Filippo Capobianco eBooks
eBooks di Filippo Capobianco Poesia
Arrivano i barbari: Voci del poetry slam. E-book. Formato EPUB Filippo Capobianco - Solferino, 2026 -
Nel 1986 l’operaio e poeta Marc Smith inaugura il format Uptown Poetry Slam al Green Mill jazz club, a Chicago: uno spettacolo interattivo, che contamina la poesia con la musica, il teatro, il cabaret in un rituale che prevede l’intervento del pubblico, chiamato a partecipare votando la performance preferita. Da allora, il poetry slam si è diffuso ovunque e ha moltiplicato le occasioni di incontro, promuovendo una poesia che recupera la fisicità, l’azione, il contesto agonistico tipici della cultura orale. In sintesi, una poesia che si fa «con il corpo e con la voce» e dunque lontana, diversa, a volte polemica rispetto alle consuete sedi e certificazioni da cui passa – e in cui spesso impigrisce e ingrigisce – la tradizione letteraria. Da questa storia vengono i «barbari» che firmano questo volume: poetesse e poeti di età compresa tra i 26 e i 40 anni, provenienti da tutta Italia, con i timbri e le anime più diverse, le più diverse ispirazioni, ma accomunati dalle premesse ideali alla base del poetry slam. Questo libro, curato dalla Redazione Cultura del «Corriere della Sera», offre un coinvolgente specchio rappresentativo di come questo movimento sia vivo in Italia, a ulteriore riprova dello sguardo attento con cui il quotidiano fin dalla sua nascita osserva l’universo della poesia e i suoi testimoni, curioso soprattutto delle novità, delle forme di ricerca non convenzionali, delle sperimentazioni. Se quella che lega il «Corriere» alla poesia è una lunga relazione d’amore, come scrive Antonio Troiano nella sua Postfazione, Arrivano i barbari ne è un ulteriore capitolo, che festeggia i 150 anni del quotidiano mantenendo accesa, alla stessa temperatura, questa passione antica.
Le supernove non fanno rumore. E-book. Formato EPUB Filippo Capobianco - Baldini+Castoldi, 2024 -
Galileo parlava dell’Universo come di un grandissimo libro stampato nella lingua della matematica. Ma se fosse invece un enorme spettacolo teatrale scritto nella lingua della poesia? Tutto bello, interessante e suggestivo, ma la vera domanda è: cosa succederebbe se la sua autrice fosse una Drammaturga disillusa e tabagista a cui una grande casa di produzione ha commissionato un nuovo Cosmo da scrivere in poche settimane? E cosa accadrebbe se la Drammaturga non avesse alcuna intenzione di creare un nuovo Universo, perché l’ultimo che ha scritto le è stato chiuso per via del suo progetto più fragile e prezioso: un pianetino piccolo, azzurro e immerso nel caos? Le supernove non fanno rumore è un romanzo che ogni tanto – spesso – va a capo, un libro – anche – di poesie che parla di meccanica quantistica e di un mondo che abitiamo tanto quanto ci abita lui: è il mondo in cui esplodono come fiori i nostri sogni, e quello che i nostri sogni, come fiori, spesso calpesta. Eppure, questo è il solo mondo che conti-nuiamo a riscrivere e immaginare, salvandolo ogni giorno dall’oblio attraverso piccoli ed eroici atti di poesia.