Goffredo Fofi eBooks
eBooks di Goffredo Fofi Singoli registi e produttori
I grandi registi della storia del cinema: Dai Lumière a Cronenberg, da Chaplin a Ciprì e Maresco. E-book. Formato EPUB Goffredo Fofi - Donzelli Editore, 2015 -
A oltre un secolo di distanza dalla sua nascita, il cinema si rivela uno dei fenomeni più vivi del nostro tempo. Ha detto moltissimo su ciò che siamo stati e siamo; ha ancora molto da dire in fatto di poesia. Prendendo le mosse da uno dei suoi libri culto, Come in uno specchio, pubblicato da Donzelli nel 1995, il più estroso e autorevole dei nostri critici militanti ripercorre la storia di quest’arte molteplice e multiforme, raccontandola per brevi voci che congiungono informazione e riflessione, biografia e storia. Goffredo Fofi ci descrive gli autori più rappresentativi, le scuole, i periodi, i momenti cruciali dell’evoluzione del cinema e il suo rapporto con la società; ci confessa i suoi amori più recenti, da Ciprì e Maresco a Tsai Ming-liang, le sue passioni tardive, il cinema francese primo tra tutti, le sue riscoperte degli ultimi anni, Cronenberg e Lynch. Al centro della riflessione di Fofi rimane il cinema d’autore: quel cinema che, in modi autonomi e insostituibili, ha saputo dare all’uomo del Novecento quanto, e forse più, hanno saputo offrirgli la letteratura, la pittura, la musica, il teatro, la fotografia. Il risultato è una personale, originalissima, tendenziosa galleria di «ritratti» fondamentali, che introduce ai dilemmi di un’arte il cui spazio è forse da ridefinire, ma che resta tuttavia indispensabile e bellissima.
Fellini anarchico. E-book. Formato EPUB Goffredo Fofi - Eleuthera, 2021 -
Furono per primi due francesi, il critico André Bazin e più tardi lo scrittore Daniel Pennac, a parlare di un «Fellini anarchico» e cosciente di esserlo. D'altronde il suo cinema – sempre attento ai marginali, di cui racconta i confusi tentativi di rivolta e la fatica di vivere – si è avvalso di geniali sceneggiatori come Ennio Flaiano, Tonino Guerra o Bernardino Zapponi, alcuni dei quali dichiaratamente anarchici. Ed è indubbio che anche l'humus romagnolo e il giovanile confronto con il fascismo abbiano influito sulla sua visione della società, come risulta evidente in Amarcord, il suo film più autobiografico. Ma la diversità felliniana è altrettanto evidente in capolavori come Otto e mezzo o La dolce vita, in cui il regista prefigura la mutazione antropologica in atto in Italia, sancendo al contempo la sua irrecuperabilità di artista a un qualunque ordine borghese. Sono però le sue ultime opere – Satyricon, Casanova e La voce della luna – quelle in cui la narrazione si fa metafora e giudizio, rendendo infine esplicita l'irriducibile distanza di Fellini da una società che non a caso ci mostra nella sua degenerazione festaiola e conformista, nell'euforia consumista della «sagra dello gnocco»…