Amaranta Sbardella eBooks

eBooks di Amaranta Sbardella LETTERATURA E STUDI LETTERARI

Amaranta Sbardella affianca la ricerca letteraria all’attività di editing e di traduzione editoriale da castigliano e catalano per importanti case editrici. Ha vissuto a lungo in Spagna e in particolare a Barcellona. La sua curatela dal catalano di "Sotto l’attonita freddezza di questi occhi" di Salvador Espriu ha vinto il premio del Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya. Nel 2016 ottiene una borsa di studio della prestigiosa Fundació Mercè Rodoreda. Tra le sue ultime traduzioni figurano "Incerta gloria" di Joan Sales, nottetempo 2018; "La vita senza Sara Amat" di Pep Puig, Marsilio 2017; "Vincere o Morire. Lezioni politiche nel Trono di Spade", a cura di Pablo Iglesias, Nutrimenti 2017, "Il giglio di fuoco" di Vic Echegoyen, Sonzogno 2017. Autrice di numerosi studi sulle riscritture dei miti greci e sulle letterature di ambito iberico, ha recentemente pubblicato "Il mostro e la fanciulla. Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento", Quodlibet 2017.
EBOOK   9788874629817

Il mostro e la fanciulla: Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento. E-book. Formato PDF Amaranta Sbardella   -  Quodlibet, 2017  - 

Sin dall’antichità, artisti, studiosi e politici si sono persi nei meandri del Labirinto alla ricerca del Mostro, e di risposte, ma è grazie al Novecento che Arianna e il Minotauro hanno incontrato universale fortuna, andando a ricoprire un campo metaforico sempre più esteso. Julio Cortázar, Pablo Picasso, Marguerite Yourcenar, André Masson, Marina Cvetaeva, Richard Strauss, Salvador Espriu, Jorge Luis Borges, Nikos Kazantzakis, Michel Butor: sono solo alcuni degli autori che al tema hanno dedicato pagine, spartiti o tele in cui la struttura del mito è stata spesso radicalmente trasformata. Il mostruoso assassino è talora divenuto un’innocente vittima dei giochi del potere, oppure si è fatto simbolo dell’inconscio e delle più inquietanti ossessioni umane; la salvatrice di Teseo, per contro, ha sovente dismesso le vesti di amante abbandonata per assumere il cinico volto della scaltra sacerdotessa, e persino della «donna emancipata». Il Mostro e la sorellastra finiscono quindi per intrattenere un suggestivo dialogo, capace di interrogare anche la nostra contemporaneità, le ombre arcaiche che in essa persistono, la violenza, l’alterità, il sacro e – perché no? – l’amore.

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