Donatella Di Cesare eBooks

eBooks di Donatella Di Cesare con argomento Filosofia Storia della filosofia occidentale

Donatella Di Cesare è professore ordinario di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma. È tra le voci filosofiche più impegnate nel dibattito pubblico contemporaneo. Tra i suoi ultimi libri: Grammatica dei tempi messianici (2011), La giustizia deve essere di questo mondo (2012), Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo (2012), Crimini contro l'ospitalità (2014). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Israele. Terra, ritorno, anarchia (2014), Heidegger & Sons. Eredità e futuro di un filosofo (2015), Heidegger e gli ebrei. I «Quaderni neri» (2014), nuova edizione ampliata (2016), Tortura (2016) e Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (2017).
EBOOK   9788833974514

Heidegger e gli ebrei: I «Quaderni neri». E-book. Formato EPUB Donatella Di Cesare   -  Bollati Boringhieri, 2016  - 

Nuova edizione ampliata e aggiornata 2016Perché Martin Heidegger ascrive agli ebrei l’oblio dell’Essere? Qual è allora il rapporto tra l’Essere e l’Ebreo? In che senso viene imputata agli ebrei la colpa più grave, da cui dipende il destino dell’Occidente? E perché questa accusa viene mossa negli anni trenta, dopo le leggi di Norimberga (1935), mentre inizia la guerra planetaria che dovrebbe condurre la Germania nazionalsocialista al dominio del mondo? I Quaderni neri di Heidegger oltre a dischiudere un’inedita prospettiva sul pensiero del filosofo, hanno suscitato un nuovo, intenso dibattito. L’antisemitismo metafisico solleva inquietanti interrogativi e rinvia alla responsabilità della filosofia nello sterminio. A un anno dalla prima edizione di questo libro, già più volte ristampato, Donatella Di Cesare prende in considerazione gli ultimi Quaderni neri, che giungono fino al 1948, interpretando i passi e gli aforismi sulla Shoah e sull’immediato dopoguerra.

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EBOOK   9788833938660

Utopia del comprendere: Da Babele ad Auschwitz. E-book. Formato EPUB Donatella Di Cesare   -  Bollati Boringhieri, 2021  - 

Parlare e comprendere sono i modi in cui ogni parlante si traduce nella lingua che considera propria e in cui abita invece in esilio. Queste pagine muovono dall’ermeneutica filosofica di Martin Heidegger e Hans-Georg Gadamer, di cui radicalizzano i temi decisivi guardando alla convergenza con la decostruzione di Jacques Derrida.Se è possibile riconoscere in Auschwitz la Babele del XX secolo – questa la tesi originale del libro – è anche alla luce delle riflessioni di quegli ebrei tedeschi che, da Franz Rosenzweig a Walter Benjamin, avevano riflettuto sull’estraneità nella lingua offrendo il loro prezioso contributo alla questione del tradurre. Nell’esilio planetario del mondo globalizzato l’utopia riletta in senso anarchico è il luogo che non c’è più, ma che ci sarà pur sempre.Sulle tracce di Paul Celan, protagonista dell’ultima parte, l’utopia si staglia oltreconfine, in quella «rivoluzione del respiro» che rompe il silenzio, nell’apertura di una parola, che non è dimora fissa e non è statica, ma è nomade, migra, è una tenda precaria e malsicura, l’unico riparo nel deserto della promessa. Questa tenda dell’incontro, già la sfida di un altro abitare, è la parola della cospirazione.

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