Libri di testimonianza
Memorie, diari e racconti autobiografici: le voci dirette di chi ha attraversato eventi storici e personali
La via dell'Everest: Imparare a credere in sé stessi e raggiungere i propri obiettivi. E-book. Formato EPUB Melissa Arnot Reid - Corbaccio, 2026 -
«Il miglior libro sull’Everest che abbia letto da molto tempo.» Jon KrakauerMelissa Arnot Reid è la prima donna americana ad aver raggiunto la vetta dell’Everest senza ossigeno. Un’impresa storica, compiuta dopo anni di ascensioni estreme, successi e cadute, che l’ha consacrata tra le grandi protagoniste dell’alpinismo mondiale. Ma questo libro è molto più del racconto di una straordinaria conquista sportiva: è la storia intima di una donna che ha cercato per tutta la vita di dimostrare a sé stessa di «valere abbastanza».A ventisette anni, a pochi metri dalla cima dell’Everest, Melissa accetta una bombola d’ossigeno e vede infrangersi il sogno che inseguiva da sempre: diventare la prima americana a salire fino in vetta senza aiuti. Quella sconfitta apre una crepa profonda, che porta con sé il peso di un’infanzia segnata da conflitti, ferite e abbandoni, di relazioni sbagliate, di perdite devastanti.Con una voce limpida e coraggiosa, Melissa racconta come le montagne più dure del pianeta siano state per anni il suo rifugio, il luogo in cui trasformare il dolore in disciplina, la paura in controllo, la fragilità in forza. Ma racconta anche il momento in cui nemmeno l’alta quota basta più a proteggerla, e diventa necessario affrontare la scalata più difficile: quella dentro di sé.Tra memoir d’avventura e racconto di rinascita, La via dell’Everest è una testimonianza intensa sulla sopravvivenza, sull’identità e sulla possibilità di perdonarsi. Un libro che parla di vette e crepacci, certo, ma soprattutto del coraggio necessario per attraversare le zone più oscure dell’anima e trovare la propria strada.
Caro mondo. E-book. Formato EPUB Bana Alabed - Tre60, 2017 -
«La pace è la materia prima del meraviglioso diario di Bana Alabed»Internazionale «Una storia di amore e di coraggio dove regnano violenza e terrore, la testimonianza di una bambina siriana che ha sofferto l’indicibile»J.K. Rowling«Bana Alabed è diventata uno dei simboli della vita delle migliaia di civili intrappolati tra le rovine ad Aleppo »la Repubblica«Bana Alabed, una bambina intelligente e sensibile, che ha saputo cogliere e trasmettere con dolorosa accuratezza tutta la confusione e la paura di essere bambini travolti e sopraffatti da un conflitto »Il Sole24OreBana Alabed ha solo sette anni quando, in una luminosa giornata di sole, sente un boato spaventoso. È una bomba caduta su Aleppo, la prima delle tante che ridurranno la città in cenere e la popolazione allo stremo. Bana non sa neppure cosa significhi la parola «bomba», ma da quel giorno non può più andare a scuola perché è stata distrutta; invece di sedersi al tavolo di cucina per cenare con la famiglia, si deve nascondere sotto di esso, mentre tutto, intorno a lei, trema; non gioca più per strada, ma si ritrova a scavare tra le macerie insieme con gli adulti, alla ricerca di cose e persone scomparse.Vivace e intelligente, Bana si convince che il mondo non possa ignorare quello che sta succedendo in Siria e, con l’aiuto della madre, scrive un messaggio su Twitter: «Ho bisogno della pace». Poi, di giorno in giorno, racconta quello che sta vivendo, mostra la distruzione e il dolore. In breve tempo la sostengono in centinaia di migliaia e lei, con tutto il candore e la sincerità dei bambini, parla a tutti: da Putin a Obama, da Trump al presidente siriano Bashar Assad.Diventata il simbolo dell’innocenza di ogni bambino davanti agli orrori della guerra, Bana racconta per la prima volta in questo libro tutta la sua storia. Lanciando con forza il suo messaggio di speranza, per sé e per tutte le vittime della violenza che meritano una vita migliore.
Leggere pericolosamente: Il potere sovversivo della letteratura in tempi difficili. E-book. Formato EPUB Azar Nafisi - Adelphi, 2024 -
«Finché possiamo immaginare, siamo liberi» ha detto David Grossman. Ma – si potrebbe obiettare – non sarà un lusso riservato agli scrittori? In altre parole: la letteratura esercita un effettivo potere sulla nostra vita quotidiana? Le cinque lettere che fra il 2019 e il 2020 Azar Nafisi ha indirizzato al padre, proseguendo un dialogo che la morte di lui non ha interrotto, sono la più persuasiva risposta a questo cruciale interrogativo. Mentre intorno a lei, anche negli Stati Uniti, la realtà si fa sempre più allarmante – dall’affermarsi di tendenze totalitarie alla pandemia di Covid-19 – e indignazione e angoscia paiono sopraffarla, Azar Nafisi torna a immergersi nei libri che più ha amato, e ci mostra, intrecciando racconto autobiografico e riflessione sulla letteratura, come Salman Rushdie e Zora Neale Hurston, David Grossman e Margaret Atwood, e altri ancora, l’abbiano accompagnata nei momenti più difficili, come veri e propri talismani. E le abbiano dischiuso, con la loro multivocalità, inattese prospettive: insegnandole per esempio a dubitare della soffocante dicotomia tra aggressore e vittima; a vedere nell’odio e nella rabbia, in apparenza capaci di conferire identità, una fuga dal dolore – a comprendere che le grandi opere letterarie sono davvero pericolose, giacché smascherano ogni impulso tirannico, fuori e dentro di noi. Sicché «leggerle pericolosamente» significa accogliere l’irrequietezza e il desiderio di conoscenza di cui ci fanno dono.