Arnaldo Benini eBooks
eBooks di Arnaldo Benini Scienze della vita: argomenti d'interesse generale
La coscienza imperfetta: Le neuroscienze e il significato della vita. E-book. Formato EPUB Arnaldo Benini - Garzanti, 2012 -
Il mondo vero è un grigio contenitore di molecole, silenzioso e opaco, null'altro che atomi e campi elettromagnetici in vibrazione. Invece nella nostra esperienza la realtà è una tavolozza di colori, odori, sapori, un flusso ininterrotto di emozioni, desideri, sentimenti. Il mondo in cui viviamo è dunque creato dal cervello. Ma perché vediamo le case e l'albero? Il suono è nella nostra mente, e però lo proiettiamo nell'orchestra oppure nel fastidioso motorino che sfreccia sotto casa. Che cosa ci fa credere che il contenuto della coscienza non sia dentro di noi, ma fuori, nello spazio e nel tempo? Per capire i meccanismi della coscienza, è utile studiarla quando il cervello è leso: per esempio, la vigilanza senza coscienza dello stato vegetativo, il crollo nella demenza, il dolore fisico o il prurito, i disturbi del movimento, del senso dello spazio e del tempo. Ma sono utili anche il suono, la musica e il silenzio. Pur seguendo questa strada, e avvalendosi delle più recenti acquisizioni delle neuroscienze, la definizione della coscienza continua a sfuggirci. La concezione che la riduce alla sequenza di scariche elettrochimiche nelle reti neurali ci pare una minaccia al significato più profondo della vita, alla nostra libertà, alla gioia di vivere. A questa visione pare oltretutto opporsi un limite invalicabile, perché l'organo che studia la coscienza - il nostro cervello - è anche quello che la crea. Allora siamo forse condannati a cercare all'infinito i criteri per indagare su noi stessi, rimettendoli in discussione a ogni nuova scoperta.
Neurobiologia della volontà. E-book. Formato EPUB Arnaldo Benini - Raffaello Cortina Editore, 2023 -
Perché facciamo quel che facciamo? Che cosa determina il comportamento? Le neuroscienze cognitive dimostrano che la volontà è dovuta esclusivamente a processi cerebrali. Solo a scelta avvenuta vengono informati i centri della coscienza nei lobi prefrontali. Ogni decisione è presa col concorso di meccanismi nervosi cognitivi ed emotivi, e l'esperienza, grazie alla plasticità cerebrale, modifica struttura e funzionamento del cervello, condizionando volontà, riflessioni e comportamenti futuri. Si è convinti di essere liberi di scegliere e questa convinzione illusoria che la volontà sia libera è un evento nervoso costante, frutto della selezione evolutiva che ha dato all’uomo il senso della responsabilità, senza il quale la specie umana si sarebbe verosimilmente autodistrutta. Con una breve disamina storica dei dilemmi filosofici legati al libero arbitrio, il libro è un’introduzione divulgativa agli studi sui meccanismi cerebrali della volontà e sull’illusione benefica che essa sia libera.
La coscienza imperfetta: Le neuroscienze e il significato della vita. E-book. Formato PDF Arnaldo Benini - Garzanti, 2012 -
Il mondo vero è un grigio contenitore di molecole, silenzioso e opaco, null'altro che atomi e campi elettromagnetici in vibrazione. Invece nella nostra esperienza la realtà è una tavolozza di colori, odori, sapori, un flusso ininterrotto di emozioni, desideri, sentimenti. Il mondo in cui viviamo è dunque creato dal cervello. Ma perché vediamo le case e l'albero? Il suono è nella nostra mente, e però lo proiettiamo nell'orchestra oppure nel fastidioso motorino che sfreccia sotto casa. Che cosa ci fa credere che il contenuto della coscienza non sia dentro di noi, ma fuori, nello spazio e nel tempo? Per capire i meccanismi della coscienza, è utile studiarla quando il cervello è leso: per esempio, la vigilanza senza coscienza dello stato vegetativo, il crollo nella demenza, il dolore fisico o il prurito, i disturbi del movimento, del senso dello spazio e del tempo. Ma sono utili anche il suono, la musica e il silenzio. Pur seguendo questa strada, e avvalendosi delle più recenti acquisizioni delle neuroscienze, la definizione della coscienza continua a sfuggirci. La concezione che la riduce alla sequenza di scariche elettrochimiche nelle reti neurali ci pare una minaccia al significato più profondo della vita, alla nostra libertà, alla gioia di vivere. A questa visione pare oltretutto opporsi un limite invalicabile, perché l'organo che studia la coscienza - il nostro cervello - è anche quello che la crea. Allora siamo forse condannati a cercare all'infinito i criteri per indagare su noi stessi, rimettendoli in discussione a ogni nuova scoperta.