Orestano eBooks

eBooks con argomento Orestano

EBOOK   9788861925496

Lo scrittore di saggi. E-book. Formato EPUB Roberto Amato   -  Elliot, 2014  - 

Lo scrittore di saggi passa le notti al suo tavolo da lavoro in compagnia di una Piccola Enciclopedia Garzanti e del fantasma di Orestano, un fratello tintore di panni ma innamorato delle stelle che ha perso la ragione ossessionato dall’immensità immaginaria del proprio naso. Il protagonista cerca di scrivere un grande saggio su Leopardi, ma è impossibile. La saggistica è un’arte troppo impervia, la casa è troppo stretta (“alta e sottile come lo stelo di una lunga margherita”) e troppo mossa dal vento. L’immagine del Conte Giacomo si sovrappone continuamente alla figura disperata del fratello alienato. Non è possibile separare Leopardi da Orestano, e lo scrittore di saggi fugge dal proprio fallimento, e dalla propria follia, rifugiandosi in una solitudine sempre più monacale e cercando di scrivere almeno un saggio su Gozzano (poeta che detesta e che invece si vedrà costretto a sovrapporre a Leopardi, spinto da un incomprensibile bisogno di ricondurre tutto al poeta della luna). A mano a mano che il sedicente scrittore si piega a un tavolo sempre più stretto, sempre più notturno, incomincia un ermetico epistolario con Santa Teresa d’Avila, con San Giovanni della Croce e col poeta Nelo Risi, che lui considera l’unico vero biografo del Conte. Roberto Amato abbandona in questo libro la scrittura in versi, per una prosa comunque sostenuta da una forte struttura ritmica e da una musicalità che non viene mai meno, lontana dalla prosa narrativa come dalla prosa poetica. Una scrittura allucinata ma misuratissima. Come se tutto il disordine del mondo potesse raccogliersi nella perfetta geometria di un tavolo da lavoro.

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EBOOK   9788820742430

Florestano Vancini: Intervista a un maestro del cinema Prefazione di Jean A. Gili. E-book. Formato PDF Valeria Napolitano   -  Liguori Editore, 2011  - 

«Nonostante l’età vado al cinema con un atteggiamento molto semplice, direi quasi istintivo. Certo, presto sempre attenzione alle modalità in cui un film è girato, chiedendomi se in tale scena c’è un piano sequenza, se e perché un primo piano è fatto in un certo modo. Contemporaneamente, però, se il film mi coinvolge non penso troppo al lato tecnico, al contrario quasi me ne dimentico. Sono come uno spettatore semplice, e in quanto tale devo credere che quello che vedo sullo schermo sta accadendo, in quel momento. Giunto a un tale livello di partecipazione, mi dico che il film mi è piaciuto. Poi, certo, posso ragionarci su, ma solo in un secondo momento: prima ho bisogno di credere che tutto quello che si svolge sullo schermo è vero, sta realmente accadendo. Si tratta forse di un ragionamento semplicistico, ma credo che la forza del cinema consista proprio in questa sua capacità di ingannarti, di coinvolgerti totalmente. Da qui nasce l’emozione, è questo che cerco ancora oggi».

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