Silvana De Mari eBooks
eBooks di Silvana De Mari con argomento Racconti di Formato Pdf
Capua 1860. E-book. Formato PDF Silvana De Mari - Lindau, 2013 -
Giacomo è un nobile, ma non ha una carrozza personale, non ha falconi da compagnia, nessuno lo riverisce. Suo padre è il Cavaliere di Montepuzzuto, disprezzato in egual modo dai contadini e dagli aristocratici; per la sua famiglia l'unica ambizione è di essere ricevuti a corte e pazienza se non mangiano e pazienza se la vecchia Donna Concetta, l'unica che aveva fatto prosperare il casato, viene vilipesa per le sue mani callose e la sua grassezza. Giacomo viene mandato al Collegio Reale, dove viene oltraggiato per la sua finta nobiltà e per il suo fisico, e dove trova l'unico rifugio in una biblioteca quasi abbandonata. Attraversando momenti di speranza e altri di sconfortante tristezza, alla fine Giacomo capirà cos'è la vita e perché vale la pena viverla, in un romanzo di formazione in cui Storia e fantasia si intrecciano.
Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, 1943. E-book. Formato PDF Silvana De Mari - Lindau, 2013 -
La Torre delle Civette era stata costruita per avvistare le navi nemiche, dopo l'invasione saracena; in seguito era diventata una prigione, prima di andare in rovina. Un giorno, un bambino, orfano e grassottello, proprio in quella torre in cui il dolore e la fine della speranza avevano regnato, scopre qualcosa a cui aggrapparsi, per dimenticare la derisione di cui è fatto oggetto il suo corpo e sua madre, rimasta sola dopo la morte del marito: un graffito, inneggiante alla libertà. Nella ricerca frenetica di notizie sulla torre e sui suoi abitanti, in questa vita parallela lontana un millennio, incontrerà Dio, in tutte le sue facce, la Morte, l'Amore e troverà il coraggio di vivere la sua Storia.
Il cavaliere, la strega, la Morte e il diavolo. E-book. Formato PDF Silvana De Mari - Lindau, 2018 -
Il libro raccoglie undici racconti e un breve saggio sulla morte. Dà il titolo un fantasy ambientato in una Sicilia un po' medievale e un po' no (il suo riferimento è l'opera dei pupi), la cui protagonista è una Bradamante stracciona, alle prese con l'invasione musulmana. Il secondo racconto attraversa il Mediterraneo, il terzo parla di un'orrenda mutilazione. Il quarto e il quinto sono collegati tra di loro e sono trasposizioni reinventate di due morti vere, quella di Zi' 'Ngiulillo (zio Angelo De Mari) – sacerdote morto con i garibaldini sul Volturno – e quella del fratello di mio nonno, Enrico Ventrone – fucilato dai tedeschi per aver avvertito e fatto fuggire dei ricercati. Poi storie contemporanee, che parlano di libera scelta, e un lungo racconto forse di fantascienza, con il tema del sacrificio, sacrum facere. E, infine, un saggio sulla morte. Perché un saggio sulla morte? Perché tutte le storie raccontate dagli uomini, dalle donne o dai bambini, dall'inizio del mondo, parlano della morte, anche quelle dove la morte non compare, dove tutto va bene. Perché la nostra capacità di raccontare nasce per ingannare l'attesa della morte, la coscienza che siamo mortali. Questa coscienza l'abbiamo solo noi. Qualche volta ce ne dimentichiamo, ma in realtà essa è sempre con noi, come un avvoltoio sulla spalla. O forse come un angelo custode, perché, se ne fossimo privi, tutto sarebbe insulso, privo di senso. È questa la dannazione, ma anche la meraviglia, di essere uomo. O donna. O bambino. Sia i racconti che il saggio risalgono al mio lunghissimo periodo di ateismo, cominciato a undici anni e finito solo qualche anno fa: ci sono nei racconti toni e frasi che oggi non scriverei, ma che desidero lasciare, come un segno di come è stata la strada che ho percorso. – Silvana De Mari