Anton Cechov eBooks

eBooks di Anton Cechov STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO

Anton Cechov, grande scrittore e drammaturgo russo, nacque a Taganrog nel 1860. Cresciuto in una famiglia di umili origini (il nonno era servo della gleba), si laureò in medicina a Mosca ma esercitò la professione solo saltuariamente, per poi dedicarsi soltanto all’attività letteraria. Minato dalla tubercolosi, morì nel 1904 in Germania, nella località termale di Badenweiler, a soli quarantaquattro anni. Celebri sono i suoi drammi (Il gabbiano, Zio Vanja, Il giardino dei ciliegi, per citarne alcuni), fra i più rappresentati ancora oggi sui palcoscenici di tutto il mondo, ma è il racconto la forma che Cechov ha prediletto per tutta la vita.
EBOOK   9788898467112

L’isola di Sachalìn(dalle note di viaggio). E-book. Formato EPUB Antón Céchov   -  Bruno Osimo, 2025  - 

Uno spartiacque divide da nord a sud l’isola di Sahalìn. Uno spartiacque simile divide la vita, quarantaquattro anni in tutto, di Cehov: ed è proprio il suo viaggio a Sahalìn.La pubblicazione dei racconti brevi su rivista – e poi in varie raccolte – del primo periodo, con l’analisi incessante del dottor Cehov tra le pieghe della società, che visita, come fosse un malato, guardando anche le parti più imbarazzanti, traendone diagnosi impietose e satiriche, determina due conseguenze:da un lato la famiglia Cehov, le cui entrate dipendono dai lavori (letterari) del dottor Antón Pàvlovic, esce dall’emergenza continua e può permettersi un tenore di vita meno frugale, con minori tensioni;d’altro canto il credito – morale prima ancora che economico – che Cehov ha presso Suvórin, editore del quotidiano Nóvoe vrémja con supplemento letterario settimanale, come testimonia ampiamente la corrispondenza, gli dà modo e tempo di fare progetti, di concepire uno scrivere che non sia quello del cottimista che va settimanalmente a riscuotere i cinque, poi i dieci copechi a riga per far fronte al conto dei negozianti, una vita agra alla Bianciardi, ma tempi meno stringati per la composizione delle sue opere, per un’attività artistica di più ampio respiro.Mentre il collega Freud a Vienna s’immerge in un nuovo concetto – quello di «inconscio» – rinvenendovi, sotto innumerevoli sottovesti immacolate e insospettabili panciotti con catenino d’oro e cipollotto lucido, oggetti psichici e vicende emotive non facilmente raccontabili (all’analista), ma il cui affioramento sotto forma di parole serve in taluni casi a sbloccare meccanismi nevrotici e perfino paralisi, Cehov a Mosca mette in parole quello che potremmo oggi definire una sorta di inconscio sociale, volgendolo in umorismo liberatorio.Per i primi quaranta-cinquant’anni, a detta del principe Mirskij, il Cehov più popolare in Russia è questo, il primo, l’umorista sociale. E l’equilibrio creativo Cehoviano può mantenersi soltanto fino a quando il dottore non si accorge che in un luogo remoto c’è una quantità di materiale rimosso dalla società russa e depositato lontano dalla Russia, quella europea: tre mesi via terra e via fiume, due mesi via mare sono i tempi impiegati dallo scrittore, rispettivamente, per raggiungere l’isola di Sahalìn e per farne ritorno.

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L’isola di Sachalìn(dalle note di viaggio). E-book. Formato Mobipocket Antón Céchov   -  Bruno Osimo, 2025  - 

Uno spartiacque divide da nord a sud l’isola di Sahalìn. Uno spartiacque simile divide la vita, quarantaquattro anni in tutto, di Cehov: ed è proprio il suo viaggio a Sahalìn.La pubblicazione dei racconti brevi su rivista – e poi in varie raccolte – del primo periodo, con l’analisi incessante del dottor Cehov tra le pieghe della società, che visita, come fosse un malato, guardando anche le parti più imbarazzanti, traendone diagnosi impietose e satiriche, determina due conseguenze:da un lato la famiglia Cehov, le cui entrate dipendono dai lavori (letterari) del dottor Antón Pàvlovic, esce dall’emergenza continua e può permettersi un tenore di vita meno frugale, con minori tensioni;d’altro canto il credito – morale prima ancora che economico – che Cehov ha presso Suvórin, editore del quotidiano Nóvoe vrémja con supplemento letterario settimanale, come testimonia ampiamente la corrispondenza, gli dà modo e tempo di fare progetti, di concepire uno scrivere che non sia quello del cottimista che va settimanalmente a riscuotere i cinque, poi i dieci copechi a riga per far fronte al conto dei negozianti, una vita agra alla Bianciardi, ma tempi meno stringati per la composizione delle sue opere, per un’attività artistica di più ampio respiro.Mentre il collega Freud a Vienna s’immerge in un nuovo concetto – quello di «inconscio» – rinvenendovi, sotto innumerevoli sottovesti immacolate e insospettabili panciotti con catenino d’oro e cipollotto lucido, oggetti psichici e vicende emotive non facilmente raccontabili (all’analista), ma il cui affioramento sotto forma di parole serve in taluni casi a sbloccare meccanismi nevrotici e perfino paralisi, Cehov a Mosca mette in parole quello che potremmo oggi definire una sorta di inconscio sociale, volgendolo in umorismo liberatorio.Per i primi quaranta-cinquant’anni, a detta del principe Mirskij, il Cehov più popolare in Russia è questo, il primo, l’umorista sociale. E l’equilibrio creativo Cehoviano può mantenersi soltanto fino a quando il dottore non si accorge che in un luogo remoto c’è una quantità di materiale rimosso dalla società russa e depositato lontano dalla Russia, quella europea: tre mesi via terra e via fiume, due mesi via mare sono i tempi impiegati dallo scrittore, rispettivamente, per raggiungere l’isola di Sahalìn e per farne ritorno.

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