Gian Antonio Stella eBooks
eBooks di Gian Antonio Stella con argomento E di Formato Pdf
L'orda. E-book. Formato PDF Gian Antonio Stella - Bur, 2011 -
Quando gli "albanesi" eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Quando gli "albanesi" eravamo noi, vendevamo i nostri bambini agli orchi girovaghi, gestivamo la tratta delle bianche, seminavamo il terrore anarchico ammazzando capi di stato e poveri passanti ed eravamo così sporchi che ci era interdetta la sala d'aspetto di terza classe. Quando gli "albanesi" eravamo noi, ci pesavano addosso secoli di fame, ignoranza, stereotipi infamanti. Quando gli "albanesi" eravamo noi, era solo ieri. In questa ricostruzione di Gian Antonio Stella (ampliata e aggiornata rispetto alla prima edizione del 2002), ricca di fatti, personaggi, avventure, documenti, aneddoti, storie ignote, ridicole o sconvolgenti, c'è finalmente l'altra faccia della grande emigrazione italiana. Quella che meglio dovremmo conoscere proprio per capire, rispettare e amare an cora di più i nostri nonni, padri, madri e sorelle che partirono. Quella che abbiamo rimosso per ricordare solo gli "zii d'America" arricchiti e vincenti. Una scelta fatta per raccontare a noi stessi, in questi anni di confronto con le "orde" di immigrati in Italia e di montante xenofobia, che quando eravamo noi gli immigrati degli altri, eravamo "diversi". Eravamo più amati. Eravamo "migliori". Non è esattamente così.
Pretacci. Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede. E-book. Formato PDF Gian Antonio Stella - Rizzoli, 2010 -
Quello di Candido Cannavò è un reportage dentro l'«altra» Chiesa. Quella estranea alla «ritualità pomposa e noiosa che non arriva al cuore della gente». È un lungo viaggio tra i preti che interpretano la diffusione della Parola in modo combattivo perchè «il Vangelo è combattimento, è sfi da agli stereotipi, ai luoghi comuni, alle convenienze». Alla paura. Preti come monsignor Giancarlo Bregantini, che nel ruolo di vescovo di Locri è stato il faro di quanti si battono contro la 'ndrangheta. Come don Gino Rigoldi, il cappellano del «Beccaria» che da tanti anni cerca di aiutare ragazzi venuti su un po' storti. Come padre Mario Golesano, che è andato nel quartiere di Brancaccio a cercare di riempire il vuoto lasciato da don Pino Puglisi, ammazzato da un sicario al quale regalò il suo ultimo sorriso. E don Andrea Gallo, «gran cardinale della Basilica del Marciapiede», convinto come Fabrizio De Andrè che «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fi ori» e dunque deciso a portare il Vangelo tra i peccatori. Fino a don Oreste Benzi, che se n'è andato per un infarto nel novembre 2007 dopo avere speso tutte le sue notti a offrire una via d'uscita a migliaia di «Maddalene» che si vendevano nelle strade. Preti spesso scomodi. «Pretacci». Come il capostipite al quale un po' tutti dicono di richiamarsi: don Lorenzo Milani. Il parroco di Barbiana che incitava i pastori di anime a non aver timore di «star sui coglioni a tutti come sono stati i profeti innanzi e dopo Cristo».