Andrea Morniroli eBooks

eBooks di Andrea Morniroli Assistenza sociale e servizi sociali

Andrea Morniroli, socio della cooperativa sociale Dedalus e co-coordinatore nazionale del Forum Disuguaglianze e Diversità, lavora da più di 40 anni in ambito sociale, con particolare riferimento ai temi delle marginalità urbane, dei processi di innovazione sociale e delle politiche educative. Ha collaborato, tra gli altri, con i ministeri del Welfare e dell’Istruzione ed è stato assessore al Welfare con il Comune di Giugliano in Campania. Per i tipi della Donzelli ha curato Rammendare. Il lavoro sociale ed educativo come leva per lo sviluppo (con Patrizia Luongo e Marco Rossi-Doria, 2022).
EBOOK   9788865791554

Equilibristi: Lavorare nel sociale, oggi. E-book. Formato EPUB Andrea Morniroli   -  Edizioni Gruppo Abele, 2017  - 

Strano destino quello del lavoro sociale e di chi lo pratica. Tenuti in genere ai margini, sono emersi negli ultimi mesi in termini di cronaca nera. Una cronaca devastante che ha visto sbattuti in prima pagina, insieme a vecchi arnesi del malaffare e a profittatori e politici rampanti di ogni colore, pezzi di cooperazione e di privato sociale. Era nell’aria, e già qualcuno lo aveva segnalato. Eppure, contemporaneamente, cresce la consapevolezza che l’alternativa non è l’austerità (che uccide gli ultimi e, insieme, spreca) ma un lavoro sociale onesto e consapevole. Per questo occorre un racconto che non nasconda errori e contraddizioni ma che sappia rivendicare il valore, anche in termini di benessere collettivo, dell’attività di migliaia di operatrici e operatori che sono, in tempo di crisi, indispensabili equilibristi.

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EBOOK   9788855227544

Non facciamo del bene: Inchiesta sul lavoro sociale tra agire politico e funzione pubblica. E-book. Formato EPUB Andrea Morniroli   -  Donzelli Editore, 2025  - 

Il mondo del lavoro e dell’impresa sociale oltre i luoghi comuni e le visioni di comodo. Un appello appassionato perché una professione, troppo spesso confusa con una missione, ritrovi la dimensione che deve avere: quella politica. Trecento lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali vengono licenziati dall’Azienda sanitaria di Napoli dopo trent’anni di servizi essenziali nel campo delle tossicodipendenze, della cura degli anziani e delle malattie croniche, in quella che è stata a lungo una virtuosa integrazione tra pubblico e privato sociale. Questi lavoratori, come tanti altri, sono coloro che, nella sempre più carente offerta di servizi sanitari pubblici e nel rafforzamento del privato, dovrebbero essere il modello. Sanità, assistenza, scuola, accoglienza ai migranti sono solo alcuni dei settori in cui lo Stato perde terreno e trova nell’impresa sociale una stampella essenziale ma non sufficientemente riconosciuta. Senza questi lavoratori in molti casi alcuni diritti non sarebbero garantiti. Questo libro nasce dall’incontro tra l’operatore sociale che ha attraversato decenni di vita pubblica e la giornalista impegnata, abituata a inquadrare i fenomeni spogliandoli della retorica e della propaganda, a scarnificarli per farne emergere l’essenza, spesso con tutto il suo carico di violenza. Molti osservano questo scenario da bordo campo, ma qualcuno è sul campo, sempre più un campo di battaglia. C’è chi fa, ogni giorno: operatori e operatrici sociali che insieme alle loro cooperative sociali e ai loro enti stanno all’intersezione tra le situazioni reali, con le loro inimmaginabili complessità, e le pessime politiche che avrebbero la pretesa di governarle. C’è un triste dato di partenza. Smarriti nella sostanziale continuità di governi sempre più staccati dalla realtà su cui dovrebbero incidere, gli operatori sociali hanno spesso perso la consapevolezza del proprio agire. Chiunque abbia sfogliato un giornale nell’ultimo ventennio conosce derive che hanno indignato: cooperative piegate alla logica del profitto nel trattamento inumano di migranti, carcerati, marginali. I finti buoni che si arricchiscono sulla pelle di chi sta male: esiste forse un discorso più efficace da offrire in pasto a un’opinione pubblica livida per confondere le acque e sbagliare le diagnosi e i rimedi? Questo libro scomodo, invece, pur senza fare sconti o nascondere quello che non va, entra nel mondo del lavoro sociale per evidenziare come possa rappresentare una risorsa preziosa a patto che recuperi la propria natura originaria: le operatrici e gli operatori sociali non devono essere visti come curatori fallimentari dell’esistente, ma come costruttori di politiche che abbiano al centro le persone, i luoghi, le comunità.

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