Goffredo Buccini eBooks

eBooks di Goffredo Buccini con argomento Ndrangheta

Goffredo Buccini è nato a Roma nel 1961. Con scoop e interviste ha raccontato a Milano l’inchiesta Mani pulite. Da vent’anni è inviato speciale del «Corriere della Sera», di cui è stato corrispondente dagli Stati Uniti e ha diretto l’edizione romana dal 2004 al 2009. Ha scritto due saggi: O mia bedda madonnina (Rizzoli 1993, con Peter Gomez) e L’Italia quaggiù (Laterza 2013). E tre romanzi: Canone a tre voci (Frassinelli 2000), Orapronò (Sperling & Kupfer 2002) e La fabbrica delle donne (Mondadori 2008, premio Biella 2009).
EBOOK   9788858107010

L'Italia quaggiù: Maria Carmela Lanzetta e le donne contro la 'ndrangheta. E-book. Formato EPUB Goffredo Buccini   -  Editori Laterza, 2013  - 

Un giorno, tra qualche anno, in una strada qualsiasi della Calabria, Denise, figlia di un boss, e Federica, figlia di una sindaca, potrebbero incontrarsi, parlarsi, e perfino capirsi. Quel giorno la 'ndrangheta sarà finita.Alba del Corpus Domini 2011, statale Ionica, Locride. Davanti alla farmacia di Maria Carmela Lanzetta bruciata da un incendio appiccato da quattro picciotti delle cosche, si mettono in fila le donne di Monasterace, con strofinacci, acqua e detersivo: per salvarle il salvabile, ripulire ciò che resta della bottega di questa farmacista che s'è fatta sindaca e ha sfidato crimine e corruzione con la semplicità e il buonsenso d'una madre. «Come vi potrò ripagare?», chiede lei. «Già ci avete ripagato», rispondono loro. Il libro è la cronaca d'un faticoso viaggio nella primavera delle donne calabresi, dentro la ribellione delle ‘pentite' di 'ndrangheta e il coraggio di molte madri e figlie, spose e sorelle di dire infine ‘no', giorno per giorno, alle regole arcaiche d'un universo omertoso e misogino. Una cronaca raccontata attraverso gli occhi e la storia di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, che ha subìto due attentati mafiosi per il solo azzardo di avere riportato legalità e normalità nel piccolo comune del reggino che governa dal 2006.La vicenda di questa tenace amministratrice calabrese s'intreccia con quella di altre donne come lei: da Elisabetta Tripodi, sindaca di Rosarno, sotto scorta come Lanzetta e minacciata dai clan egemoni del paese, a Katy Capitò, giudice per le indagini preliminari di Locri; da Giuseppina Pesce a Maria Concetta Cacciola, fino a Lea Garofalo, torturata e uccisa per avere denunciato il suo compagno 'ndranghetista.

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