Gian Carlo Caselli eBooks
eBooks di Gian Carlo Caselli Politica e governo
Gian Carlo Caselli è stato giudice istruttore a Torino, ha guidato la Procura della Repubblica di Palermo (subito dopo le stragi del 1992), è stato poi procuratore generale e procuratore della Repubblica di Torino. Attualmente è presidente dell'Osservatorio di Coldiretti sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. Per Laterza ha pubblicato: A un cittadino che non crede nella giustizia (con L. Pepino); Vent'anni contro. Dall'eredità di Falcone e Borsellino alla trattativa (con A. Ingroia); La verità sul processo Andreotti (con G. Lo Forte); Lo Stato illegale. Mafia e politica da Portella della Ginestra a oggi (con G. Lo Forte).
Assalto alla giustizia. E-book. Formato EPUB Gian Carlo Caselli - Melampo Editore, 2012 -
Silvio Berlusconi non è più capo del governo ma le tossine sparse nella società italiana in questi anni resteranno a lungo. Folto è il catalogo degli epiteti scagliati sui magistrati più rigorosi: golpisti, malati di mente, eversivi, cancro da estirpare. Fino ai manifesti elettorali che intimavano “fuori le Br dalle procure”. Ma più grave è stato l’impegno del parlamento nel difendere interessi particolari attraverso iniziative vestite da riforme “epocali” della giustizia: il processo prima “breve” e poi “lungo”, la “prescrizione breve”, la separazione delle carriere. Obiettivo: ridurre l’indipendenza della magistratura, consegnare al potere politico il controllo delle indagini. Un “sabotaggio istituzionale” che Caselli documenta con passione in queste pagine. Avvertendo che il problema della legalità in Italia non è nato con Berlusconi e non si esaurisce con la sua vicenda politica. Lo spiega con la consapevolezza di chi di volta in volta si è sentito accusare di essere il “servo sciocco di Dalla Chiesa” contro il terrorismo, “comunista” e “toga rossa” contro la mafia, o addirittura “mafioso” contro le bombe carta delle frange estremiste in Val di Susa. Perché in Italia la pretesa di non subire il rigore delle leggi è diffusa e resistente. Eppure, ci ricorda l’autore, la legalità costituzionale è inseparabile dalla democrazia. E spetta agli uomini liberi difenderla.