Claudio Monge eBooks

eBooks di Claudio Monge Storia dell'Africa

CLAUDIO MONGE (Saluzzo, Cuneo, 1968) vive a Istanbul da una decina d’anni, ed è Superiore della comunità domenicana e responsabile del Centro domenicano per il Dialogo interreligioso e culturale (DOSTI). Dottore in Teologia delle Religioni all’Università di Strasburgo (Francia), ha conseguito nella stessa Università un Master in Lingua e Cultura turco-ottomane. È professore invitato in Teologia delle religioni all’Università di Friburgo in Svizzera e alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna (FTER) di Bologna. È referente per la pastorale universitaria della CET (Conferenza Episcopale di Turchia) e membro corrispondente dell’Institut Dominicain d’Etudes Orientales (IDEO) del Cairo. È stato membro del CRME, il Comitato Ecumenico del CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee) e del CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese protestanti e ortodosse) per le Relazioni con i Musulmani in Europa (2005-2010). Svolge una intensa attività pubblicistica e di conferenziere. Tra le sue pubblicazioni: Dieu hôte. Recherche historique et théologique sur les rituels de l’hospitalité (2008); Paolo di Tarso: testimone del Vangelo in missione “fuori le mura” (2009) e con A. Cortesi, Dio e i suoi colori. Arte, fedi, teologia (2011). Ha pubblicato inoltre decine di articoli sia su riviste specializzate che per il grande pubblico.
EBOOK   9788810964996

Il martirio dell’ospitalità: La testimonianza di Christian de Chergé e Pierre Claverie. E-book. Formato EPUB Claudio Monge   -  Edb - Edizioni Dehoniane Bologna, 2019  - 

È negli anni terribili del «decennio nero», durante il quale in Algeria si contrappongono islamisti e forze armate, che si colloca la straordinaria testimonianza di due uomini. Sono Christian de Chergé, priore del monastero trappista dell’Atas, a Tibhirine, rapito e ucciso nel 1996 con altri sei confratelli, in circostanze non ancora completamente chiarite, e monsignor Pierre Claverie, vescovo domenicano di Orano, assassinato lo stesso anno, con il suo autista musulmano Mohamed, per aver condannato apertamente tutte le forme di violenza. Si tratta di due figure particolarmente luminose nel cuore della Chiesa d’Algeria, fortificata nella sua volontà di restare con i musulmani algerini, anche dopo l’indipendenza del Paese, dalla personalità del cardinale Duval e dall’impegno di sacerdoti, consacrati e laici.

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