Primavera Di Praga eBooks

eBooks con argomento Primavera Di Praga

EBOOK   9788823530263

Cento miracoli: La musica e Auschwitz. L’amore e la sopravvivenza. E-book. Formato EPUB Zuzana Ruzickova   -  Guanda, 2021  - 

«La musica di Bach brilla come un faro di speranza su Auschwitz e sulle brutalità del comunismo sovietico»The Financial Times«Uno straordinario memoir… Il commovente racconto di una donna che ha superato ogni ostacolo.»The Sunday TimesHa quindici anni Zuzana Ružicková, ebrea cecoslovacca, quando viene deportata nel ghetto di Terezín con la famiglia. La ra­gazza, che ha trascorso un’infanzia felice ­nonostante la salute cagionevole, amatissima dai genitori e con una grande passione per la musica, non ha idea dell’orrore che sta per affrontare. Ma la sua forza interiore, l’intenso legame con la madre e la musica di Johann Sebastian Bach le permetteranno di sopravvivere a Terezín, ad Auschwitz, ai campi di lavoro e a Bergen-Belsen. Non solo, riuscirà anche a partecipare a quel poco di umano che era tollerato, come la coraggiosa scuola organizzata da Fredy Hirsch per i bambini internati. Zuzana alterna il racconto dell’esperienza nei campi a quello degli anni successivi in cui, grazie all’affetto della madre e del marito, il compositore Viktor Kalabis, riesce a intraprendere con successo la carriera di clavicembalista, malgrado le mani rovinate dalla fatica e dagli stenti. Il suo amore per Bach la porterà a diventare una musicista di fama mondiale. Neppure quelli però sono anni facili: il regime comunista impone alla coppia una serie di limiti, ostacolandone la carriera e la vita. In sottofondo scorre infatti la storia della Cecoslovacchia, poi Repubblica Ceca, dalla Primavera di Praga alle repressioni, alla perestrojka, al ritorno della democrazia.Vibra in queste pagine l’appassionato racconto di una donna che ha vissuto l’orrore, ma che ha conservato sempre dentro di sé il senso del miracolo e la speranza di riportare un po’ di bellezza nel mondo attraverso la musica.

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EBOOK   9788845985614

Un Occidente prigioniero. E-book. Formato EPUB Milan Kundera   -  Adelphi, 2022  - 

Nel giugno del 1967, poco dopo la lettera aperta di Solženicyn sulla censura nell’Urss, si tiene in Cecoslovacchia il IV Congresso dell’Unione degli scrittori. Un congresso diverso dai precedenti – memorabile. Ad aprire i lavori, con un discorso di un’audacia limpida e pacata, è Milan Kundera, allora già autore di successo. Se si guarda al destino della giovane nazione ceca, e più in generale delle «piccole nazioni», appare evidente – dichiara Kundera – che la sopravvivenza di un popolo dipende dalla forza dei suoi valori culturali. Il che esige il rifiuto di qualsiasi interferenza da parte dei «vandali», gli ideologi del regime. La rottura fra scrittori e potere è consumata, e di lì a poco la Primavera di Praga confermerà sino a che punto la nuova fioritura culturale avesse accelerato il disfacimento della struttura politica. A questo discorso, che segna un’epoca, si ricollega un intervento del 1983, destinato – ha scritto Jacques Rupnik – a «rimodellare la mappa mentale dell’Europa» prima del 1989. Con una veemenza che il nitore argomentativo non riesce a occultare, Kundera accusa l’Occidente di avere assistito inerte alla sparizione del suo estremo lembo, essenziale crogiolo culturale. Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia, che all’Europa appartengono a tutti gli effetti, e che fra il 1956 e il 1970 hanno conosciuto rivolte drammatiche e grandiose, sorrette dal raro connubio di cultura e vita, non sono infatti agli occhi dell’Occidente che una parte del blocco sovietico. Tragedia terribile e angosciosa, colpevole abbaglio di chi ha ormai smarrito la propria identità culturale.

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EBOOK   9788832970364

Emil Zátopek: Una vita straordinaria in tempi non ordinari. E-book. Formato EPUB Rick Broadbent   -  66Thand2nd, 2018  - 

«Se vuoi correre, corri il miglio» ha detto Emil Zátopek. «Se vuoi provare una vita diversa, corri la maratona». Nel mondo dell'atletica ci era entrato quasi controvoglia, partecipando a una gara per le strade di Zlín organizzata dalla fabbrica di scarpe dove lavorava. Qualche tempo dopo aveva già infranto il suo primo record nazionale. Erano gli anni della guerra e dell'occupazione nazista. Ma Emil continuava a tenersi in forma, correndo nei boschi con gli scarponi da soldato, e creò un metodo di allenamento rivoluzionario. Aveva una postura goffa, sofferente. «Correva come se avesse un cappio al collo,» scrisse un cronista «lo spettacolo più spaventoso dai tempi di Frankenstein». Ai Giochi di Helsinki, però, fu il primo uomo al mondo a vincere 5000,10.000 e maratona, un'impresa mai eguagliata. Era l'erede di Paavo Nurmi e dei Finlandesi volanti. Era anche un eroe del comunismo, ma durante la Primavera di Praga firmò il manifesto delle Duemila parole di Ludvík Vaculík, e per vent'anni perse tutto: il lavoro, i gradi nell'esercito, la pensione. Per sopravvivere, scese nelle miniere di uranio di Jáchymov, «quell'avamposto dello Stige». Attingendo a una quantità di interviste originali e fonti d'epoca (la stampa ceca, gli archivi della polizia segreta), Broadbent ricostruisce la storia del più grande corridore di tutti i tempi, rivelando la tempra d'acciaio di un uomo a cui la pista e la strada avevano insegnato a resistere come nessun altro.

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