Natoli Luigi eBooks
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I beati Paoli. E-book. Formato EPUB Luigi Natoli - Feltrinelli Editore, 2017 -
Ispirato dalla leggenda di una setta “segreta” veramente esistita, composta da sicari e vendicatori, il romanzo di appendice "I Beati Paoli" venne scritto da Luigi Natoli tra il 1909 e il 1910 e pubblicato a puntate sotto lo pseudonimo di William Galt sul “Giornale di Sicilia”. Il romanzo, ambientato nella Sicilia del primo XVIII secolo, mescola elementi di fantasia e personaggi realmente esistiti, come don Girolamo Ammirata, l’unico membro della setta finora identificato con certezza. Natoli profuse una cura scrupolosa nel ricostruire fedelmente l’ambiente della Palermo del tempo, utilizzando rigorosamente fonti storiche e le relazioni a stampa apparse all’epoca su feste e cerimonie pubbliche, e la sua narrazione si discosta solo in pochi momenti dalla realtà storica. Un “romanzo popolare”, quindi, come lo definì Umberto Eco, importante quanto "I Viceré" e "Il Gattopardo", essenziale a vario titolo nella costruzione identitaria siciliana. Si è inoltre favoleggiato su un presunto rapporto tra il romanzo e la mafia, alla ricerca di un suo sostrato culturale, tanto da far dire alla “moglie del pentito di mafia Tommaso Buscetta che 'I Beati Paoli' era un romanzo che aveva molto influenzato suo marito. […] Se la mafia ha un’ideologia, allora il mito dei Beati Paoli ne è senz’altro uno dei cardini”. Massimo Onofri
Per un ritratto dello scrittore da giovane. E-book. Formato EPUB Leonardo Sciascia - Adelphi, 2023 -
Questo libro raccoglie per la prima volta saggi che Sciascia dedicò a scrittori quanto mai diversi, spesso con il fine dichiarato di rivendicarne l’opera e aiutarla a trovare nuovi lettori. Attività che risultò preziosa per tutti e molto gli era cara. Fu lui stesso a tratteggiarla come meglio non si potrebbe: «Qualche anno fa, a un giornalista che gli chiedeva perché scrivesse ormai tanto poco, Maurice Nadeau rispose che scoprire un nuovo scrittore, o riscoprirne uno dimenticato, era per lui uno scrivere, un continuare a scrivere. E questa dichiarazione – di un critico-editore cui noi scrittori, in tutto il mondo, dobbiamo molto – mi pare (sarebbe il caso di dire “minimalisticamente”) di poter farla mia: per il piacere che ho sempre avuto di consigliare gli editori a me più vicini alla pubblicazione o ripubblicazione di certi autori, di certi libri. Certo, l’ho fatto con minore impegno e assiduità di Nadeau, più dilettantisticamente e magari capricciosamente: ma l’aver contribuito a rivelazioni o ritorni di certi scrittori, è per me motivo di soddisfazione e di gioia come se l’accoglienza che i lettori fanno ai loro libri – più o meno calorosa, ma comunque attenta – l’ottenessi con libri miei. Da quando, in anni lontani, ho incontrato Salvatore Sciascia, che dalla sua libreria di Caltanissetta intraprendeva attività di editore, il diletto di consigliare libri da fare, e di aiutare a farli, è stato quasi regolarmente parte delle mie giornate: fin quando, appunto, ne ho avuto diletto». Tale è dunque l’«animus» che muove questi testi, non solo quando si tratta di aspetti particolari di autori venerati come Voltaire o Borges, ma soprattutto quando Sciascia si inoltra fra gli scrittori della sua terra, da Tomasi e De Roberto fino ai misconosciuti G.A. Borgese (la cui infanzia e adolescenza sono evocate, anche grazie a documenti inediti, nel saggio più lungo e toccante), Maria Messina, sorta di Katherine Mansfield indigena, Luigi Natoli, autore di romanzi d’appendice alla Ponson du Terrail, ai poeti come Lucio Piccolo, e infine a figure memorabili avvolte dall’ombra, come l’appartato pedagogo Luigi Monaco, «uno di quegli uomini che non scrivono libri forse perché il loro destino è di avviare altri a scriverne». Gli scritti che qui presentiamo apparvero tra il 1955 e il 1989.