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Strenna Giannini. E-book. Formato PDF Aa.Vv. - Giannini Editore, 2006 -
Devo confessarlo: quando, nel maggio scorso, i miei figli Paolo e Francesco, sui quali oramai grava buona parte della gestione aziendale, mi hanno prospettato l'idea di realizzare una Strenna, di rispolverare cioè una vecchia e tradizionale consuetudine della nostra Azienda, per festeggiare i primi centocinquant'anni di vita, la mia risposta è stata un po' scettica. Per rendere conto, di questo mio scetticismo, devo necessariamente ripercorrere i luoghi della memoria, in talune circostanze dolorosi. In tutti questi anni trascorsi occupandomi dell'azienda di famiglia, non mi è certo sfuggito il fatto che essa sia sempre rimasta legata alla storia culturale e produttiva della città di Napoli. Basti citare i rapporti di lavoro instaurati, tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo, con l'Università degli Studi, con la Società Napoletana di Storia Patria, con i librai-editori come Marghieri, Detken, Pellerano, Rondinella, con le testate giornalistiche de Il Roma, de Il Corriere del Mattino, de Il Pungolo, nonché ricordare la proficua collaborazione con autori quali Alexander Dumas, Benedetto Croce, Matilde Serao. E questo solo per fare qualche nome e qualche riferimento. Napoli, via Cisterna dell'Olio 6/B Armando Giannini
Non è un caso che sia successoStorie editoriali di best seller. E-book. Formato PDF Aa.Vv. - Educatt, 2020 -
Si può imparare a leggere anche avendo un solo libro in casa, Cucinare è facile, come è capitato alla piccola Matilde protagonista del romanzo omonimo di Roald Dahl, autore abbonato ai successi, dalla Fabbrica di cioccolato a Le streghe, scritti per i suoi lettori più giovani. In ogni libreria che si rispetti molte delle sue opere sono sempre esposte: succede anche a gran parte dei casi editoriali qui raccolti, che dopo essere stati campioni di vendite hanno avuto nel tempo il privilegio di diventare long seller. Non è impresa facile: nell’oceano dell’editoria di lingua italiana ogni anno salpano oltre 55 mila vascelli di carta e inchiostro, tra novità e ristampe, di cui soltanto pochi approdano all’agognato porto della top ten delle classifiche. Le schede compilate dagli studenti di editoria dell’Università Cattolica ci fanno prendere in mano le prime edizioni di questi best seller, di cui analizzano le copertine e illuminano alcuni aspetti della mediazione editoriale che ha trasformato quel testo non semplicemente in un libro ma soprattutto in un caso. Il curioso titolo da loro scelto (Non è un caso che sia successo) richiama proprio il fatto che talvolta il caso, chiamiamolo pure fato, entra in gioco. Infatti l’esperienza insegna che non esistono ricette preconfezionate di marketing con cui determinare a tavolino un successo: altrimenti i grandi gruppi, potendo investire molto, non sbaglierebbero un colpo. Invece sbagliano, forse più di tutti. Allora che cosa unisce Moccia a Flaubert? E Pippi Calzelunghe a Il nome della rosa? -- Roberto Cicala