Antonio Franchini eBooks

eBooks di Antonio Franchini Combattimento e difesa personale

Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha esordito nel 1991 con Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi (Leonardo). Del 1996 è Quando scriviamo da giovani (Sottotraccia). Una scelta di racconti contenuti in questi due primi libri viene ripubblicata da Avagliano nel 2003 sempre con il titolo Quando scriviamo da giovani. Da Marsilio escono: Quando vi ucciderete, maestro? (1996), Acqua, sudore, ghiaccio (1998), L'abusivo (2001, ripubblicato in tascabile nel 2009) e Cronaca della fine (2003). Da Mondadori Gladiatori (2005). Nel 2009 l'editore Gallucci ha pubblicato il libro per bambini La principessa, la scimmia e l'elefante (con i disegni di Sophie Fatus).
EBOOK   9788865764909

Gladiatori. E-book. Formato EPUB Antonio Franchini   -  Il Saggiatore, 2016  - 

Romanzo e dichiarazione di poetica, agiografia violentemente laica, Gladiatori parla dell'umanità; dell'umanità impazzita; di quell'umanità impazzita che affolla le palestre di pugilato, i palasport. Sudore, sangue, nasi rotti, aspirazione al dolore, la marcia furiosa dei sacchi da boxe, il rullare di corde in uno scantinato: peso e altezza, vittorie e sconfitte sono le misure certe di una verità di carne che fuori dal ring non può essere attinta. Autore fra i più significativi della letteratura italiana contemporanea per la maestria con cui inocula la finzione nella verità di una presa diretta sul reale, dimostrando così all'inverso il nodo dolorosamente vero di ogni costruzione finzionale, non importa quanto elaborata, quanto formalizzata, Antonio Franchini si accanisce sul proprio stile e rivela l'opprimente insufficienza del linguaggio, in ciò portando alle conseguenze estreme la regressione di certo verismo: è infatti nelle zone in cui il linguaggio si disarticola e il silenzio riempie come magma le fenditure che si inoltra Franchini; nelle zone in cui – di fronte all'uccisione casuale di un pugile – lo stile non può che azzerarsi, la parola ridursi alla fonazione di un cronista, la frase a una voce protesa nel vuoto. Ring e letteratura questo infatti condividono: sono spazi chiusi, delimitati dalle forze opposte della stilizzazione e della sofferenza, della sconfitta e della vittoria, della farsa in agguato e di un reale sempre inseguito, soltanto sfiorato. La morte resta lì, un passo avanti, estrema eccezione nella lotta, indicibile miraggio per la scrittura. Gladiatori è l'epica di chi cerca nella liturgia del dolore un antidoto contro la finzione del quotidiano. A svelarlo è questo manufatto imprendibile, che ha nella resistenza a ogni identità la propria identità; un manufatto affidato a materiali difformi, a stralci di giornale e interviste, a lunghi frammenti pensosi che si sciolgono in aforismi improvvisi. Come un muro a secco fragile, fuori dal tempo, ostinatamente durevole.

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