Michele Brambilla eBooks

eBooks di Michele Brambilla SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI

EBOOK   9788858514634

Vinceremo di sicuro. E-book. Formato EPUB Michele Brambilla   -  Piemme, 2015  - 

"Milano, 12 maggio 1965, sera. Appoggiati alla cancellata dello stadio di San Siro un ragazzo e una ragazza si abbracciano e sembra che niente al mondo li possa spostare da lì. Dentro, c'è una partita pazzesca. Ma i due ragazzi restano fuori a baciarsi. Non vedono il gol di Corso all'8' e quello di Peiró al 9', che danno il via a una delle più memorabili rimonte della storia del calcio. Ma questo non è un libro sul calcio. È un libro sull'Italia, invece. Un libro su tutti noi. Forse gli anni Sessanta non furono sempre fantastici, come si usa dire, ma certamente ci appaiono come gli ultimi anni in cui gli italiani guardavano al futuro con la certezza che sarebbe stato migliore del presente. Di quella stagione, che coincise per chi scrive con la meravigliosa scoperta della vita e del mondo, molti sono i simboli, le icone scolpite nella memoria. In queste pagine capiterà di incontrarne parecchie: Morandi, il ragazzo 'ye ye' che andava a cento all'ora, e Vecchioni; il casco d'oro di Caterina Caselli e la signorina snob Franca Valeri; Fellini e Arbore; l'orma del primo uomo sulla Luna e la messa laica delle partite la domenica alla radio. La Grande Inter del Mago Herrera, con il suo mantra 'Verneremo de seguro', è una di quelle icone. Tutte insieme scandiscono la storia di tutti noi che fummo bambini, e del nostro Paese allegro come mai più lo sarebbe stato. Ho scritto queste pagine non solo per ricordare il tempo in cui i nostri sogni erano ancora intatti ma soprattutto per scacciare il pessimismo."

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EBOOK   9788881557738

L'Eskimo in redazione: Quando le Brigate Rosse erano «sedicenti». E-book. Formato EPUB Michele Brambilla   -  Ares, 2018  - 

Se si leggono le ricostruzioni che storici e giornalisti fanno degli Anni di piombo, sembra che i brigatisti rossi e i loro stretti parenti siano sempre stati considerati dei folli, isolati da tutto il resto del Paese. Sembra che il progetto di una società comunista, da realizzare attraverso una rivoluzione, sia stata una pazza idea nelle menti di pochi. Ma non andò così. Per una decina d'anni, diciamo dal 1968 in poi, l'estremismo di sinistra poté godere della benevolenza, del consenso, e a volte della complicità della maggior parte dei giornali e del mondo della cultura ufficiale. Ci volle il cadavere di Moro fatto trovare a metà strada fra le sedi della Dc e del Pci per interrompere una mistificazione che i mass media conducevano dal tempo della scoperta dei primi covi delle Brigate Rosse. Per dieci anni gli italiani furono ingannati dai nove decimi della stampa nazionale, che chiamò «sedicenti» le Brigate Rosse e nascose e negò qualsiasi episodio di violenza e di estrema sinistra. Perché accadde tutto questo? Molti giornalisti agirono per fede politica. Ma molti altri, più semplicemente, si accodarono seguendo il vento, che in quel momento sembrava portare a un immancabile trionfo del marxismo. Così, legioni di cronisti «borghesi» si misero l'eskimo, confermando una vecchia battuta di Leo Longanesi, e cioé che lo stemma al centro della bandiera italiana dovrebbe essere la scritta: «Ho famiglia». Questo libro, il cui titolo è entrato a suon di edizioni nell'immaginario collettivo come la sintesi più efficace di un dato periodo di giornalismo italiano, riporta fra virgolette che cosa scrissero i giornali sui principali episodi di violenza dell'estrema sinistra. Il lettore della presente nuova edizione rivista e aggiornata, a distanza di tanti anni dalla prima del 1990, continuerà a stupirsi, incredulo.

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