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Il viaggio più bello: I 6 nodi da sciogliere per vincere la paura. E-book. Formato EPUB Alex Bellini - Chiarelettere, 2020 -
“Ogni persona che incontrista combattendo una battagliadi cui non sai niente.Sii gentile, sempre.” Le sfide, le difficoltà, i nodi da sciogliere: il viaggio più bello è quello che facciamo dentro di noi, parola di esploratore. Questa testimonianza di Alex Bellini – protagonista di avventure incredibili tra le quali le traversate dell’Atlantico e del Pacifico a remi – rappresenta uno strumento utile per disincagliare le nostre vite. Siamo impantanati in una crisi senza precedenti eppure “viviamo tempi interessanti”, dobbiamo solo accettarne la sfida. Ma come? Secondo l’autore evitando anzitutto di avere paura della nostra stessa ombra, mettendo in discussione i modelli che la società ci impone e quei comportamenti che ripetiamo come se avessimo inserito il pilota automatico.È vero, l’esplorazione interiore non ha l’aria di un’impresa eroica, tuttavia ognuna delle eccezionali imprese di Alex Bellini è stata possibile grazie ad alcune abilità (lui le chiama anche virtù) che nulla hanno a che vedere con la forza o la resistenza fisica ma sono il portato di un viaggio verticale dentro di sé, ammorbidendo le proprie rigidità, ascoltandosi profondamente, coltivando la presenza mentale e non temendo di mostrare la propria vulnerabilità.Guidati dall’intelligenza e dall’esperienza di un grande viaggiatore possiamo anche noi riscoprire abilità dimenticate e soprattutto attivarle. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, nessun’altra sfida è più importante, nessun altro viaggio è più bello.
Il passo successivo. E-book. Formato EPUB Ueli Steck - Corbaccio, 2017 -
«Ueli Steck è stato uno dei migliori scalatori di tutto il mondo negli ultimi quindici anni.» Reinhold Messner«Lui era un campione, nello sport e nella vita. Considero l’aver vissuto alcune esperienze con lui un tesoro che la vita mi ha regalato.» Simone MoroUeli Steck, soprannominato «Swiss machine», è morto in Himalaya il 30 aprile 2017 all’età di quarantun anni. Fuoriclasse dell’alpinismo contemporaneo, fatto di velocità e free soloing, si stava allenando per compiere la traversata Everest-Lhotse, da solo e nel più puro stile alpino.Ogni sua impresa era preceduta da una preparazione meticolosa, e niente lasciava Ueli Steck soddisfatto come l’aver saputo valutare al meglio il pericolo. Quando il 17 novembre 2015 stabilì un incredibile record di velocità salendo la Nord dell’Eiger in due ore e ventidue minuti, disse che più del record era felice per non essersi mai «trovato in situazioni di rischio». Ma Steck era anche consapevole del fatto che «non importa quanto si è preparati, quando si va in montagna c’è sempre la possibilità che succeda qualcosa, e forse è proprio questo aspetto che rende l’alpinismo tanto affascinante». Nel Passo successivo, Steck riflette con straordinaria onestà intellettuale sulle ragioni profonde che lo hanno portato a tentare avventure «impossibili», come la salita in ventotto ore della parete Sud dell’Annapurna, e alle sensazioni che hanno seguito il suo successo: euforia, certamente, ma anche un senso di vuoto, di solitudine, di paura a posteriori. Emozioni che però ha sempre superato per andare incontro a nuove sfide. Perché questa era la sua passione e la sua natura.E per questo sarà ricordato.