Anna Bravo eBooks
eBooks di Anna Bravo Televisione e società
Anna Bravo è stata professore associato di Storia sociale all'Università di Torino. Si occupa di storia delle donne, di memoria e storia della deportazione e del genocidio, di resistenza armata e civile. Ha cominciato a scrivere sulla stagione dei movimenti dopo le polemiche nate intorno a un suo articolo su violenza e aborto negli anni settanta. Ma, come altri che hanno vissuto quel periodo, già da molto tempo stava riflettendo e discutendo sul tema. Fra le sue pubblicazioni più recenti: Il fotoromanzo (Bologna 2003); la voce I Giusti in Enciclopedia dell'Olocausto (ed. italiana a cura di Alberto Cavaglion, Torino 2003); il saggio Noi e la violenza. Trent'anni per pensarci apparso nel numero 1 del 2004 di "Genesis" (2005) e Intervista a Primo Levi, ex deportato (a cura di, con F. Cereja, Einaudi 2011).
Il fotoromanzo. E-book. Formato EPUB Anna Bravo - Società Editrice Il Mulino, Spa, 2011 -
Nato in Italia nel 1946 e poi diffusosi rapidamente in Europa e in America latina, il fotoromanzo è un racconto in sequenze visive disegnate o fotografate che si regge sulla combinazione di diverse fonti e tecniche. La sua popolarità, immediata e fragorosa, è tale da farne il vero boom editoriale del dopoguerra italiano. Giovane, femminile più che maschile, proletario, contadino o piccolissimo borghese più che appartenente alla classe media, il suo pubblico è fra i meno raggiungibili dagli altri mezzi di comunicazione. Apre la strada "Grand Hôtel", seguito da "Bolero Film" e "Sogno". Tra la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '60 il fotoromanzo rappresenta una delle vie italiane alla modernizzazione, in cui si rispecchia il desiderio di libertà e di promozione sociale, il decollo dei consumi, il disagio giovanile, l'alfabetizzazione di massa. Ed è un punto fermo nell'immaginario nazionale, tanto che Pci, "Famiglia Cristiana", ordini religiosi, movimenti politici lo "riusano", adattandolo a narrazioni pedagogiche e di propaganda. Genere ormai residuale, il fotoromanzo è un filone culturale di cui si è parlato molto (e male) sapendone molto poco.