Luciano Bianciardi eBooks
eBooks di Luciano Bianciardi con argomento Luci
La vita agra. E-book. Formato EPUB Luciano Bianciardi - Feltrinelli Editore, 2013 -
“Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre.” Il boom economico, la febbre dei consumi, la produzione spinta sempre un po’ più in là. E intanto la cultura si sfalda, Milano diventa una prigione di nebbia e squallore per chi vende la propria immaginazione per quattro soldi, mentre la classe operaia sconta sulla pelle le conseguenze del capitalismo sfrenato. Con ironia divertita e grottesca, Bianciardi punta il dito contro l’abbrutimento della società che abitiamo. Milano, fine anni cinquanta. Un intellettuale di provincia lascia la moglie e il figlioletto per andare a vivere in città. L’intento è sovversivo: far saltare in aria il “Torracchione”, il palazzo di una compagnia chimico-mineraria, per vendicare i quaranta minatori morti in un incidente causato dalla scarsa sicurezza sul lavoro. Su questo presupposto incendiario – ispirato dal disastro di Ribolla del 1954 – prende avvio il romanzo di Bianciardi, in larga parte autobiografico. Ma la città fa presto a fagocitare il giovane intellettuale che, per mantenersi, si trova a lavorare come redattore per pochi soldi, battendo a macchina tutto il giorno e consumandosi i nervi un caffè alla volta. Intanto osserva con frustrazione crescente il labirinto di cemento in cui è finito, avvolto da una nebbia che è semmai una fumigazione rabbiosa, una flatulenza di uomini, motori, camini; è sudore, polverone sollevato dal taccheggiare degli opportunisti, fiato di denti guasti. E così l’intento iniziale del protagonista si dissolve in una rincorsa costante alla prossima consegna, tra l’assillo di tafanatori e rompiscatole e un vortice di annunci pubblicitari, abbonamenti e telefonate a ogni ora del giorno e della notte. Pubblicato nel 1962 e subito diventato un libro di culto, La vita agra rimane un incomparabile sguardo sulle conseguenze umane e sociali del boom economico. Con lingua irrequieta, grottesca, che però si apre sempre a una comicità abrasiva, Bianciardi ci consegna uno dei romanzi più rappresentativi dell’Italia del secolo scorso. Una scrittura impossibile da imbrigliare, capace di cogliere con lucidità inimmaginabile i tic linguistici e il progressivo disarmo delle idee che ancora oggi caratterizzano gran parte del mondo culturale.
Non leggete i libri, fateveli raccontare. E-book. Formato EPUB Luciano Bianciardi - Neri Pozza, 2022 -
«Sembra ormai chiaro che a questo mondo tutto si può imparare: l’allevamento del pollame e l'arte del governo, la scienza delle finanze e il gioco della canasta, l’astronomia e l’interpretazione dei sogni, a scopi psicoanalitici ma anche per vincere al lotto. Infatti esistono grammatiche e manuali che spiegano per filo e per segno come si fa. Fra i tanti, non uno dedicato ai giovani che intendano vivere, e addirittura prosperare, in quel campo di attività umane, non essenziali peraltro alla vita dell'uomo, che vanno sotto il nome complessivo e vago di “cultura”» Nel 1966 Luciano Bianciardi si era già trasferito a Milano, era stato assunto e licenziato da Feltrinelli, aveva scritto la tetralogia del dissenso, rifiutato una collaborazione fissa con Il Corriere della Sera, quando pubblicò su ABC, il settimanale in bianco e nero sostenitore delle grandi battaglie civili dell’epoca, sei lezioni a puntate, pensate per i giovani – ma non tutti i giovani, solo quelli particolarmente privi di talento. Norme chiare, precise, efficaci, a uso di coloro che avessero deciso di diventare intellettuali. Si va dai consigli su come vestirsi, dove andare in vacanza o con chi accasarsi, alle frasi-cerotto – che sembrano dire, ma non dicono assolutamente niente – «per salvare i giovani mediocri (ma anche agli altri, i cervelloni, i geniali e i genialoidi) da un’esistenza mediocre, avviarli alla scalata dell’Elicona». Non leggete i libri, fateveli raccontare è un piccolo, provocatorio e irriverente capolavoro: a cinquant’anni di distanza, in un’epoca in cui la superficialità sembra ormai l’unica via sicura per il successo, riscoprire Bianciardi è un modo per ridere con intelligenza di quello che in fondo siamo sempre stati, ben prima dei social network. «Questo manuale in sei stanze e in sei risate è un pezzo di bravura, declinato in un presente che ancora ci riguarda». Pino Corrias