Gianni Barbacetto eBooks

eBooks di Gianni Barbacetto Terrorismo, lotta armata

Gianni Barbacetto, giornalista, è inviato de «il Fatto Quotidiano». È direttore di Omicron (l’Osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord). Ha lavorato a «Il Mondo», «L’Europeo», «Diario». Negli anni Ottanta ha contribuito a fondare il mensile «Società civile», che ha diretto per una decina d’anni. Ha realizzato, con il regista Mosco Boucault, il documentario per la rete francotedesca Arte sul Lodo Mondadori. Ha lavorato per la tv («Annozero», «Blunotte»), il cinema («A casa nostra» di Francesca Comencini), il teatro («A cento passi dal Duomo» di Giulio Cavalli). I suoi libri: «Milano degli scandali» (con Elio Veltri, Laterza 1991); «Campioni d’Italia» (Tropea 2002); «B. Tutte le carte del Presidente» (Tropea 2004); «Compagni che sbagliano» (il Saggiatore 2007); «Il guastafeste» (Ponte alle Grazie 2009); «Se telefonando» (Melampo 2009); «Il grande vecchio» (Rizzoli-Bur 2009); «Le mani sulla città» (con Davide Milosa, Chiarelettere 2011). Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha scritto «Mani sporche» (Chiarelettere 2007) e «Mani pulite» (Chiarelettere 2012). Sempre per Chiarelettere, nel 2012 ha pubblicato «Il Celeste». Con Manuela D’Alessandro e Luca Ferrara ha scritto la graphic novel «Ruby. Sesso e potere ad Arcore» (Round Robin 2014).
EBOOK   9788811812876

Piazza Fontana: Il primo atto dell’ultima guerra italiana. E-book. Formato EPUB Gianni Barbacetto   -  Garzanti, 2019  - 

«Io so. Noi sappiamo. Basta con la retorica dei “misteri d’Italia”. Abbiamo indizi e anche prove che ci dicono chi mise le bombe.»Il 12 dicembre 1969, una bomba scoppia all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando 17 morti e 88 feriti. È la «madre di tutte le stragi», il prologo di una stagione di violenti attentati che insanguinerà l’Italia negli anni successivi, ma per Gianni Barbacetto rappresenta anche il primo atto di una strategia eversiva molto più ampia e ispirata a un sistematico disegno criminale. Quell’ordigno segna infatti l’inizio di una «guerra non ortodossa»: da una parte, un esercito occulto, senza divise e senza bandiere ma pronto a tutto, che riteneva di combattere contro il «mostro» comunista; dall’altra parte, cittadini inermi con l’unica colpa di trovarsi al momento sbagliato nel luogo sbagliato: una banca, un treno, una piazza, una stazione. Dopo gli anni dell’orrore e dell’indignazione, e dopo il fallimento quasi completo della via giudiziaria, quelle stragi sono state ridotte a occasione per meste cerimonie di commemorazione. Questo libro, frutto di una ricerca di decenni, dà voce in presa diretta ai magistrati che hanno indagato sull’eversione, getta nuova luce su eventi tra i più oscuri della nostra Repubblica, li collega tra loro e sottolinea come le vicende siano ormai chiare, le responsabilità accertate, il disegno e le connessioni svelati. E ribadisce che raccontare resta un dovere per non dimenticare.

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EBOOK   9788858600177

Il grande vecchio. E-book. Formato EPUB Gianni Barbacetto   -  Bur, 2011  - 

C'è una lunga stagione della storia italiana in cui forze sotterranee e occulte si sono di volta in volta incrociate, sommate o scontrate con le forze visibili della politica, della economia, della società in una guerra segreta tra l'Occidente e il blocco comunista. Una guerra a bassa intensità, non ortodossa, non convenzionale, che però ha provocato tantissime vittime e ha inquinato per sempre la vita della nostra Repubblica. Oggi questa guerra è fnita, ma la verità resta indicibile. E i processi - piazza Fontana, piazza della Loggia, Italicus, Gladio, P2 - si chiudono e si riaprono, senza quasi mai poter accertare in via defnitiva i colpevoli. Due generazioni di magistrati si sono spesi a cercare questa verità. E sono sempre stati misteriosamente fermati poco prima di svelarla. Eppure, le loro sentenze hanno dimostrato che, senza l'ombra dei servizi e le coperture internazionali, non una delle stragi italiane sarebbe stata commessa e, se commessa, non sarebbe potuta rimanere impunita. E che solo guardandole tutte insieme se ne può capire il senso. Perché il Grande Vecchio altro non è che un network di poteri criminali che ha fortemente limitato la sovranità della nostra democrazia e che ha nutrito, al di là degli obiettivi iniziali, quella cultura della illegalità che, ancora oggi, detta legge in Italia.

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