Antonio Riccardi eBooks

eBooks di Antonio Riccardi Raccolte di poesia di singoli poeti

EBOOK   9788865764572

Il profitto domestico. E-book. Formato EPUB Antonio Riccardi   -  Il Saggiatore, 2015  - 

«Chiamo queste vite in una storia» dice Antonio Riccardi sulla soglia del Profitto domestico, e le sezioni della raccolta, le sottosezioni, le poesie – come le stanze, gli anditi, le scale dell’antico podere di Cattabiano, proprietà dei Riccardi da più di cinquecento anni – portano nel segreto di una famiglia, evocato per schegge, frammenti, attraverso le vicende dei suoi componenti, remoti e vicini, che della rappresentazione di quel segreto sono insieme attori e personaggi. Poema familiare che, nel suo dare struttura narrativa a universali tragici quali l’amore, il possesso, la morte – individuati da serie foniche e dunque simboliche come soldi-colpa, casa-corpo, cose-ricordi, rovine-reliquie –, rappresenta un unicum nella poesia e nella lingua italiana del secondo Novecento, Il profitto domestico condivide con la tragedia classica anche l’assolutezza geografica, confermata più che tradita dagli excursus immaginifici nell’Antartide di fine Ottocento e nell’Africa esplorata da Bottego: centro generativo del poema è infatti il podere avito, la foresta che lo circonda, i ruderi che punteggiano i colli, le valli, le rive dei fiumi dove la materia organica si decompone, mischiandosi all’inorganico dei rifiuti industriali, al metallo ormai rugginoso che infetta le ferite della Prima guerra mondiale: ogni materia, anche morendo, anche disfacendosi, vive. A uomini e case di pietra, ossa, scheletri di alberi, fantasmi di architetture, al loro divenire convoluto, corrisponde il tempo indefinito delle intangibili profondità astrali, le cui imperscrutabili rotazioni si rispecchiano, per virtù ben più che allegorica, nelle vicissitudini del mondo: «Il moto del cuore nell’animale / è come nel mondo / il movimento del cielo». Stagliate contro questa volta, còlta in specie nel buio della notte, le figure umane che popolano il poema – Antonio Riccardi il prelato roso da una colpa inconfessabile, l’epilettico Dositeo che «ha tenuto una chiave sotto la lingua / per guarigione», ancora un Antonio, soldato – perdono i contorni umani degli eroi o qualsivoglia psicologia romanzesca per guadagnare le proporzioni mitiche dei titani; allo stesso modo si trasfigurano alberi, pietre, animali: nel profondo silenzioso della foresta, all’allungarsi delle ombre della sera, i rumori del combattimento fra un cane e un cinghiale sono figmenti chimerici di una lotta assoluta, concrezioni particolari di una costante universale. Apparso originariamente nel «Nuovo Specchio» mondadoriano, e oggi riproposto dal Saggiatore in una versione riveduta dall’autore, Il profitto domestico dimostra una meticolosità linguistica rapinosa e una sorvegliatezza stilistica e metrica che, se da un lato distinguono la poesia di Antonio Riccardi da tanta parte degli atteggiamenti poetici novecenteschi, dall’altro la inscrivono in una tradizione secolare che passa per il crògiolo imprescindibile di Giacomo Leopardi. Eppure, a ben guardare, un poeta radicalmente novecentesco come Andrea Zanzotto – si pensi a «Rivolgersi agli ossari. Non occorre biglietto…», dal Galateo in Bosco, o a «Silicio, carbonio, castellieri», da Fosfeni – non è così distante: lontano, sì, ma vicinissimo. La grandezza del Profitto domestico starà allora nell’aver saputo realizzare una fusione nucleare così completa e perfetta fra parola e immaginario, fra realtà e simbolo, da trascendere il tempo, tanto che alla raccolta intera, e alla voce di Riccardi, si potrà apporre, a guisa di epigrafe, questo distico: «Ho visto tutto: cosa è stato e come sarà / e il tempo venire dalla radice».

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EBOOK   9788811009382

Poesie 1987-2022. E-book. Formato EPUB Antonio Riccardi   -  Garzanti Classici, 2022  - 

La poesia di Antonio Riccardi mostra una singolare compattezza. Procede per scavo e ripresa, per approfondimenti e variazioni sul tema, esplorando con appassionata insistenza alcuni territori elettivi: il podere di Cattabiano nell’Appennino parmense, teatro naturale e arca di memorie familiari; l’amore, che è conforto ma anche rischio, pericolo; il lavoro come «guerra», impegno, espiazione; l’esercizio della scrittura, la possibilità di distillare la vita in parole di verità. Questa raccolta completa dell’opera in versi, che comprende oltre ai libri pubblicati (Il profitto domestico, Gli impianti del dovere e della guerra, Aquarama e altre poesie d’amore, Tormenti della cattività) anche testi inediti, efficace compendio di un percorso iniziato nel 1987, restituisce il profilo di un autore sobrio ed essenziale e testimonia di una lingua poetica in cui l’incisività e l’assertività del dettato non sono che il rovescio di un’inquietudine profonda di fronte all’imperscrutabile ferocia della realtà. Perché la parola non è di per sé stessa il fine di questa poesia attraversata da una forte tensione concettuale e conoscitiva, ma una chiave per decifrare le leggi della natura e degli uomini, una via per trovare ancoraggi e riferimenti stabili. 

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EBOOK   9788811606239

Tormenti della cattività. E-book. Formato EPUB Antonio Riccardi   -  Garzanti, 2018  - 

«La poesia di Riccardi è sempre in bilico tra ciò che si può dire e ciò che non si può.»La Lettura - Corriere della Sera - Daniele Piccini«Uno dei più forti libri sul senso di orfanità in epoca postmoderna: "la cattività".»Avvenire - Davide RondoniConsidera chi siamo e cosa no.Cosa non più, diresti tucorreggendomi sottovocee cosa volevamo diventare.Speculari, pronosticavi. Adesso però considera lo stranoe notevole ruolo della manonel discorso. Sei sempre e solo tua mimare cronofasi e feritenella nostra cronologia. A dieci anni dalla sua ultima raccolta di versi, Antonio Riccardi torna alla poesia con un libro compatto e insieme variegato, ricco di accenti e sfumature. Tormenti della cattività, che deve la sua ispirazione più profonda alla poesia di Vittorio Sereni e a quella di Attilio Bertolucci, racconta ciò che nella vita di ogni giorno si oppone, più o meno duramente, al desiderio di libertà. Ognuno, sembra dire l’autore, affronta le diverse condizioni della propria esistenza – la memoria dei luoghi e delle cose, l’erotismo, il lavoro e infine la morte – con fatica, spesso con insofferenza. E a volte aspira a tagliare i legacci che lo costringono. All’incrocio tra vero e falso, tra verosimile e incerto, come se la scena della vita fosse un diorama, il poeta fa agire e pensare una figura che lo «interpreta» e dice che l’esistenza è un enigma, di cui i «tormenti della cattività» sono la rappresentazione figurata, i racconti allegorici in miniatura. Così Riccardi, lavorando la parola come un’arte sapienziale che salva i nodi di senso dal corso mutevole della storia e li rende esemplari, dà le sembianze di un museo di scienze naturali a uno dei luoghi fondativi della sua poesia, il podere di famiglia a Cattabiano, sull’Appennino emiliano; ripercorre le dinamiche delle relazioni d’amore come un interprete di significati araldici; allude al lavoro editoriale nello spettro di una crittografia; e riflette sul mistero della morte nell’estetica impassibile del cenotafio.

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