Michel Serres eBooks

eBooks di Michel Serres con argomento Filosofia Storia della filosofia occidentale

Michel Serres (1930), membro dell’Académie Française, ha insegnato Storia della scienza presso l’Università di Paris 1 e la Stanford University. Tra gli ultimi saggi: Hominescence (2001), L’Incandescent (2003), Rameaux (2004), Récits d’humanisme (2006), Petits chroniques du dimanche soir (2006-11, 4 voll.), La Guerre mondiale (2008), Musique (2011), Yeux (2014) e Pantopie. De Hermès à Petite Poucette (2014). In traduzione italiana: Lucrezio e l’origine della fisica (1980), Carpaccio studi (1990), Roma, il libro delle fondazioni (1991), Il contratto naturale (1991), Le origini della geometria (1994), Chiarimenti. Cinque conversazioni con Bruno Latour (2001), Il mal sano. Contaminiamo per possedere? (2009). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato L’ermafrodito. Sarrasine scultore (1989), Tempo di crisi (2010), Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere (2013) e Il mancino zoppo. Dal metodo non nasce niente (2016). Nel 2014 gli è stato conferito il Premio Nonino («A un Maestro del nostro tempo»).


EBOOK   9788833975443

Darwin, Napoleone e il samaritano: Una filosofia della storia. E-book. Formato EPUB Michel Serres   -  Bollati Boringhieri, 2017  - 

«Michel Serres è la mente filosofica più fine che esista oggi in Francia. »Umberto Eco, lectio magistralis al Festival della Comunicazione di Camogli, settembre 2015«Michel Serres è ciò che un filosofo dovrebbe essere: un uomo che offre alcuni suggerimenti che aiutino a comprendere il mondo in cui si vive. »il venerdì-la Repubblica - Corrado Augias«Come un Montaigne dell’era digitale, come un Rabelais della globalizzazione, Michel Serres continua a regalarci una percezione totalmente altra della nostra condizione umana. »Le Monde - Nicolas Truong «Un principe della metafora al culmine del suo cammino solitario... Emozionante. »L’Express - Manuel CohenPochissimi azzardano oggi una filosofia della storia. Il garbuglio e l’incertezza dei tempi scoraggiano l’impresa. Per esserne all’altezza occorre una capacità di visione che si spinga molto indietro nel passato, guardi al presente con appassionato realismo e abbia così a cuore il futuro da reclutare senza esitazione l’utopia. Tra i rari intrepidi, il più crepitante è Michel Serres. Ce lo dovevamo aspettare da chi ha attraversato il pensiero di mezzo secolo con la sublime impertinenza dello scompigliatore, sempre intento a spargere il contenuto dei panieri che i concetti astratti etichettano e tengono sigillati. Qui a saltare sono addirittura i sigilli – cronologici, disciplinari, interpretativi – dell’intera vicenda del mondo, il cui Grande Racconto, nella suggestiva narrazione di Serres, dilata la scrittura da invenzione esclusivamente umana a codifica universale comune a rocce, piante e animali, retrodatando gli inizi di tutto e insieme istituendo una continuità tra il primordiale e il digitale. Nella fantasmagoria dei paesaggi macroscopici o invisibili che per millenni si sono generati e offerti alla decifrazione, corrono tre età della storia scandite da altrettante figure emblematiche. Dal regno naturale sotto il segno di Darwin, all’interminabile dominio della violenza mortifera simbolizzato da Napoleone, all’epoca attuale, la più pacifica dall’alba dell’umanità, dove la vita riprende il sopravvento all’insegna empatica del samaritano: ecco la traiettoria che Serres fa culminare nella nostra «età dolce», l’età del dolore alleviato, della negoziazione e del virtuale, che si è lasciata alle spalle l’«età dura» della tanatocrazia insanguinata. Un netto cambio di focale, quello di Serres, se confrontato al dilagante, cupo giudizio sul presente e ai catastrofismi di maniera. Statistiche alla mano, adesso gli uomini, «portatori sani di aggressività», si comportano in modo meno violento rispetto ai loro predecessori, tanto che la sentenza filosofico-politica Homo homini lupus va rovesciata in senso etologico – accudente e solidale come un lupo. Spesso non ce ne accorgiamo, ma il possibile acquista già vigore, perché «il dolce dura più e meglio del duro».

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EBOOK   9788833974705

Il mancino zoppo: Dal metodo non nasce niente. E-book. Formato EPUB Michel Serres   -  Bollati Boringhieri, 2016  - 

Chi avrebbe supposto che zoppia e mancinismo – oltretutto associati nella stessa figura ideale – venissero portati a vanto del pensiero in atto, come le sue insegne più onorifiche? A compiere il gesto di giustizia che li riscatta dalla difettività è Michel Serres, epistemologo ultraottantenne così intrigato dall’attuale sconvolgimento del sapere da farsene il supremo cantore, con un’euforia lungimirante e contagiosa, con un’audacia concettuale ignota ai colleghi giovani o a chi rimane abbarbicato a un «umanesimo di opposizione», e con uno stile ruscellante evocatore di mondi, al pari di Lucrezio. Alle idee astratte Serres preferisce da sempre le figure sintetiche. Il mancino zoppo è l’eroe dell’«età dolce», la nostra, che nella riconfigurazione digitale dello spazio-tempo si lascia alle spalle la «dura» rigidità euclidea, cartesiana, metrica, abitando la dimensione utopica del possibile e recuperando il concreto attraverso il virtuale. Ma è anche il simbolo vivo di ogni lavorio della mente degno di questo nome, dalla notte dei tempi: pensare vuol dire infatti deviare dai tracciati, avanzare di traverso e un po’ sghembi, rompere le simmetrie, afferrare il segreto di ciò che sarà domani con la stessa «formidabile inventiva dell’Universo in espansione». No, non c’è posto per il già formattato, secondo Serres. «Non conosco alcun metodo che abbia mai aperto la strada a qualche invenzione; né alcuna invenzione trovata con metodo». Solo di fronte al mancino zoppo, e a chi sia all’altezza del suo inesauribile estro, balenano nuovi modi di essere-nel-mondo.«Michel Serres è la mente filosofica più fine che esista oggi in Francia»Umberto Eco

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EBOOK   9788833930442

Contro i bei tempi andati. E-book. Formato EPUB Michel Serres   -  Bollati Boringhieri, 2018  - 

««Michel Serres è la mente filosofica più fine che esista oggi in Francia». »Umberto Eco, lectio magistralis al Festival della Comunicazione di Camogli, settembre 2015A ottantasette anni compiuti, ovunque celebrato tra i più acuti epistemologi dei nostri giorni, Michel Serres rivendica per sé un unico privilegio: sconfessare motivatamente chiunque deprechi il presente in nome di un passato migliore. Catastrofisti e declinisti di ogni risma sono avvertiti. Non sarà consentito loro alcun vagheggiamento del buon tempo andato. Ogni nostalgia del «prima» dovrà mostrare il proprio volto ipocrita di difesa di prerogative acquisite e chiusura preconcetta al nuovo. Così Vecchio Brontolone, eroe negativo di questo pamphlet, è incalzato senza tregua dal suo coetaneo Serres, che gli fa sgranare le litanie edulcoranti dell’«eh, una volta sì che...», per il gusto di rivoltarle una a una. Figlio della profonda provincia francese, Serres li ha vissuti, quei tempi decantati, ma a differenza della gran parte dei professori suoi colleghi ha conosciuto la guerra mondiale e coloniale, la malnutrizione, la durezza del lavoro che sfiancava il corpo, la difficoltà degli spostamenti, l’esistenza stentata in ambienti malsani, dove alle donne erano riservati perlopiù sudore, sottomissione e ignoranza. Le conquiste di civiltà tanto macroscopiche quanto sottovalutate dai passatisti – il balzo della speranza di vita, la sensibilità ecologica, la parità di genere, i progressi giganti dell’igiene e della medicina – sono perfettibili, certo. Ma perché dimenticare gli oltre settant’anni di pace, condizione eccezionale nella storia d’Europa? Serres e la sua giovanissima eroina positiva, Pollicina, che con il cellulare tiene in mano il mondo intero, parteggiano per una vita dolce e lieve, solo adesso possibile. Se è ottimismo, non presenta però tratti di ingenuità. È combattente, argomentato, trascinante come il brio occitano di una prosa che non ha eguali.

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