Pierre Louys eBooks
eBooks con argomento Pierre Louys
Eva Cantarella traduce Le canzoni di Bilitis di Pierre Loüys. E-book. Formato PDF Eva Cantarella - Feltrinelli Editore, 2011 -
“Tutto, la mia vita, il mondo, gli uomini, / tutto quello che non è lei non è nulla. / Tutto quello che non è lei te lo regalo, / viandante.”“La storia delle Chansons de Bilitis rimanda due immagini ottocentesche della Grecia molto diverse tra loro, ma unificate dal fatto di essere, comunque, la proiezione di un sogno: quello di chi, come Pierre Loüys (e i suoi molti ammiratori), la vagheggiava come il luogo della libertà pagana e il momento felice in cui sentimenti, emozioni e sensazioni avevano potuto esprimersi al di là di ogni forma di repressione, e quello di chi, come Wilamowitz, la idealizzava come luogo dell’autodisciplina, del controllo di sé, della bellezza e della civiltà intese come risultato di una tensione intellettuale e morale che era stata alla base di ogni conquista scientifica, artistica e politica. Che il sogno di Pierre Loüys fosse, nelle linee generali, assai lontano dalla realtà abbiamo detto. Ma anche la Grecia di Wilamowitz era in altro modo un sogno: che la disciplina dei greci e il loro controllo di sé fossero ispirati a una morale sessuale diversa dalla sua era cosa che neppure il principe dei filologi poteva ammettere. Così che, delle Chansons, egli si impegnò a criticare con particolare accanimento, per denunciarne la falsità, proprio l’unico aspetto che in qualche modo, sia pur molto approssimativo, poteva avvicinarsi alla realtà: l’amore tra due fanciulle in un thiasos, l’amore tra Bilitis e Mnasidika.”Eva Cantarella
Eva Cantarella traduce Le canzoni di Bilitis di Pierre Loüys. E-book. Formato EPUB Eva Cantarella - Feltrinelli Editore, 2011 -
“Tutto, la mia vita, il mondo, gli uomini, / tutto quello che non è lei non è nulla. / Tutto quello che non è lei te lo regalo, / viandante.”“La storia delle Chansons de Bilitis rimanda due immagini ottocentesche della Grecia molto diverse tra loro, ma unificate dal fatto di essere, comunque, la proiezione di un sogno: quello di chi, come Pierre Loüys (e i suoi molti ammiratori), la vagheggiava come il luogo della libertà pagana e il momento felice in cui sentimenti, emozioni e sensazioni avevano potuto esprimersi al di là di ogni forma di repressione, e quello di chi, come Wilamowitz, la idealizzava come luogo dell’autodisciplina, del controllo di sé, della bellezza e della civiltà intese come risultato di una tensione intellettuale e morale che era stata alla base di ogni conquista scientifica, artistica e politica. Che il sogno di Pierre Loüys fosse, nelle linee generali, assai lontano dalla realtà abbiamo detto. Ma anche la Grecia di Wilamowitz era in altro modo un sogno: che la disciplina dei greci e il loro controllo di sé fossero ispirati a una morale sessuale diversa dalla sua era cosa che neppure il principe dei filologi poteva ammettere. Così che, delle Chansons, egli si impegnò a criticare con particolare accanimento, per denunciarne la falsità, proprio l’unico aspetto che in qualche modo, sia pur molto approssimativo, poteva avvicinarsi alla realtà: l’amore tra due fanciulle in un thiasos, l’amore tra Bilitis e Mnasidika.”Eva Cantarella
Amore greco. E-book. Formato EPUB Aa.Vv. - Garzanti Classici, 2022 -
Da Saffo a Teognide, da Callimaco a Meleagro, questa antologia ripercorre temi e figure della poesia omosessuale fiorita nella Grecia classica ed ellenistica – una cultura nella quale il rapporto amoroso tra persone dello stesso sesso era consuetudine non solo tollerata ma entro certi limiti valorizzata – e ne documenta la persistenza nella lirica europea sino al Novecento attraverso continue, originali rivisitazioni. È infatti nel mondo greco, ancora non investito dalle proibizioni del cristianesimo, che nei secoli si è cercato l’archetipo perfetto delle relazioni omoerotiche. Nel parlare d’amore al “modo greco” di Michelangelo, Lord Byron, Pierre Louÿs e Oscar Wilde, Renée Vivien, Kavafis e Pessoa, il richiamo al tempo mitico dell’Ellade non è solo nostalgica rievocazione o espediente retorico per dare una veste antica e nobile a un moderno, aristocratico libertinaggio, ma l’unica forma di espressione possibile di un eros indicibile e inconfessabile, l’unico mezzo per rivendicarlo come libero e legittimo.