Francesco Donadio eBooks
eBooks di Francesco Donadio ARTI
David Bowie. Fantastic Voyage: Testi commentati. E-book. Formato EPUB Francesco Donadio - Arcana, 2025 -
La notte del 10 gennaio 2016 la stella del rock registrata all’anagrafe come David Jones e nota al mondo come David Bowie ha concluso la sua orbita terrena e la sua luce ha repentinamente smesso di brillare. blackstar, suo 28° album di studio uscito due giorni prima della scomparsa, ha immediatamente assunto una luce diversa, rivelandosi per quello che in definitiva è: un testamento. Bowie è stato – è, e resterà – uno dei grandi padri di quella che taluni chiamano musica rock, e altri preferiscono definire più ecumenicamente pop. In cinquant’anni di carriera ha attraversato (quasi) tutti i generi e alcuni ha contribuito a crearli. Musica potente, contrassegnata da testi talora misteriosi e di ardua decifrabilità. Del resto, lui è sempre stato un maestro nel mandarti fuori strada, disseminando nei suoi testi molteplici riferimenti e facendo ampio uso della tecnica del cut-up di ispirazione burroughsiana. Esiste però una continuità nell’opera di Bowie e, come egli stesso ha ammesso, “in fondo alla fine ricorrono sempre gli stessi temi, che poi sono i miei interessi”. Non può che essere questo, pertanto, il punto di partenza per decodificare le liriche di un artista che ha saputo dare una brillante forma artistica ed estetica alle proprie ansie e ai propri travagli esistenziali. Questi, a sua volta, erano i medesimi conflitti vissuti dai suoi fan; e Bowie, in tutti questi anni, non ha mai smesso – e non smetterà mai, nemmeno dopo la morte – di offrire loro quel conforto riassumibile nel metaforico abbraccio con cui concludeva i concerti degli anni Settanta: “You’re not alone!”.
David Bowie. Fantastic voyage: Testi commentati. E-book. Formato EPUB Francesco Donadio - Arcana, 2017 -
Simbolo di libertà e creatività, edonismo e decadenza. Creatura in apparenza aliena, attraversata tuttavia da umanissime angosce sulla vita e sulla morte, la religione, la fama e il sesso: David Robert Jones, in arte Bowie, è ritenuto un genio (dagli estimatori) o uno scaltro manipolatore (dai detrattori), non sono ammesse mezze misure. In ogni caso il “camaleonte del rock”, come lo definiscono alcuni titolisti dotati di scarsa fantasia, non è mai banale ed è sempre pronto a spiazzare. C’è riuscito per l’ennesima volta l’8 gennaio 2013 – giorno del suo 66esimo compleanno – quando, dopo un’assenza di dieci anni, mentre i giornali avevano già preparato i loro “coccodrilli”, è resuscitato sul Web postando il video di una nuova canzone, Where Are We Now?, e annunciando l’imminente uscita dell’album THE NEXT DAY, preparato in gran segreto. Bowie è uno dei “grandi padri” del pop-rock. Sono ormai quarant’anni che calca le scene, ha attraversato (quasi) tutti i generi e alcuni ha contribuito a crearli: dal rhythm’n’blues degli inizi alla jungle-industrial degli anni Novanta, passando per il folk cantautorale, il glam rock en travesti, il plastic soul, la new wave in salsa kraut, l’elettronica sperimentale, l’heavy grunge alternativo e ancora molti altri. Se il sound e l’immagine non bastassero, ci sono le canzoni a fare la differenza: Space Oddity, Rebel Rebel, Young Americans, Let’s Dance… e la lista potrebbe andare avanti per ore. Musica potente, contrassegnata da liriche talora misteriose e di ardua decifrabilità. Tuttavia, come lui stesso ha ammesso, “in fondo alla fine ricorrono sempre gli stessi temi, che poi sono i miei interessi”. Non può che essere questo, pertanto, il punto di partenza per “decodificare” le liriche di un artista che ha saputo dare una brillante forma estetica alle proprie ansie e ai propri travagli esistenziali. Questi, a sua volta, erano i medesimi conflitti vissuti dai suoi fan; e Bowie, in tutti questi anni, non ha mai smesso di offrir loro quel conforto riassumibile nel metaforico, melodrammatico abbraccio con cui concludeva i concerti degli anni Settanta: “you’re not alone!”.
Freewheelin' in Rome: La vera storia della prima volta di Bob Dylan in Italia. E-book. Formato EPUB Francesco Donadio - Arcana, 2023 -
Bob Dylan in Italia ha suonato spesso e volentieri a partire dal 1984, quando al termine della stagione delle contestazioni e delle molotov ai concerti scese nell’Arena di Verona per due date. All’epoca, però, i “dylanologi” fecero notare che quella di Verona non doveva essere considerata la sua prima trasferta italiana, bensì la seconda: Dylan, secondo una storia che da tempo circolava negli ambienti del folk (ma di cui qualcuno dubitava) era venuto a Roma all’inizio degli anni Sessanta, una sera si era presentato al Folkstudio e (forse) aveva pure suonato qualche canzone. Qualcuno si diceva certo che era stato anche a Perugia, dove studiava la sua fidanzata dell’epoca Suze Rotolo, per un rendez-vous romantico che era il vero motivo del suo viaggio in Italia. Qual è la realtà e quale invece la leggenda? Questo volume si propone di mettere la parola fine – per sempre – a tutte le speculazioni, servendosi di interviste e ricerche documentali condotte con lo zelo di uno storico. Nel contempo mette in fila anche le circostanze e gli eventi che ispirarono il futuro Nobel durante la realizzazione del suo secondo Lp The Freewheelin’ Bob Dylan: la contrastata vicenda sentimentale con la Rotolo, la crisi dei missili di Cuba e le sue prime trasferte al di fuori degli Usa, prima in Inghilterra e poi in Italia. Senza quei tormenti, quegli incontri e quelle suggestioni the freewheelin’ – con in copertina Bob e Suze abbracciati nel gelo di un inverno newyorkese – sarebbe stato un disco molto diverso. Ugualmente importante probabilmente, ma forse non uno dei massimi capolavori musicali del XX secolo.