Angelo Filipponi eBooks

eBooks di Angelo Filipponi Cristianesimo

EBOOK   9786050340822

Amici cristiani, perché diciamo "Credo"?. E-book. Formato PDF Angelo Filipponi   -  Publisher S17896, 2014  - 

Mi sono chiesto se gli amici cristiani sanno che in effetti nel testo niceno- costantinopolitano si parla in senso comunitario ed oggettivo di "Pisteuomen /crediamo" e se conoscono il problema dell’assenza nel Concilio di Nicea di crediamo in una santa cattolica ed apostolica Chiesa e della non presenza del termine "romana". Nel trattare dell’Ecclesia ho cercato di rispondere, da storico, che non si parla soggettivamente in un testo di professione religiosa, in termini teologici, come quello di Concilio di Costantinopoli, fatto per sanare la piaga dell’arianesimo dopo 56 anni di lotte, e per dogmatizzare la funzione unitaria della Chiesa, riconosciuta come "una, santa cattolica ed apostolica". Sul termine "apostolica" ho lavorato, facendo la questione del "primato" di Pietro, del suo martirio e del valore di romana in Occidente e in Oriente, mostrando anche come l’apostolicità sia in relazione al Christos e alla definizione necessaria della sua figura, lasciata incompleta a Nicea e di quella dello Spirito Santo, considerando l’intima connessione tra la Chiesa e Christos e tra la Chiesa e la Trinità. Ed ho voluto proporre infine la mia personale esperienza di ricerca e di vita, sofferta, solitaria, spirituale, in senso laico, come un exemplum di autonomia, vissuta secondo parametri operativi, differenti da quelli della tradizione cristiana.

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EBOOK   9786050312850

Jehoshua o Iesous?. E-book. Formato PDF Angelo Filipponi   -  Publisher S17896, 2014  - 

L’autore dopo aver fatto il cronotopo cioè dopo aver dato le coordinate storiche e geografiche dei Vangeli, cerca di spiegare alcune formulazioni storiche in modo da contestualizzare la figura di Gesù, uomo vissuto dal 7 a.C. fino alla Pasqua del 43 d.C. I suoi tentativi di spiegare Gesù, un giudeo di Galilea, di evidenziare il territorio stesso galilaico, di mostrare la nascita nel quadro di un censimento, suddiviso in apotimesis e anagraphé, di rilevare il percorso da fare per un fuga in Egitto, i tempi, i pericoli e la vigilanza delle milizie erodiane, permettono di entrare in reali situazioni, data la capacità di ricostruire i particolari di ogni vicenda in relazione a specifiche competenze tecniche. Inoltre centrale è nel lavoro la novità di un Regno dei cieli (staccato da Regno di Dio, ellenistico) esaminato nella sua genesi e nel suo reale significato storico, e nel suo valore aramaico, ben connesso con l’opera di Giudaismo romano. L’autore precisa i termini di malkuth ha shemaim e di un messianesimo aramaico, zelotico, vincitore sui romani, e lo fissa tra la morte di Elio Seiano (18 ottobre 31) e la Pasqua del 36 a.C. Viene registrata la realizzazione del Regnum, grazie al probabile intervento congiunto di una confederazione tra il Messia ed Izate di Adiabene, Artabano III ed Areta IV, in un momento storico in cui c’è disinteresse per la provincia di Siria da parte di Tiberio Nerone, preso nella vendetta contro i complici di Seiano, che aveva fatto la politica orientale. Viene marcata la morte del Messia, rilevato nella sua reale figura storica, senza l’alonatura di Rabbi/maestro, a seguito dell’invio di Lucio Vitellio nel 35d.C. e della sua vittoria su Artabano, costretto alla resa, ad una tregua e al trattato di Zeugma. All’esercito romano e al suo dux vittorioso, dopo la riconquista della Siria, l’annessione dell’Armenia Minor e il patronato sull’Armenia maior, resta solo un atto di ricongiunzione all’imperium dell’isola aramaica di Gerusalemme: la rivoluzione messianica finisce, la città si arrende per non essere distrutta, e si costituisce un nuovo sinedrio, sadduceo ed erodiano, che decide la consegna a Lucio Vitellio del meshiah filopartico, maran destituito. Infne nel quadro di uno zelotismo imperante in Palestina rispetto al dominio del giudaismo ellenizzato del bacino del Mediterraneo, l’autore mostra una serie di goetes più o meno ispirati all’ ideologia messianica e la particolare figura di Giacomo, fratello di Gesù nella carne. L’autore conclude mostrando la diversa struttura e propagazione di due diversi vangeli, quello di Giacomo e quello di Paolo, che sono spie di due diverse forme di lettura della figura del Messia e della differente attesa del suo ritorno.

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EBOOK   9788863691856

Per una conoscenza del primo Cristianesimo. E-book. Formato PDF Angelo Filipponi   -  Publisher S17896, 2011  - 

Abbiamo riunito parti del nostro studio quarantennale, frutto specifico del lavoro dell’ultimo decennio del Novecento e dei primi anni del nuovo secolo, credendo di fare cosa utile a chi vuole conoscere il Primissimo Cristianesimo ed abbiamo dato le risultanze generali del nostro pensiero. Noi abbiamo voluto mostrare, nel parlare della cultura ebraica e della storicità di Gesù, per noi centrali nel lavoro di Storia del Cristianesimo, anche il pensiero di altri studiosi, protestanti e cattolici, per meglio evidenziare due elementi fondamentali, la specificità linguistica del giudaismo e la presenza di due regni (dei Cieli e di Dio), oltre alla vicenda di Christòs da porsi storicamente nel periodo tiberiano,connessa con la figura di Seiano, di Macrone e di Caligola, cosa mai esaminata dagli storici. Pensiamo che questa sia la novità del nostro lavoro, che si distingue da quello altrui, di norma, di parte, in quanto l’impostazione di base fideistica, non laica, comporta una lettura mista, di solito equivoca, come quella ebraica, che l’ha prodotta. Riteniamo che per di più il pensiero individuale sia molto condizionato dalla cultura dell’epoca di scrittura a seconda dell’indirizzo (illuminista, positivista, liberale, neorealista) in relazione alle correnti letterarie europee. Questi nostri modesti cenni all’opera di quanti con sacrificio, lavoro e perizia, hanno affrontato i tanti problemi, insiti nel Nuovo Testamento, non hanno valore critico e valutativo, anche se può sembrare, ma sono solo tentativi di collocazione propria, come volontà di trovare spazio specifico, e di dare peso ad un inserimento costruttivo per poter portare un qualche contributo con la nostra ricerca, anch’essa lunga e faticosa e per di più solitaria, con tutti i limiti di una coscienza aperta, non dogmatica. Noi, comunque, abbiamo coscienza di aver fatto un altro lavoro, differente da quello tradizionale, perché siamo svincolati dal credo e dalle impostazioni teologali, in quanto arriviamo al lavoro dal giudaismo di Filone alessandrino e da quello di Giuseppe Flavio, di cui siamo stati traduttori, seppure del tutto sconosciuti. Ma da tale lavoro ci è venuta una lezione nuova di ebraismo, diversa da quella tradizionale patristica, le cui risultanze si possono leggere in nota dei testi commentati e nelle prefazioni delle opere tradotte (cfr.De Joseph, In Flaccum, Legatio ad Gaium, Vita di Mosè, Vita di Abramo, Vita contemplativa, Quod omnis probus ecc, opere inedite cfr. angelofilipponi.com e cfr. I , XVIII libro di Antichità Giudaica, Ibidem). Abbiamo voluto mostrare, seppure succintamente e superficialmente, le problematiche delle varie scuole e dei differenti sistemi valutativi del Nuovo Testamento, ed abbiamo dialogato, contraddicendo le tesi, perfino, di papa Benedetto XVI, ed abbiamo dato le nostre risultanze, indicando un nuovo metodo, con diverso sistema di lettura e di valutazione storica.

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