Igiaba Scego eBooks
eBooks di Igiaba Scego BIOGRAFIE E STORIE VERE
La mia casa è dove sono. E-book. Formato EPUB Igiaba Scego - Rizzoli, 2013 -
Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n'è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l'anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a "studiare la democrazia" negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all'esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati — i viaggi in limousine, gli incontri con politici di primo piano, la stima della gente. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po' di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l'amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È un ritratto delle molte identità dell'Italia odierna, che ancora fatichiamo a capire davvero. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi. 'Igiaba non ha solo una storia fortissima da raccontare, ma il talento di una scrittrice vera." — Gad Lerner L'Olimpico le ha salvato la vita. L'elefante del Bernini le ricorda la sua Africa. È Roma ma da vicino sembra Mogadiscio. Il padre di Igiaba, al cospetto di Vittorio Emanuele III, non si inchinò. Era solo un bambino, non immaginava che un re potesse essere tanto basso.
La mia casa è dove sono. E-book. Formato PDF Igiaba Scego - Rizzoli, 2013 -
Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n'è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l'anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a "studiare la democrazia" negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all'esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati — i viaggi in limousine, gli incontri con politici di primo piano, la stima della gente. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po' di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l'amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È un ritratto delle molte identità dell'Italia odierna, che ancora fatichiamo a capire davvero. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi. 'Igiaba non ha solo una storia fortissima da raccontare, ma il talento di una scrittrice vera." — Gad Lerner L'Olimpico le ha salvato la vita. L'elefante del Bernini le ricorda la sua Africa. È Roma ma da vicino sembra Mogadiscio. Il padre di Igiaba, al cospetto di Vittorio Emanuele III, non si inchinò. Era solo un bambino, non immaginava che un re potesse essere tanto basso.
La donna dai mille destini. E-book. Formato EPUB Igiaba Scego - Solferino, 2025 -
Nawal Al-Sa‘dawi, scrittrice, militante, psichiatra, insegnante, femminista egiziana, è una figura tra le più carismatiche del Novecento arabo-africano. Come si diventa una donna libera in un Egitto ancora in larga parte ostaggio del patriarcato, un luogo in cui una femmina che nasce in famiglia è una disgrazia? Nawal Al-Sa‘dawi attraversa i cambiamenti che segnano il suo Paese, tra un’infanzia rurale e un’adolescenza urbana, per poi diventare una Tabiba, una donna medico. Questo le permette di vedere da vicino le difficoltà e le tragedie della condizione femminile nelle città e nelle disagiate aree rurali, a cominciare dalle mutilazioni genitali femminili – a cui lei stessa è stata sottoposta – per continuare con la povertà e la violenza. Il suo pensiero femminista si fa pratico, la lotta concreta, e la sua militanza diventa scomoda al punto da mettere in pericolo la sua vita. Ma dall’esilio temporaneo negli Stati Uniti, ospite della Duke University, fino ai suoi ultimi anni al Cairo, Nawal sarà sempre in prima linea. Igiaba Scego, che ha sfiorato Al-Sa‘dawi «in un corridoio pieno di parole, a Stoccolma», la racconta in queste pagine con l’urgenza di chi parla del presente. Perché oggi l’intreccio di patriarcato, capitalismo e colonialismo che determina l’oppressione femminile è più stretto e mortale che mai. E più che mai il suo esempio e i suoi scritti devono ispirare tutte e tutti noi, nella battaglia per il cambiamento indispensabile.