Paolo Amodio eBooks
eBooks di Paolo Amodio Storia della filosofia occidentale
Luoghi del bonheur. Elementi per un'antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi. E-book. Formato PDF Paolo Amodio - Giannini Editore, 2005 -
L'idea di bonheur è una delle chiavi principali per penetrare l'intreccio e le prospettive etico-sociali tra XVII e XVIII secolo. Chiaramente distinta, dagli stessi teorici, in senso linguistico, semantico e concettuale, dalla nozione di felicità (che richiama mondi mitici e metafisici), l'idea di bonheur, che indica un orientamento particolare del problema del benessere umano in senso individuale e collettivo, percorre l'antropologia moderna quale luogo ove rimisurare il destino solitario dell'uomo e la sua possibilità mondana, per diventare il criterio della nuova organizzazione sociale, economica e politica della civiltà dei lumi. Questo volume procede dunque a una ricognizione della parabola del bonheur individuando le caratteristiche, i tempi e le modalità con i quali si è configurata nell'arco di due secoli, e disegna poi il significato specifico che tale nozione ha assunto nei suoi principali interpreti, da Saint-Évremond a Fontenelle, da Voltaire a Diderot fino all'abate Galiani.
Complicazioni erotiche della volontà di sapere: Libido sciendi e scientia libidinandi nell'età dei libertini. E-book. Formato PDF Paolo Amodio - Giannini Editore, 2014 -
Questo libro è, per tanti versi, la prosecuzione del mio Luoghi del bonheur. Elementi per un'antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, uscito nel 2005. Per più di una ragione, soprattutto per economia di dettato, mi era parso opportuno lasciare fuori due questioni, pur importanti e coerenti, che avrebbero però allungato, quilibrandolo, di parecchio il mio lavoro. Si tratta della questione "Jean Meslier" e, appunto, delle "complicazioni erotiche" dell'avventura libertina tra Sei e Settecento. Avevo anche pensato di soffermarmici, piuttosto che accennare o lasciar intendere ma, per come lo avevo concepito, il progetto alla fine si rivelava disarmonico. Meslier – nel quale la questione del bonheur è indiretta perché tout court tradotta ed espansa in un materialismo politico ben poco dialettico (rivoluzione violenta, re e nobili impiccati con le budella dei preti per una società anarco-comunista) – avrebbe occupato più pagine di Fontenelle, Voltaire o Diderot e degli altri (dei quali avevo provato a "contenere" la loro ben più complessa e variegata vicenda solo ed esclusivamente intorno alla riflessione sul "bonheur" esplicitamente dichiarata). In fondo, il collerico curato Meslier era una sorta di dilettante filosofico e il suo Testament – al di là del contenuto sintetizzabile in poche frasi – per concepimento, diffusione e rimandi, va letto sempre in controluce, negli incroci e tra le pieghe più nascoste e velate del complicato mondo dei lumi. Meslier è un "problema" proprio nel senso che è un Affaire e come tale avrebbe dovuto essere gestito.