Armanda Guiducci eBooks
eBooks di Armanda Guiducci Studi sui generi: donne
Destini senza voce: L'esistenza emarginata delle più oppresse. E-book. Formato EPUB Armanda Guiducci - Nottetempo, 2026 -
Quando, nel 1977, Armanda Guiducci scrisse questo libro, il femminismo italiano si stava affermando come forza culturale e politica. Eppure in quelle lotte la voce delle tante donne contadine – piegate dal lavoro nei campi, lontane dalle narrazioni urbane – spesso mancava. Guiducci decide di ascoltarla: ne raccoglie nove testimonianze da nord a sud, mettendo in discussione tanto una facile retorica marxista quanto un femminismo elitario che ignora le più oppresse ("È questa immensità silenziosa del destino femminile che mi colpisce, quel destino senza voce"). Incontra donne custodi di una cultura magica e di pratiche medicinali popolari; altre che portano con sé il peso di una migrazione dolorosa; altre ancora ostili e sfuggenti, chiuse in una solitudine radicale ma dotate di una profonda lucidità. Ne nasce un atto di denuncia e insieme di cura, che illumina un'Italia nascosta e ci ricorda che nessuna liberazione è completa se lascia indietro chi sta in ombra. A distanza di quasi cinquant'anni, Destini senza voce (originariamente intitolato La donna non è gente) continua a risuonare: ci interroga sulle esclusioni che persistono, e ci invita a trasformare l'indignazione in memoria e azione. Dopo La mela e il serpente, questo racconto corale è un coraggioso gesto politico. Perché, come scrive Eloisa Morra nella sua prefazione, riesce a "rendere visibile la fatica dell'ascolto, il rischio dell'incontro, la responsabilità che ogni parola comporta quando attraversa una differenza di classe, di esperienza, di mondo". A cura di Eloisa Morra
La mela e il serpente: Autoanalisi di una donna. E-book. Formato EPUB Armanda Guiducci - Nottetempo, 2025 -
"Non sono autobiografia, sono un campione d'esistenza al femminile". Così si presentava ai lettori alla sua uscita, nel 1974, La mela e il serpente, un libro decisivo per chiunque si interessi della condizione delle donne. Attraverso questo incrocio tra memoir e referto analitico, trattato d'antropologia e reportage diventato un classico del femminismo, Armanda Guiducci – scrittrice, traduttrice, critica – fruga "dietro le istituzioni sociali, dietro i tabù del sesso, nell'inconscio maschile. Ma frugo anche nel mio inconscio che pullula di immagini compiacenti, deformate, della Femminilità". Con tocco felice e irruente l'io narrante, oggetto e soggetto dello sguardo, traccia una mappa del diventare donna, così evocato in una precedente poesia: "Diventare donna è un nascere per strappi / reiterati, per lacerazioni / là, ai margini, / dove l'erba dirada". Ma dove la Storia ha ferito, Guiducci cuce riferimenti, disegnando la serie di passaggi obbligati della sua generazione: dalla prima mestruazione alla coscienza della disuguaglianza, dall'"entrata nel ruolo" di moglie e madre al ripensamento, verso la libertà di scelta. Essere donna è al contempo sfida, pungolo, destino: l'avventura conoscitiva che porta alla scoperta dei pregiudizi cristallizzati in miti e leggende di varie culture, letti con la lente dell'antropologa, ma pure alla rivelazione dell'altro da sé, attraverso esperienze di donne diverse per età e provenienza che entrano nel corpo del racconto. Perché, come evidenzia Eloisa Morra nella sua prefazione, "scrivere per Guiducci è pratica identitaria che spinge a muoversi di continuo dentro di sé e verso l'altro, senza che le due istanze entrino mai in contraddizione".