Donata Columbro eBooks
eBooks di Donata Columbro SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Perché contare i femminicidi è un atto politico. E-book. Formato EPUB Donata Columbro - Feltrinelli Editore, 2025 -
Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. In Italia, non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri? In Perché contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati, decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia una questione di potere e resistenza. Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d’inchiesta e attivismo, Columbro esplora il modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione istituzionale della violenza di genere. In Italia, l’assenza di un registro ufficiale implica che la violenza sulle donne venga inglobata in statistiche più generali, rendendo difficile una lettura chiara del fenomeno. Per questo motivo, il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti femministi e dalle associazioni assume un’importanza cruciale. A livello internazionale, esperienze come quelle di Brasile, Argentina e Messico dimostrano quanto il monitoraggio dal basso possa essere efficace nel denunciare e contrastare il problema. Questo approccio rientra nel cosiddetto “femminismo dei dati”, una prospettiva che vede nella raccolta e nell’analisi dei numeri uno strumento di giustizia sociale e attivismo politico, capace di sfidare le narrazioni ufficiali e proporre un cambiamento concreto. Perché contare i femminicidi è un atto politico non è solo un’analisi tecnica, ma un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare significa dare visibilità a chi non ha voce. Contare i femminicidi non è solo statistica, ma un atto politico. “Il femminicidio non è un fatto privato, ma l’espressione di una violenza e di un abuso di potere sostenuto dalla struttura patriarcale delle istituzioni e di una cultura che vede l’egemonia maschile come normale, statisticamente e socialmente.”
Quando i dati discriminano: Bias e pregiudizi in grafici, statistiche e algoritmi. E-book. Formato EPUB Donata Columbro - Il Margine, 2024 -
Siamo certi che i dati siano sempre obiettivi e non nascondano un "pregiudizio"? Donata Columbro ci spiega che stabilire chi è dentro o fuori le statistiche non è un atto neutrale, ma una scelta. I dati sono costrutti umani e sociali, e prendere consapevolezza di ciò ci può aiutare a utilizzarli per lottare contro le disuguaglianze, non per discriminare. "Il dato in natura non esiste, non possiamo «raccoglierlo» se non viene prima prodotto. Ma se la natura in qualche modo senza il nostro intervento può produrre frutti e fiori, con i dati questo non succede mai. Perché allora siamo ancora molto legati a espressioni come «lo dicono i dati» o «data driven» come bollino di qualità di un progetto, un report, o persino di un programma politico?" Quando tutte le nostre decisioni si basano sui dati perché cerchiamo oggettività, ma ignoriamo il contesto, possiamo andare incontro a enormi fraintendimenti arrivando alla conclusione che questa oggettività - in fondo - non esiste. Donata Columbro indaga a fondo il lato inconscio del dato influenzato dal contesto in cui viene raccolto, illustrando come sia fondamentale riconoscere la presenza di pregiudizi nell'elaborazione dei dati e di come sia necessario equilibrare i set di dati. Chi ha il potere di raccogliere e analizzare il dato? E chi, invece, non ha assolutamente questo potere? Il volume invita lettori e lettrici a impegnarsi affinché i dati non diventino amplificatori di discriminazioni danneggiando le comunità o i gruppi ai margini della società.