Paolo Mieli eBooks
eBooks di Paolo Mieli Storia generale e mondiale
Il grande ingannoDa Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato. E-book. Formato EPUB Paolo Mieli - Rizzoli, 2026 -
«Il secolo che abbiamo alle spalle, preceduto da centocinquant'anni di incubazione di quel mix di progresso e violenza, si sta rivelando più lungo di quel che credevamo. Lunghissimo. Ha scavalcato il millennio. E adesso si ripresenta come un secolo infinito. Con nuove guerre. Un progresso delle democrazie zeppo di inciampi. E nessuna certezza sulle prospettive di un'evoluzione radiosa. Tutto trae origine da un grande inganno.» Li troverete in queste pagine, in una scansione di saggi e casi specifici, molti degli inganni - e degli autoinganni - a cui Paolo Mieli fa riferimento. Con il rigore del grande storico e lo spirito sempre tagliente dell'esperto polemista, Mieli indica con decisione un elemento che i nostri tempi ci hanno «sbattuto in faccia»: la storia non è finita negli anni Novanta del secolo scorso, come si è troppo spesso e troppo a lungo sostenuto, ma ha al contrario vissuto un'accelerazione. Eccoci, quindi, nel secolo infinito, un Novecento che dura tutt'oggi con la sua eredità di conflitti, divisioni, violenza, distruzione. Da figure mitiche come quella di Ercole fino al conquistatore Alessandro Magno, dai viaggi di Marco Polo alle posizioni protofemministe di Lutero, dal Risorgimento (tradito?) alle pagine più scivolose del crollo del regime fascista, Il grande inganno riesce a smascherare fallacie storiche e approcci fuorvianti, offrendo al lettore più attento una cassetta degli attrezzi per agire nel presente, e leggerlo. Perché, come conclude Mieli, «è troppo presto per elaborare teorie su come mettere in armonia l'intero mondo d'oggi. E, tanto meno, quello di domani. Ma non è presto per metterci al riparo dagli inganni».
Lampi sulla storia. E-book. Formato EPUB Paolo Mieli - Rizzoli, 2018 -
È nell'intreccio serrato dei rami che compongono l'albero della storia che possono esplodere le scintille tra passato e presente. Scintille che nascono dall'uso troppo rigido di categorie attuali applicate a fatti, eventi e personaggi di ieri; fiamme che rischiano di divampare quando il nostro sguardo non è scevro da pregiudizi e libero da tesi già confezionate; incendi che si propagano tra le sterpaglie del campo storico se l'analisi non supera il limite delle eccessive semplificazioni. La comprensione del presente passa da qui, dalla capacità di andare a ricercare cosa si nasconde dietro le apparenze, dalla volontà di andare oltre, e correggere, le forzature e le deformazioni del racconto storico, dall'essere in grado di riconoscere i capovolgimenti con cui il passato ci viene spesso presentato. Soffermandosi su figure centrali come Robespierre, Gramsci, De Gaulle, passando dai drammatici giorni del luglio '43 che videro la caduta del Duce alla nascita dello Stato di Israele, dal processo a Socrate fino ai rapporti tra il papato e Lutero, Paolo Mieli ci propone in queste pagine un viaggio avvincente e rigoroso nella storia antica e recente, italiana e internazionale. Per sfatare falsi miti e incongruenze di giudizio alla luce di documenti inediti e proporre visioni spesso alternative a quelle ufficiali. Con la forte consapevolezza che le fiamme che ogni giorno divampano tra le fitte stoppie della storia devono essere domate, che i focolai accesi, spesso colpevolmente, non si estingueranno se non mettendo in campo tutto il rispetto per il passato e per la sua complessità.
Il tribunale della storia. E-book. Formato EPUB Paolo Mieli - Rizzoli, 2021 -
Viviamo tempi di cancellature, riscritture e revisioni, di riconsiderazione degli eventi e dei fenomeni della storia che hanno portato, in anni recenti, a prese di posizione e dichiarazioni epocali: capi di governo che si scusano in nome del proprio Paese per torti od omissioni, per il ruolo svolto dai loro Stati in vicende più o meno lontane. È quindi un elemento di scottante attualità che accende la scintilla di questo libro: accostare nell'aula del «tribunale della storia» le tesi dell'accusa, le arringhe della difesa, i controinterrogatori degli imputati per acquisire nuovi elementi di conoscenza e di giudizio. Tenendo sempre presente che, come scrive Paolo Mieli, «le pubbliche scuse non equivalgono a sentenze definitive. Sono prese d'atto di una modificata percezione delle vicende del passato. Altre ne verranno». Così, da Fidel Castro a Mussolini, passando per Vittorio Emanuele III, Filippo V e perfino Gesù di Nazareth, Mieli riesce, con la brillantezza del grande divulgatore e l'acume dell'attento osservatore dei nostri giorni, a spiegare in cosa consista l'applicazione di un metodo «giudiziario» per una rivisitazione dei fatti e delle figure della storia. «A patto che, beninteso, tale metodo sia utilizzato in modo comprovatamente onesto. In caso contrario, tutto sarà stato inutile.» Il vero processo, dunque, necessario e prezioso, è quello contro ogni tipo di falsificazione. Ed è «il risultato del lavoro del tribunale della storia, tribunale che nell'era dell'informazione diffusa è sempre riunito. In seduta permanente».