Giuseppe Ghigi eBooks

eBooks di Giuseppe Ghigi ARTI

Giuseppe Ghigi collabora come critico cinematografico a quotidiani nazionali e riviste specializzate. Ha insegnato Storia del cinema italiano all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa prevalentemente del rapporto tra cinema e storia. È autore di saggi sul cinema e monografie di registi e attori. Tra le sue pubblicazioni: La memoria inquieta. Cinema e resistenza (2009), ll tempo che verrà. Cinema e risorgimento (2011), Le ceneri del passato. Il cinema racconta la Grande guerra (2014), Oro e piombo. Il mercato della Grande guerra (2017).
EBOOK   9788829715640

Si salvi chi può!: Cinema, apocalisse e altri disastri. E-book. Formato EPUB Giuseppe Ghigi   -  Marsilio, 2022  - 

Gli inizi del Novecento furono segnati da terremoti, eruzioni, massacri bellici che il cinema ha raccontato e documentato alimentando la sensazione collettiva dell’imminente apocalisse. La messa in scena visiva delle catastrofi solleticava certamente il gusto morboso delle platee dei cinema, ma accentuava anche la paura del presente. Il cinema apocalittico è a suo modo l’espressione del trauma della modernità trionfante, la concretizzazione visiva del pericolo immaginato e delle inquietudini sociali. In un certo senso, ciò che questi film fanno è “predire il futuro” mettendolo in scena: non rivelano quel che avverrà, ma quel che potrebbe accadere dilatando iperbolicamente l’immaginazione del rischio.

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EBOOK   9788849853544

Oro e piombo: Il mercato della Grande guerra. Pubblicità, cinema, propaganda. 1914-1918. E-book. Formato EPUB Giuseppe Ghigi   -  Rubbettino Editore, 2018  - 

Nella prima Guerra mondiale, la propaganda che aveva il compito di mobilitare le masse trasse spunto dalla pubblicità e la pubblicità sfruttò il conflitto per vendere al meglio le merci, diventando al contempo parte integrante della comunicazione bellica. In definitiva la pubblicità si trasformava in propaganda così come la propaganda utilizzava la pubblicità: un intreccio diabolico costruito per vendere sia le merci che la guerra. Incuranti del massacro, della violenza, dei sacrifici che milioni di uomini erano costretti a subire, le aziende del fronte interno sfruttavano l'evento per aumentare i loro profitti: il patriottismo degli affari non aveva alcun pudore. Lo Stato divenne onnipresente nella vita sociale, e il marketing patriottico collaborò traendo profitto dalla guerra delle immagini. È in questo tragico contesto che nasce la moderna fabbrica del consenso.

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