Paolo Nori eBooks

eBooks di Paolo Nori con argomento Pietro

Paolo Nori, che è nato a Parma nel 1963, abita a Casalecchio di Reno e scrive dei libri. Tra le sue più recenti pubblicazioni: I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991 (2021, nuova edizione 2022) per Utet; Sanguina ancora. L'incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij (2021) e Vi avverto che vivo per l'ultima volta (2023) per Mondadori. Per Laterza è autore di Siam poi gente delicata. Bologna Parma, novanta chilometri (2007), Baltica 9. Guida ai misteri d'oriente (con D. Benati, 2008) e Le parole senza le cose (2016).


EBOOK   9788861903715

Ma a Parma, cosa succede?. E-book. Formato EPUB Paolo Nori   -  Chiarelettere, 2012  - 

Tutta l'Italia guarda a Parma, quella che Beppe Grillo ha chiamato la «Stalingrado» del MoVimento 5 Stelle, dove è stato eletto sindaco Federico Pizzarotti. Dopo le dimissioni dell'amministrazione precedente, che ha lasciato centinaia di milioni di euro di debiti, il MoVimento 5 Stelle ha sconfitto il candidato del Pd al ballottaggio e governa il suo primo capoluogo di provincia. Secondo Paolo Nori, scrittore nato a Parma, per i suoi concittadini essere i primi è una cosa che viene naturale. Infatti, scrive, si dice Parmigiano Reggiano non Reggiano Parmigiano o ducato di Parma e Piacenza e non viceversa. I parmigiani, per Nori, concepiscono un universo Parmocentrico. Il suo è il racconto disincantato di come Parma sia diventata la prima città a cinque stelle in Italia. Discorso pronunciato al Fuori Orario di Taneto di Gattatico in occasione di Mani Pulite, la tre giorni de «il Fatto Quotidiano».

€ 0.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788893818599

La grande Russia portatile. E-book. Formato EPUB Paolo Nori   -  Salani Editore, 2018  - 

Viaggio sentimentale nel paese degli zar dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo «Ho cominciato a studiare russo nell’autunno del 1988, trent’anni fa, e, anche se ero già adulto, avevo venticinque anni, per me la Russia è stato il posto dove sono diventato grande. Ci sono arrivato nel 1991, quando era ancora Unione Sovietica, ero là durante la rivoluzione del 1993, con l’assalto alla Casa bianca, ci ho vissuto durante il coprifuoco che ne è seguito, ho fatto la fila per comprare il pane, ho comprato un orologio Raketa, ho vissuto a Mosca quando non si trovava la carta igienica, ho visto lo studio del più grande pittore russo contemporaneo, ho fatto una fotografia nella giacca di Sergej Dovlatov, ho partecipato al primo festival d’arte d’avanguardia e delle performance di San Pietroburgo, ho fatto tutta, senza mai scendere, la Transiberiana, da Mosca a Vladivostok, ho visto i soldi che distruggevano la rovina incantevole della piazza del Fieno di Dostoevskij, ho dormito su un banco del settore libri rari della biblioteca pubblica di Pietroburgo, ho pianto nella sala di lettura numero 4 della biblioteca Lenin di Mosca, ho trovato per la prima volta il coraggio di regalare dei fiori a una donna e ho scoperto, in Russia, come mi piace l’Italia, il suo odore, e mi sono accorto, studiando russo, di che lingua meravigliosa è l’italiano: in questo libro ci son queste cose, e qualche altra ancora, ci sono trent’anni che hanno ribaltato il più grande paese del mondo che, miracolosamente, è rimasto il posto stupefacente che era la prima volta che ci sono andato, nel 1991».

€ 7.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788858860557

Pancetta. E-book. Formato EPUB Paolo Nori   -  Feltrinelli Editore, 2024  - 

“Non preoccuparti, che adesso a te, ci penso io, avevo detto a Chlebnikov nel novantatré.” “Qui si parla di una città che si è chiamata nel tempo Pietroburgo, Pietrogrado, Leningrado e Pietroburgo. E di due ragazzi che c’erano arrivati nel 1912 per studiar matematica ma non gli interessava, la matematica, gli interessava diventar dei poeti, e in pochi mesi avevan fatto su una raccolta di poesie che, se fosse uscita qualche settimana prima, sarebbe stata rivoluzionaria e avrebbe cambiato la poesia russa del Novecento, e invece è uscita qualche settimana dopo e loro alla fine hanno rinunciato alla poesia son diventati oscuri funzionari di polizia e oscuri pope di provincia la cui gloria maggiore dicon sia stata essere entrati a volto coperto a casa di Majakovskij e avergli dato un fracco di legnate, ma chissà se è vero. E si parla poi di un poeta che, nel 1912, ha scritto una poesia che dice ‘Quando stanno morendo, i cavalli respirano / Quando stanno morendo, le erbe si seccano, / Quando stanno morendo, i soli si spengono, / Quando stanno morendo, gli uomini cantano delle canzoni’.” Paolo Nori

€ 6.99
download immediato
ACQUISTA