Adriano Labbucci eBooks
eBooks di Adriano Labbucci Studi culturali (Cultural studies)
La salvezza e il pericolo. Spiritualità, politica e profezia ai tempi di papa Francesco. E-book. Formato PDF Adriano Labbucci - Donzelli Editore, 2015 -
C’è un legame tra crisi della politica e crisi della spiritualità? Quanto pesa in questa doppia crisi l’assenza della voce profetica? E cosa può rappresentare l’elezione di papa Francesco? Politica e spiritualità sono oggi investite da quell’ideologia della privatizzazione che le ha come svuotate. Se non esistono ingiustizie sociali ma solo offese personali; se l’impegno collettivo, la solidarietà sono debolezze da eliminare; se non ci sono alternative tra opzioni diverse; allora la politica, che è decisione e mediazione tra valori e interessi differenti, cessa di esistere. Quella medesima ideologia ha prodotto una spiritualità come cura di sé, star bene con se stessi, in una logica narcisistica e individualista che è la perversione della spiritualità. Ciò che è paradossale è che quanto più la crisi è strutturale, tanto più si cerca la risposta nella tecnica, che non la può dare. Si invoca il tecnico, ma è del teorico, del pensatore che abbiamo bisogno, colui che sia in grado di prospettare altre idee e un’altra visione. Qui entra in gioco la voce profetica che non prevede o predice il futuro, come erroneamente si pensa, ma dice ciò che gli altri non dicono e vede ciò che gli altri non vedono del presente. E cosa è la politica se non questo: leggere il presente per orientare il futuro? L’assenza della profezia è dunque uno dei fattori della crisi della politica. Questo discorso riguarda anche la Chiesa: i mali che più la affliggono, autoreferenzialità e chiusura, sono gli stessi della politica. L’elezione di Bergoglio appare come una scossa. Per lui la vita cristiana è una lotta, non ci può essere un «cristiano da salotto». Senza profezia, come ha più volte ripetuto, la Chiesa scade nel clericalismo, si ammala. Il suo impegno è far rivivere un cristianesimo evangelico facendo recuperare alla Chiesa una dimensione spirituale da troppo tempo smarrita. Resta aperto un interrogativo di fondo: la rivoluzione dello stile, il primato dell’atteggiamento sono sufficienti ad affrontare la crisi della Chiesa o non è indispensabile riformare norme, regole e dogmi che mostrano tutta la loro inadeguatezza? E saprà la Chiesa tornare a parlare delle cose ultime e non di tante altre cose? Domande che ci riguardano tutti.
Camminare, una rivoluzione. E-book. Formato PDF Adriano Labbucci - Donzelli Editore, 2012 -
«Avviso ai lettori. Lasciate stare. Se cercate insegnamenti sul camminare all’ultima moda, con tanto di lezioni, corsi universitari e relativi professori, oppure sul camminare come cura di sé, o infine pagine e pagine di resoconti di camminate che si perdono invariabilmente tra il noioso, l’elegiaco o il paranoico, ripeto a scanso di equivoci: lasciate stare. Questo libro non fa per voi». Inizia così l’itinerario che Adriano Labbucci suggerisce al lettore e che del camminare si serve come di una bussola per percorrere un paesaggio insieme geografico e mentale, alla ricerca di punti di riferimento, alla scoperta di un modo diverso per impostare il nostro rapporto con gli altri e con il mondo che ci circonda, in un tempo invece in cui forse un po’ tutti la bussola la stiamo perdendo. Al punto che il camminare non solo è un’attività ormai poco praticata, ma spesso è anche guardata con sospetto e fastidio; un atteggiamento che può sfociare in frasi paradossali come questa: «Il pedone rimane il più grande ostacolo al libero fluire del traffico». Potrebbe sembrare una battuta di Woody Allen, ma in realtà è stata pronunciata da un gruppo di urbanisti consulenti del sindaco di Los Angeles: si tratta, scrive l’autore, dell’«espressione tragica e surreale di quel mondo capovolto che è il nostro». Così, pagina dopo pagina, scopriamo che camminare vuol dire pensare. È un pensiero pratico. È un modo per ragionare di libertà, di uguaglianza, di resistenza, di progresso, di bellezza e di tante altre cose ancora. Di questo il libro racconta: di pensieri, idee, categorie, miti. E di persone che camminando ci hanno aiutato a comprendere meglio il mondo e noi stessi. Senza farci risucchiare dai ritmi frenetici della nostra vita, perché qualche volta camminare è meglio che correre.