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eBooks di F con argomento Psicologia di Formato Mobipocket
Il sat famiglia e il sat scuola. Strumenti di misura dell'ansia da separazione da genitori e insegnanti. E-book. Formato Mobipocket Flavia Lecciso - Educatt Università Cattolica, 2015 -
Il volume presenta due prove[*] per valutare l’ansietà di separazione dalle figure di attaccamento. La prima è il Separation Anxiety Test (SAT) ed è riferita alla relazione del bambino con i genitori. Nel volume si propone una versione italiana, risultata da un adattamento elaborato dalle autrici (Liverta Sempio, Marchetti, 1999a, 2000, 2001; Liverta Sempio, Marchetti, Lecciso, in stampa). Nel testo si farà riferimento ad essa come SAT Famiglia, al fine di distinguerla dalla prova che riguarda invece la relazione del bambino con l’insegnante e cioè il SAT Scuola, uno strumento costruito dalle scriventi (Liverta Sempio, Marchetti, 1999b; 2000; 2001; Liverta Sempio, Marchetti, Lecciso, in stampa) per analizzare le risposte sui vissuti infantili evocati dalla rappresentazione di separazioni dall’insegnante.Il volume si propone quale testo di lavoro, con finalità applicative, sia per ricercatori e studenti interessati allo studio del legame di attaccamento, in particolare al livello della sua espressione rappresentazionale, sia per chi opera con l’infanzia e la fanciullezza con compiti educativi, preventivi e di cura, come insegnanti, educatori e psicologi. Per una trattazione completa e sistematica si rimanda ad altri lavori (Liverta Sempio, Marchetti, Lecciso, in stampa). Nel contenuto e nella impostazione questo testo riflette dunque l’obiettivo eminentemente “pratico” di fornire gli strumenti basilari per la conoscenza e l’applicazione degli strumenti di misura presentati.Tratto dall'Introduzione
Prospettive in psicologia dello sport. E-book. Formato Mobipocket Flavio Nascimbene - Educatt Università Cattolica, 2014 -
Spesso impegnati nella ricerca di soluzioni concrete e “urgenti” immediatamente applicabili sul campo, gli allenatori e i professionisti legati alle scienze motorie e dello sport necessitano di uno spazio di riflessione sul proprio operato, una sosta che gli consenta di avere una prospettiva complessiva altrimenti irraggiungibile, nonché una nuova qualità di lavoro. Questo è il primo obiettivo di questa opera.Questo libro porta in primo piano e nello stesso tempo nuove risposte a vecchie domande e vecchie risposte a nuove domande:Quali sono i contributi che nutrono l’interscambio fra la Psicologia e lo Sport?Che prospettive possiamo stimare per il futuro?Quale modello di lavoro può reggere la complessità inerente il “fattore mentale” nello sport?È possibile che questo modello prescinda dell’intreccio fra lo sportivo, la sua famiglia e l’allenatore (squadra, società sportiva)?Che importanza attribuiamo alle relazioni esistenti fra il gioco e lo sport? Siamo in grado di rintracciarvi una connessione essenziale per lo sport attuale?Quali funzioni ha il gioco nello sviluppo individuale e sociale?Di quale corpo solitamente ci occupiamo nel mondo dello sport?È possibile scoprirne un’altra dimensione?Come si costruisce una squadra sportiva?Come funzionano la comunicazione e la leadership in una squadra?Quanto è centrale nello sport l’asse motivazione – concentrazione – arousal?Quali modalità operative è possibile attuare al riguardo?Quali metodi e programmi di preparazione consentono di ottimizzare il fattore mentale nello sport?Quale può essere il contributo della Psicologia clinica?Come si può costruire la relazione tra l’allenatore e lo psicologo dello sport?Quali sono le funzioni dello psicologo dello sport sul campo?Dalla Premessa dell'Autore
Psicologia dei social network. Chi (non) vogliamo essere online. E-book. Formato Mobipocket Federica Vitale - Edizioni Del Faro, 2020 -
“Una volta avevo una vita. Ora ho un computer e una connessione Wi-Fi”: potrebbe riassumersi con questa frase che, appunto, circola sul web, il concetto di vita che abbiamo noi oggi. Siamo in balia di un flusso di informazioni che trovano la propria sponda tra i margini di uno schermo di un PC o di un display di uno smartphone. Concetto fondamentale è “esserci”, essere presenti, “condividere”. Quella condivisione che detta le nuove regole di galateo e di recitazione su un palcoscenico virtuale che accoglie tutti e dove questi “tutti” esprimono loro stessi senza timore di essere giudicati come nella realtà. Sbagliando, perché è proprio qui – sui social media – che i giudizi si articolano, si scagliano, a volte, in maniera piuttosto violenta verso chi ha osato, chi ha avuto il coraggio di mostrarsi. Pregi, ma soprattutto difetti vengono analizzati dal popolo, sciorinati, scandagliati e picconati sul personaggio di turno, sullo sconosciuto che vuole emergere e semplicemente farsi notare. Ed è qui che si districano nuovi rapporti sociali, nuove figure con un loro modo di agire, pensare, comportarsi, porsi e comunicare. Perché sì, i social network non sono solo nuove forme di comunicazione, sempre in evoluzione, sempre alla ricerca del “nuovo”. Sono anche, e soprattutto, nuovi e inediti divani da psicologo dove si adagiano caratteri, più o meno simili, con tratti ben delineati e che, seppur non è sempre semplice distinguere, non fanno altro che creare altri stereotipi, e poi altri ancora. Sempre in quel flusso di immagini, informazioni e video che ci travolge ogni giorno. Che lo vogliamo o meno.