Gino Agnese eBooks

eBooks di Gino Agnese BIOGRAFIE E STORIE VERE

EBOOK   9788820745875

Boccioni da vicino: Pensieri e passioni del grande futurista. E-book. Formato PDF Gino Agnese   -  Liguori Editore, 2011  - 

Dopo Vita di Boccioni, l’unica biografia dell’artista, uscita nel 1996 e ormai introvabile, Gino Agnese approfondisce ancora in questo libro l’avventura esistenziale del grande futurista scrutandone anni cruciali, incontri, esperienze. Così l’accuratezza di lunghe ricerche si veste di scrittura in pagine che rifulgono di autentiche scoperte, tali da rendere per certi aspetti nuova, anche agli specialisti, la figura del pittore, scultore e teorico dell’arte che al fianco di Marinetti connotò del suo genio l’avanguardia artistica, e non soltanto quella italiana. Umberto Boccioni scomparve a trentaquattro anni nel turbine della “Grande Guerra”. Soldato semplice d’Artiglieria, il 16 agosto 1916 fu tragicamente disarcionato da un cavallo del traino cannoni. «Una morte banale, che non meritava», scrisse Prezzolini. «Lui che avrebbe meritato di scegliersi la propria morte», telegrafò D’Annunzio. Il libro conduce il lettore in svariate latitudini. La Roma umbertina dei giovani artisti e dei crepuscolari, la “bella Napoli” della notorietà sbocciata, la Russia dello Zar Nicola II, sconfinato scenario di una liaison e di una paternità rimasta segreta per ottant’anni e ora documentata anche da immagini. Ma si avvicinano qui altre figure, oltre Boccioni. Come Kandinskij (che non lo amò), come Schönberg (che lo stimò) e come la principessa Vittoria Colonna Caetani, l’ultima sua passione. Foto e autografi inediti, uno sconosciuto disegno giovanile e la sorprendente giustapposizione di un’icona e di un dipinto boccioniano segnalano anch’essi questo volume.

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EBOOK   9788849883206

Il Colbacco di Boccioni: Un lungo filo russo. E-book. Formato EPUB Gino Agnese   -  Rubbettino Editore, 2025  - 

Boccioni non faceva mistero del lungo soggiorno in Russia, però ne parlava per frammenti e vagamente, sempre tacendo di Augusta. Tutto finì nel silenzio dopo la sua morte. Fu come svanita quella lontana estate Nel 1906, tre anni prima che Marinetti fondasse il Futurismo, Umberto Boccioni partì da Parigi per la Russia in agosto e tornò in Italia nei primi giorni di novembre. Aveva ventiquattro anni, era un pittore sconosciuto, seguì una giovane signora russa, la sua amante, che assieme al marito tornava a Tzaritzyn, Basso Volga. Fu il viaggio della vita, nel “paese più grande”, ancora favoloso nello sguardo occidentale benché insidiato dalla “prima rivoluzione” e sconfitto dal Giappone. E nulla o quasi si seppe di quel viaggio. In queste pagine se ne parla approfonditamente per la prima volta anche per meglio indagare le successive relazioni d’arte di Boccioni, avvenute nei primissimi anni Dieci. Relazioni per lo più mediate da occasioni espositive o da incontri con artisti dell’avanguardia russa da Archipenko ad Aleksandra Ekster. Nel suo libro L’arciere dall’occhio e mezzo Benedict Livsic, testimone autorevole, dice che per i russi il futurismo italiano fu Boccioni. D’altro canto nel cammino di Boccioni compaiono sovente russi e russe. L’artista non avrebbe fatto il suo quadro più grande e più noto, La città sale, se una famosa filantropa di Milano, Sasha Ravizza, non l’avesse aiutato. E non avrebbe dipinto Le tre donne se non avesse visto, almeno in riproduzione, la Trinità angelica di Rublev.

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