Giacomo Panizza eBooks

eBooks di Giacomo Panizza SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI

GIACOMO PANIZZA, prete bresciano, ha fondato nel 1976 a Lamezia Terme la comunità «Progetto Sud». È autore di centinaia di saggi e contributi apparsi in libri e riviste. Tra le sue pubblicazioni: Finché ne vollero(Edizioni Paoline 2002); Occhi aperti sul lavoro sociale (Rubettino 2004); Io sono un grande sognatore: sfide e opportunità degli stranieri ad una terra accogliente(Laruffa 2007); Qui ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso. La storia del prete che ha sfidato la ’ndrangheta (con Goffredo Fofi, Feltrinelli 2011); Il dono e lo scambio (con Dario Antiseri, Rubettino 2012)
EBOOK   9788810963081

Cattivi maestri: La sfida educativa alla pedagogia mafiosa . Prefazione di Goffredo Fofi. E-book. Formato EPUB Giacomo Panizza   -  Edb - Edizioni Dehoniane Bologna, 2017  - 

In molti luoghi del nostro Paese la mentalità mafiosa si insinua nel modo di pensare comune. È la mentalità dei boss, delle donne di mafia e dei giovani in carriera nelle cosche, ma anche quella che si respira nelle relazioni, nelle parole e nei silenzi delle città. Piegate al raggiungimento degli scopi criminali dei clan, le regole «educative» criminali si impongono nelle comunità locali attraverso gli insegnamenti di cattivi maestri che agiscono il potere della forza, l’importanza di riprodurre modalità rigide e ripetitive di comportamenti sociali – come la riscossione del pizzo – mostrano che chi apprende, dopo essere stato messo alla prova, ottiene fiducia e fa carriera. L’educazione dei giovani criminali, allenati a collocare in secondo piano i sentimenti e l’amicizia, avviene sul campo, anche attraverso le condanne, pure feroci, di coloro che sbagliano, dimostrazioni lampanti che uno sparuto gruppo di persone riesce ad «ammaestrare» interi quartieri e intere città. Una vera e propria «pedagogia mafiosa» prodotta da questi cattivi insegnanti che si può contrastare solo con un’educazione alternativa.

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EBOOK   9788869349041

Il Dono e la città: Sul futuro del volontariato. E-book. Formato EPUB Giacomo Panizza   -  Bibliotheka, 2024  - 

Curare il disagio non è un mestiere esecutivo privo di responsabilità, non è un mestiere operativo senza intelligenza, non è un mestiere che si possa svolgere da soli. Anche per questo il tanto declamato principio di sussidiarietà non deve servire al volontariato come alibi per esautorare la responsabilità pubblica, ma per rimettere al primo posto gli esiti liberanti e socializzanti del welfare.Se la salute diventa un'azienda, la scuola un’impresa, la gestione dell’ambiente e dell’acqua una questione di mercato, il cosiddetto terzo settore viene messo all’angolo. E le sue anime interne - gestionale, assistenziale, movimentista, imprenditoriale - si differenziano e si distanziano tra loro, andando in conflitto.Per certi aspetti, il volontariato che gestisce servizi assomiglia oggi, nei metodi, ai servizi del privato for profit. Per questo è necessario che esso torni a imprimere a sé stesso un indirizzo culturale e politico, decidendosi a svolgere un servizio «pubblico» capace di superare la trappola del mero mercato dei servizi sociali.Le associazioni di volontari non sono destinate a mettere cerotti improvvisati a pubbliche amministrazioni incuranti del welfare e dei diritti di chi ha più bisogno. I corpi intermedi della società non si aggregano per arginare le distrazioni o le malefatte della politica e del mercato. E costituiscono luoghi privilegiati non quando distribuiscono doni consolatori, ma se accompagnano le persone a mettere in moto la solidarietà, la condivisione e l’accoglienza, e quando generano e rigenerano fiducia negli abitanti di un territorio.Abbiamo bisogno di volontariati diversificati che si rafforzino spingendosi anche oltre l’ambito sociale, dando maggior consistenza anche ad altri settori quali la protezione civile, l’ambiente e l’energia, i beni culturali, gli stili di vita rispettosi della decrescita dei consumi, la cittadinanza partecipata, l’educazione a pratiche civiche costruttive di comunità locali. Perché non solo il volontariato sociale, ma l’intero arcipelago dei volontariati è un potenziale messaggero di legalità e di coesione.

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