Anna Bravo eBooks
eBooks di Anna Bravo
Anna Bravo è stata professore associato di Storia sociale all'Università di Torino. Si occupa di storia delle donne, di memoria e storia della deportazione e del genocidio, di resistenza armata e civile. Ha cominciato a scrivere sulla stagione dei movimenti dopo le polemiche nate intorno a un suo articolo su violenza e aborto negli anni settanta. Ma, come altri che hanno vissuto quel periodo, già da molto tempo stava riflettendo e discutendo sul tema. Fra le sue pubblicazioni più recenti: Il fotoromanzo (Bologna 2003); la voce I Giusti in Enciclopedia dell'Olocausto (ed. italiana a cura di Alberto Cavaglion, Torino 2003); il saggio Noi e la violenza. Trent'anni per pensarci apparso nel numero 1 del 2004 di "Genesis" (2005) e Intervista a Primo Levi, ex deportato (a cura di, con F. Cereja, Einaudi 2011).
A colpi di cuore: Storie del sessantotto. E-book. Formato EPUB Anna Bravo - Editori Laterza, 2014 -
Il sessantotto è diventato un simbolo, e nei simboli ci si culla, indipendentemente dal loro contenuto. A seconda di come li si guarda, quegli anni possono sembrare preistoria, oppure l'altro ieri. Rimane la sensazione, vaga ma forte, che qualcosa di importante sia successo. I giovani, il femminismo, la protesta, le assemblee, l'amore, il dolore, la violenza, e ancora le culture, i comportamenti, le sensibilità: sembrano spaccati di storie diverse, e in parte lo sono. Gli anni '68 – perché di 'anni' possiamo parlare – hanno più volti. Per raccontarli, Anna Bravo parte da sé e dai dubbi che vale la pena di guardare in faccia dopo quarant'anni di storia e di vite. Non allinea fatti, non giudica, non assolve ma nemmeno si sottrae. Non fa una 'storia' della stagione dei movimenti. Segue le tracce dei temi che hanno segnato gli anni sessanta e settanta, cambiando, scomparendo e riaffiorando. Parla di ragazzi e ragazze delle università americane e delle nostre Trento, Torino, Roma, fra la nonviolenza di Martin Luther King e la sua crisi, il maggio francese e le sue derive, l'autunno caldo e l'antifascismo militante, l'inaffondabilità (apparente) del modello patriarcale e la tempesta che gli scatena addosso il femminismo. Tra Presley, We Shall Overcome e Mr. Tambourine Man. Scarica l'audio della presentazione alla Fiera del Libro di Torino 2008
La conta dei salvati: Dalla Grande Guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato. E-book. Formato EPUB Anna Bravo - Editori Laterza, 2013 -
È un'idea malsana che quando c'è guerra c'è storia, quando c'è pace no.Il sangue risparmiato fa storia come il sangue versato.Si parla e si scrive molto di guerre, di eccidi e di violenze. È il racconto del sangue versato. Ma non saremmo qui se qualcuno non avesse lavorato per risparmiare il sangue.Persone e gruppi, come quei soldati della Grande Guerra che concordavano tregue fra le trincee opposte. Popoli che misero in salvo i loro concittadini ebrei o che nascosero e protessero migliaia di militari sbandati e di prigionieri di guerra.Diplomazie e governi che hanno tramato la pace, non sempre la guerra.Senza Mandela e Tutu non ci sarebbe stata una transizione pacifica in Sudafrica, senza King un così forte movimento per i diritti civili, senza il Dalai Lama una nonviolenza tibetana, senza Ibrahim Rugova una kosovara e, soprattutto, una nonviolenza tout court senza Gandhi.La conta dei salvatiè dedicato a queste storie. Storiemolto diverse per le caratteristiche e per l'attenzione storica e mediatica che hanno ottenuto (o non ottenuto). Tutte mostrano due verità. La prima: il sangue può essere risparmiato anche da chi non ha potere, o ha un potere minimo. La seconda: se è importante raccontare una guerra, ancora più importante è descrivere come un conflitto non è deflagrato. Per capire come si può fare, e con che mezzi.
Il fotoromanzo. E-book. Formato EPUB Anna Bravo - Società Editrice Il Mulino, Spa, 2011 -
Nato in Italia nel 1946 e poi diffusosi rapidamente in Europa e in America latina, il fotoromanzo è un racconto in sequenze visive disegnate o fotografate che si regge sulla combinazione di diverse fonti e tecniche. La sua popolarità, immediata e fragorosa, è tale da farne il vero boom editoriale del dopoguerra italiano. Giovane, femminile più che maschile, proletario, contadino o piccolissimo borghese più che appartenente alla classe media, il suo pubblico è fra i meno raggiungibili dagli altri mezzi di comunicazione. Apre la strada "Grand Hôtel", seguito da "Bolero Film" e "Sogno". Tra la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '60 il fotoromanzo rappresenta una delle vie italiane alla modernizzazione, in cui si rispecchia il desiderio di libertà e di promozione sociale, il decollo dei consumi, il disagio giovanile, l'alfabetizzazione di massa. Ed è un punto fermo nell'immaginario nazionale, tanto che Pci, "Famiglia Cristiana", ordini religiosi, movimenti politici lo "riusano", adattandolo a narrazioni pedagogiche e di propaganda. Genere ormai residuale, il fotoromanzo è un filone culturale di cui si è parlato molto (e male) sapendone molto poco.