè e sigarette è l’opera di Ferdinand von Schirach accolta, al suo apparire in Germania, da un grande favore di pubblico e di critica e salutata come uno dei migliori libri di autofiction della narrativa tedesca contemporanea. Una definizione che coglie in parte una indiscussa verità, quella per la quale Schirach parla, in questo libro, di sè e della propria vita con gli strumenti propri della fiction, ma che non traduce pienamente l’ambizione letteraria che alimenta queste pagine. Schirach rifugge dalla presunzione dell’autorappresentazione, ben conscio dell’inafferrabilità del Sè, persino della sua inattendibilità, se separato dalle circostanze, dagli eventi, dalle situazioni e dalle vite altrui che lo determinano come tale. Tratta dunque della propria esistenza laconicamente, per via indiretta e per interposta persona, come si suole dire. Ripercorre rapidamente gli odori e i colori della propria infanzia, la tragedia della morte del padre, vissuta a quindici anni, la presenza sempre incombente, come un macigno ineliminabile, del fantasma del nonno Baldur, i fumatori incalliti che sullo schermo e nella vita reale hanno acceso la sua immaginazione – da Jean-Paul Belmondo, che in À bout de souffle muore sul boulevard parigino con la sigaretta in bocca, a Helmut Schmidt, che si faceva ovunque beffe del divieto di fumo –, gli incontri rivelatori dell’insensata finitezza della vita, come quello con l’anziana e ricca signora che non riesce a perdonare il suo amante, colpevole, ai suoi occhi, di essere morto per una ridicola puntura di vespa durante un picnic. Scene, personaggi ed eventi suggestivi, attraverso i quali traspare il personaggio Ferdinand von Schirach e, soprattutto, si rivela la sua pacata malinconia, quella struggente consapevolezza della fragilità dell’esistenza umana e dei miti crudeli che tentano di rimuoverla e che traversano da cima a fondo la storia tedesca. «Amare sè stessi è chiedere troppo» suona un passo di queste pagine dedicato a Imre Kertész, scampato ad Auschwitz da adolescente, ed elegantissimo negli ultimi anni della sua vita. «Ma la forma deve essere preservata, è la nostra ultima fermata». Impossibile amarsi se si è visto l’orrore di cui sono capaci gli esseri umani. Resta, però, sempre lo stile, la forma in cui si rifugia la nobiltà della vita.

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