Luigi Paternoster eBooks

eBooks di Luigi Paternoster Raccolte di poesia di singoli poeti

EBOOK   9788867825677

Notti di stelle. E-book. Formato EPUB Luigi Paternoster   -  Editrice Gds, 2016  - 

“Hanno bussato al mio cuore le stelle di sera…” E questa luce delicata apre, percorree chiude la raccolta di Luigi Paternoster dove affiorano profumi, colori,emozioni di infanzia e di giovinezza intrecciati alle passioni e ai drammi delmondo Dentro questa morbida presenza di sentimenti e nostalgia soffia il “ventoazzurro” senza confini; lì si può sostare come “un rondinotto in un caldo nido”,lì si può restare “accovacciati sull’albero dei sogni senza scendervi più”, lì si possono intrecciare “collane di stelle per ornare i tuoi giorni”…Ma accanto a questebriciole di stelle che si ravvivano con i colori del riposo ci sono notti senza stelle, buie, senza luce, dove l’amore scomparso lascia solo orrore, violenza, crudeltà.Tornano come cupi suoni di tamburo i troppi morti fuggiti dalle guerre e dallafame in cerca di vita, i tanti Aylan divorati dalla miseria e dall’indifferenza umana, i mondi poveri dei diseredati, dei migranti, la cui vita si accartoccia sui barconi, sui marciapiedi, sulle rotte perdute delle speranze negate. Di fronte a loro la violenzaefferata delle squadre della morte, dei califfi spietati, dei feroci padroni delmondo e delle vite che spingono il poeta all’ardente condanna del male feroce,alla supplica perché “dio ricrei l’amore” e riporti la pace nel martirio quotidianodei poveri. E qui le stelle diventano serbatoio di preghiera densa e vibrata nelgrande silenzio in cui brilla la loro luce.

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EBOOK   9788866613374

Mughetti. E-book. Formato EPUB Luigi Paternoster   -  Scrivere, 2017  - 

Nei “Mughetti” di Luigi Paternoster riecheggiano i temi cari al poeta, riletti e rivissuti con l’intensità che gli anni trascorsi gli riconsegnano: il paesaggio, i ricordi, il lago, le terre d’Africa, le figure dei cari scomparsi, la violenta ferocia del mondo. Tanti colori e profumi dipingono i testi, a partire dal giallo d’autunno – presagio di una fine – alle macchie di monti presto imbiancati, al cielo “azzurro d’amore”, alla terra calda, ai mughetti che profumano i boschi dei ricordi più belli. Ma affiorano anche silenzi densi, ricchi, non in assenza di suono ma in intimità di canto: “ho afferrato le piume del vento / in un silenzio infinito di parole”. A questo nulla gravido di memoria e di bellezza, dove l’usignolo “mai stanco” cuciva “bottoni di stelle”, il poeta porge la propria anima: “la notte sono rimasto in ascolto / del nulla/ con solo le stelle / come i visi dei vecchi”. E la mattina può commuoversi ancora davanti agli uccelli che si raccolgono sui fili del davanzale, un piccolo bosco canoro allineato “sul balcone del mio cuore”. E’ questo stupore che allarga il cuore a dominare i testi, a stemperare la ferocia delle azioni umane che vi trovano luogo (Le mani legate dietro la schiena), ad accarezzare i poveri, ad animare il volo della farfalla arancione che danza. Dal “piccolo seme” ancora germoglia uno stelo che diventa grande, capace di sbocciare, di fare capolino “sull’arido terreno del cuore”. Questo è il canto dei “mughetti” di Luigi Paternoster, esile, tenace e grande come lo stelo che si fa albero, capace di crescere verso l’alto e di affondare profonde radici nel cuore. Silvia Magistrini

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EBOOK   9788866613374

Mughetti. E-book. Formato Mobipocket Luigi Paternoster   -  Scrivere, 2017  - 

Nei “Mughetti” di Luigi Paternoster riecheggiano i temi cari al poeta, riletti e rivissuti con l’intensità che gli anni trascorsi gli riconsegnano: il paesaggio, i ricordi, il lago, le terre d’Africa, le figure dei cari scomparsi, la violenta ferocia del mondo. Tanti colori e profumi dipingono i testi, a partire dal giallo d’autunno – presagio di una fine – alle macchie di monti presto imbiancati, al cielo “azzurro d’amore”, alla terra calda, ai mughetti che profumano i boschi dei ricordi più belli. Ma affiorano anche silenzi densi, ricchi, non in assenza di suono ma in intimità di canto: “ho afferrato le piume del vento / in un silenzio infinito di parole”. A questo nulla gravido di memoria e di bellezza, dove l’usignolo “mai stanco” cuciva “bottoni di stelle”, il poeta porge la propria anima: “la notte sono rimasto in ascolto / del nulla/ con solo le stelle / come i visi dei vecchi”. E la mattina può commuoversi ancora davanti agli uccelli che si raccolgono sui fili del davanzale, un piccolo bosco canoro allineato “sul balcone del mio cuore”. E’ questo stupore che allarga il cuore a dominare i testi, a stemperare la ferocia delle azioni umane che vi trovano luogo (Le mani legate dietro la schiena), ad accarezzare i poveri, ad animare il volo della farfalla arancione che danza. Dal “piccolo seme” ancora germoglia uno stelo che diventa grande, capace di sbocciare, di fare capolino “sull’arido terreno del cuore”. Questo è il canto dei “mughetti” di Luigi Paternoster, esile, tenace e grande come lo stelo che si fa albero, capace di crescere verso l’alto e di affondare profonde radici nel cuore. Silvia Magistrini

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