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eBooks di D con argomento Heidegger Martin
Heidegger e gli ebrei: I «Quaderni neri». E-book. Formato EPUB Donatella Di Cesare - Bollati Boringhieri, 2016 -
Nuova edizione ampliata e aggiornata 2016Perché Martin Heidegger ascrive agli ebrei l’oblio dell’Essere? Qual è allora il rapporto tra l’Essere e l’Ebreo? In che senso viene imputata agli ebrei la colpa più grave, da cui dipende il destino dell’Occidente? E perché questa accusa viene mossa negli anni trenta, dopo le leggi di Norimberga (1935), mentre inizia la guerra planetaria che dovrebbe condurre la Germania nazionalsocialista al dominio del mondo? I Quaderni neri di Heidegger oltre a dischiudere un’inedita prospettiva sul pensiero del filosofo, hanno suscitato un nuovo, intenso dibattito. L’antisemitismo metafisico solleva inquietanti interrogativi e rinvia alla responsabilità della filosofia nello sterminio. A un anno dalla prima edizione di questo libro, già più volte ristampato, Donatella Di Cesare prende in considerazione gli ultimi Quaderni neri, che giungono fino al 1948, interpretando i passi e gli aforismi sulla Shoah e sull’immediato dopoguerra.
Quel che sembriamo. E-book. Formato EPUB Hildegard Elisabeth Keller - Guanda, 2023 -
«Questo romanzo nasce da uno splendido lavoro di ricerca. Non è un romanzo su Hannah Arendt ma con Hannah Arendt, e anche solo per questo leggerlo è un grandissimo piacere.»WWW.HANNAHARENDT.NET«La forza di questo romanzo, dalla scrittura affascinante, è che permette di entrare nella vita di Hannah Arendt, nei suoi dubbi, nei suoi pensieri e nei suoi ragionamenti.»TAZ. DIE TAGESZEITUNG«Il lettore si ritrova seduto allo stesso tavolo con Hannah Arendt e i suoi interlocutori sempre diversi. L'intelligenza e l'umorismo che pervadono i loro discorsi la rendono un'esperienza unica.»SÜDDEUTSCHE ZEITUNGNell’estate del 1975 Hannah Arendt vola per un’ultima volta dall’America alla Svizzera. Lì, in un appartato villaggio ticinese, intende trascorrere le vacanze e lavorare un po’ al suo ultimo libro. Ma quell’intervallo di quiete in un luogo a lei tanto caro le offre anche l’opportunità di intraprendere un suggestivo viaggio a ritroso, un viaggio che inizia a New York nel 1941 e dura un’intera vita. Un viaggio in cui la accompagnano gli interlocutori di pensiero che furono per lei – inseparabilmente dal dialogo filosofico – amici, amanti, compagni di studio e di vita, da Walter Benjamin a Martin Heidegger, da Karl Jaspers a Ingeborg Bachmann. Strada facendo, la vediamo in ruoli e situazioni diverse: come donna innamorata, moglie e casalinga, come poetessa e narratrice di fiabe, come docente universitaria e come giornalista al processo contro Adolf Eichmann, a Gerusalemme. Il libro che nasce da quell’esperienza, La banalità del male, spinoso fin dal titolo, scatena controversie che la trascineranno sotto gli impietosi riflettori dell’opinione pubblica, imponendole di pagare un prezzo di cui non ha mai parlato. Anche di questo racconta Hildegard Keller. La sua protagonista, di una vitalità irresistibile, è narrata con la delicatezza e la confidenza che derivano da una frequentazione profonda, e arriva dritto al cuore dei lettori.