Marco Leonardi eBooks

eBooks di Marco Leonardi SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI

EBOOK   9788823816572

Le riforme dimezzate: Perché lavoro e pensioni non ammettono un ritorno al passato. E-book. Formato EPUB Marco Leonardi   -  Egea, 2018  - 

«In questo breve saggio ripercorrerò l’esperienza dei miei oltre tre anni e mezzo vissuti a Palazzo Chigi, con i governi guidati da Matteo Renzi prima (dal settembre 2014 fino a tutto il 2016) e da Paolo Gentiloni poi (dagli ultimi giorni del 2017 alla fine di maggio 2018). Un’esperienza straordinaria che racconterò a partire dai temi di cui mi sono occupato, quindi principalmente lavoro e pensioni, offrendo il mio punto di vista sui processi che hanno portato all’elaborazione delle leggi, sul perché si sono fatte alcune scelte e non altre, su quello che ho avuto modo di osservare nel funzionamento della burocrazia. Adotterò come filo conduttore della narrazione l’evoluzione dei rapporti tra il governo e i sindacati nel corso delle molteplici iniziative legislative di questi anni. L’altalena di tali rapporti dà il senso della dinamicità di una stagione riformista attesa da decenni ma per la quale, forse, il Paese non era pronto. Il messaggio di questo libro è che dietro le riforme c’è un disegno che colma ritardi di anni e che la loro cancellazione sarebbe un ritorno al passato, che non possiamo permetterci.»

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EBOOK   9788823886247

Partita doppia: Le scelte della politica tra riforme ed emergenze. E-book. Formato EPUB Marco Leonardi   -  Egea, 2023  - 

La pandemia ha reso possibile ciò che era impensabile. Due governi, il Conte II e il Draghi, si sono succeduti nella scrittura e nell’implementazione del PNRR, un programma straordinario di investimenti e riforme. Il governo Draghi vi ha inserito alcune riforme fondamentali (PA, giustizia, concorrenza), previste come obiettivi vincolanti del Piano che rappresenta perciò anche – forse soprattutto – un cambiamento strutturale nel modo di funzionare della PA, e come tale è potenzialmente in grado di rilanciare la spesa in investimenti ordinari in un paese che storicamente non sa spendere se non una piccola parte dei fondi per lo sviluppo e la coesione. Ma mentre i due governi si dedicavano alla programmazione di lungo periodo di investimenti e riforme, dovevano nel frattempo gestire politiche economiche emergenziali di ristoro, prima per la pandemia e poi per la crisi dei prezzi del gas. E così negli anni 2020-22 il dibattito politico ha vissuto un paradosso: con il PNRR si annunciavano investimenti di lungo periodo, ma le riforme strutturali venivano accantonate, per via di un’eredità politica che le rimetteva in discussione durante il Conte II e per il veto incrociato dei partiti con il governo Draghi. Il risultato è che le grandi riforme sono rimaste al palo e nemmeno si è proceduto a riformare il reddito di cittadinanza, le pensioni e la contrattazione dei salari. Oggi però le riforme mancate e la tentazione della spesa pubblica corrente possono mettere a rischio il PNRR. L’attuale governo deve perciò concentrarsi sull’eredità del Piano anziché metterne in discussione i presupposti. Pena perdere i finanziamenti. E la faccia con tutta l’Europa.

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