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eBooks di Guy Debord con argomento Mass
Commentari sulla società dello spettacolo. E-book. Formato EPUB Guy Debord - Fausto Lupetti Editore, 2013 -
Il pensiero di Guy Debord è più attuale che maiQuando Guy Debord morì, il 30 novembre 1994, Le Monde gli dedicò un lungo articolo intitolato “Guy Debord, esteta della sovversione”, una definizione riduttiva che coglieva solo un aspetto della vita e dell’opera di colui che lo Stato francese avrebbe poi considerato nel 2009 “uno degli ultimi grandi intellettuali della seconda metà del XX secolo”. Riconoscimento che sembra paradossale, se pensiamo che proprio Debord e i situazionisti influenzarono in modo decisivo il Maggio ’68 quando fecero irruzione sulla scena politica con l’obiettivo dichiarato di “partire all’assalto dell’ordine del mondo”.Sulla comunicazione“Si preferisce spesso chiamarlo mediatico, piuttosto che spettacolo, volendo in tal modo indicare un semplice strumento, una sorta di servizio pubblico che gestirebbe con imparziale “professionalità” la nuova ricchezza della comunicazione di tutti grazie ai mass media, comunicazione giunta finalmente alla purezza unilaterale, dove si fa tranquillamente ammirare la decisione che è stata già presa. Ciò che viene comunicato sono degli ordini, e, in modo molto armonioso coloro che li hanno impartiti sono gli stessi che diranno cosa ne pensano.”L'AUTORE: Guy Debord (Parigi, 28 dicembre 1931 – Bellevue-la-Montagne, 30 novembre 1994) è stato uno scrittore, regista e filosofo francese, tra i fondatori dell'Internazionale Lettrista e dell'Internazionale Situazionista.
Commentari sulla società dello spettacolo. E-book. Formato Mobipocket Guy Debord - Fausto Lupetti Editore, 2013 -
Il pensiero di Guy Debord è più attuale che mai Quando Guy Debord morì, il 30 novembre 1994, Le Monde gli dedicò un lungo articolo intitolato “Guy Debord, esteta della sovversione”, una definizione riduttiva che coglieva solo un aspetto della vita e dell’opera di colui che lo Stato francese avrebbe poi considerato nel 2009 “uno degli ultimi grandi intellettuali della seconda metà del XX secolo”. Riconoscimento che sembra paradossale, se pensiamo che proprio Debord e i situazionisti influenzarono in modo decisivo il Maggio ’68 quando fecero irruzione sulla scena politica con l’obiettivo dichiarato di “partire all’assalto dell’ordine del mondo”. Sulla comunicazione “Si preferisce spesso chiamarlo mediatico, piuttosto che spettacolo, volendo in tal modo indicare un semplice strumento, una sorta di servizio pubblico che gestirebbe con imparziale “professionalità” la nuova ricchezza della comunicazione di tutti grazie ai mass media, comunicazione giunta finalmente alla purezza unilaterale, dove si fa tranquillamente ammirare la decisione che è stata già presa. Ciò che viene comunicato sono degli ordini, e, in modo molto armonioso coloro che li hanno impartiti sono gli stessi che diranno cosa ne pensano.” L'AUTORE: Guy Debord (Parigi, 28 dicembre 1931 – Bellevue-la-Montagne, 30 novembre 1994) è stato uno scrittore, regista e filosofo francese, tra i fondatori dell'Internazionale Lettrista e dell'Internazionale Situazionista.
Commentari sulla società dello spettacolo. E-book. Formato EPUB Guy Debord - Shake Edizioni, 2025 -
Nel 1967 Guy Debord pubblica “La società dello spettacolo”, un libro divenuto un cult non solo del pensiero rivoluzionario, ma anche dell’analisi mass-mediatica. Una critica spietata al sistema delle merci e alla “spettacolarizzazione” del vissuto. Un testo spiazzante e radicale. Nel 1988 escono questi “Commentari”, dove un Debord assolutamente non conciliato, anzi, ancora più arrabbiato, ragiona sulle trasformazioni avvenute nel frattempo. Questo il desolante quadro: la società dello spettacolo è diventata padrona dei ricordi, cosa che le permette di collocare gli avvenimenti storici e presenti in una dimensione favolistica; la disinformazione, sempre più fluida, è in grado di penetrare dovunque; la segretezza e la manipolazione della realtà sono diventate la regola occulta del controllo. In una nuova traduzione attenta e precisa, ecco un libro che legge il nostro presente, dove la spettacolarizzazione si è fatta, grazie anche ai media digitali, ancora più subdola e insidiosa. La logica della Società dello spettacolo non è quella di mostrare ciò che è necessario sapere, ma di saturare lo spazio pubblico per nascondere ciò che non mostra. Postfazione di Gianni-Emilio Simonetti.