Angelo Ventrone eBooks

eBooks di Angelo Ventrone Storia d'Italia

EBOOK   9788815309280

La cittadinanza repubblicana: Come cattolici e comunisti hanno costruito la democrazia italiana (1943-1948). E-book. Formato EPUB Angelo Ventrone   -  Società Editrice Il Mulino, Spa, 2012  - 

In questo volume - qui presentato in una nuova edizione integralmente rivista - i due maggiori partiti del dopoguerra, Democrazia cristiana e Partito comunista, sono studiati in quanto centri di partecipazione e di educazione politica, luoghi di formazione di grandi passioni collettive, elementi capaci di dinamizzare una società civile ancora prevalentemente statica, disorientata dalla guerra e dalla fine dell'esperienza fascista. Il loro intenso sforzo propagandistico e l'impegno volto a radicarsi nella società attraverso organizzazioni a carattere economico, assistenziale, culturale, ricreativo, sportivo hanno contribuito alla costruzione di uno spazio politico nazionale e alla creazione, per la prima volta in Italia, di una democrazia a partecipazione di massa. Ma dall'analisi emerge anche come il ruolo svolto da comunisti e cattolici nei primi anni del loro operato abbia sostanzialmente ostacolato lo sviluppo di un'identità nazionale forte - anomalia di cui ancora oggi si misurano gli effetti.

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EBOOK   9788855221801

La seduzione totalitaria: Guerra, modernità, violenza politica (1914-1918). E-book. Formato EPUB Angelo Ventrone   -  Donzelli Editore, 2020  - 

Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all’avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro – una ricerca originale condotta da uno dei più valenti storici italiani di nuova generazione – è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l’intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere «rivoluzionario» e, per non pochi aspetti, «totalitario». Il conflitto costituì in effetti una vasta e complessa esperienza di contaminazione ideologica in cui movimenti, organizzazioni, associazioni, individui collocati all’inizio su versanti opposti, si mescolarono, ruppero le vecchie appartenenze, collaborarono sempre più strettamente, coltivarono comuni progetti e, soprattutto, si trovarono a riflettere insieme sul mutamento sostanziale che la politica subiva in quel breve ma straordinariamente intenso periodo. L’Italia non fu un caso isolato; molti di questi elementi si presentarono infatti in tutti gli Stati in guerra, ma fu qui che essi finirono con l’assumere caratteri estremi e realmente minacciosi per l’ordine costituito, cosicché molte delle «novità» che avrebbero caratterizzato il regime dittatoriale devono essere retrodatate, più di quanto la storiografia abbia fatto finora, al periodo bellico. In definitiva, in Italia la generazione della guerra non contribuì solo a creare il clima culturale in cui la dittatura si sarebbe poi sviluppata, ma fece molto di più: si mise alla ricerca di un modello politico alternativo, più adeguato di quello liberal-democratico alle trasformazioni che la modernità aveva avviato, e cercò, nello stesso tempo, di individuare anche gli strumenti atti ad avviarne la costruzione.

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EBOOK   9788855220163

L'Italia delle stragi: Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980). E-book. Formato EPUB Angelo Ventrone   -  Donzelli Editore, 2019  - 

P. Calogero Piazza Fontana 12 dicembre 1969 P. Calogero Il golpe Borghese e la loggia P2 7-8 dicembre 1970 P. Calogero Peteano 31 maggio 1972 P. Calogero Questura di Milano 17 maggio 1973 G. Tamburino La Rosa dei Venti ottobre 1973 G. Zorzi Piazza della Loggia 28 maggio 1974 L. Grassi Il treno Italicus 4 agosto 1974 G. Tamburino Il «golpe bianco» di Edgardo Sogno agosto 1974 V. Zincani Stazione di Bologna 2 agosto 1980 G. Turone P2 e destra eversiva C. Nunziata La continuità del progetto stragista Cinquant’anni fa, il 12 dicembre del 1969, la sorda detonazione di una bomba nella filiale milanese della Banca nazionale dell’Agricoltura inaugura in Italia un torbido e sanguinoso decennio. Un decennio destinato a chiudersi con l’altro boato micidiale del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. È l’Italia delle stragi, la cupa stagione in cui si succedono attentati con decine di morti innocenti, trame imbastite da gruppi neofascisti, depistaggi, indagini di polizia inquinate da omissioni e coperture, manovre golpiste tra gli alti gradi militari fomentate dall’intervento attivo di molte agenzie di spionaggio, italiane e straniere. Tra gli effetti di quella che da allora viene chiamata «strategia della tensione», ve n’è uno che dura ancora oggi. L’immagine dominante che si ha di quel periodo, in vasti settori dell’opinione pubblica, è che si sia tuttora lontani dall’aver stabilito la verità e individuato, a tutti i livelli, i responsabili di quelle stragi. In realtà, le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti di quanto non si sia riusciti a percepire. L’intento di questo volume è di descrivere, attraverso l’utilizzo della documentazione giudiziaria raccolta in mezzo secolo di indagini, e dando direttamente la parola ai magistrati che le hanno effettivamente con dotte, la verità d’insieme che se ne ricava. Disponendo correttamente tutti gli elementi sul tappeto, si ottiene l’effetto di fare luce anche su molte delle residue zone d’ombra. Si è trattato di un lucido disegno eversivo di destabilizzazione degli assetti democratici della nostra Repubblica, perseguito da alcune organizzazioni neofasciste (in particolare Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale), entrate in contatto con importanti settori dei servizi italiani e internazionali, nel tentativo di strumentalizzarlo al fine di contrastare un presunto e persistente pericolo comunista. Quel disegno, alla fine, sarà sconfitto. L’Italia democratica, benché ferita, e certo pur tra mille contraddizioni ed errori, riuscirà a non farsi sopraffare dai suoi nemici. In un paese abituato a raccontare la propria storia in negativo – il Risorgimento incompiuto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata – è importante mostrare come allora, attraverso gli strumenti democratici, sia stato possibile resistere, e come oggi, attraverso una ricostruzione attenta e rigorosa, sia possibile sollevare il velo su quel torbido gioco di specchi.

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