Stenio Solinas eBooks

eBooks di Stenio Solinas BIOGRAFIE E STORIE VERE

EBOOK   9788854512016

Il corsaro nero: Henry de Monfreid l'ultimo avventuriero. E-book. Formato EPUB Stenio Solinas   -  Neri Pozza, 2015  - 

Henry de Monfreid (1879-1974) è stato l'ultimo, e il più straordinario, scrittore-avventuriero del Novecento. Trafficante d'armi, di perle e di stupefacenti, fumatore d'oppio, pirata in rivolta contro l'arroganza coloniale francese, fece del Mar Rosso il suo terreno d'azione e di elezione. Convertitosi all'Islam, prese il nome di Abd el-Hay, "Schiavo del Vivente", adottò gli usi e i costumi dei somali e negli anni Trenta recitò un ruolo di primo piano nella conquista italiana dell'Etiopia. Durante la Seconda guerra mondiale, fu arrestato e deportato dagli inglesi. Liberato, visse di caccia e di pesca sulle pendici del monte Kenya. Nel 1947, tornò in Francia, fu amico di Kessel, Cocteau, Montherlant, Teil-hard de Chardin, rischiò di essere eletto alla Académie Française e di fare naufragio, a quasi ottant'anni, al largo del Madagascar, scrisse più di settanta libri. Avvalendosi di documenti d'archivio inediti e ripercorrendone le orme su e giù per il Corno d'Africa, Stenio Solinas traccia in questo libro il ritratto di una figura d'eccezione, un "anti-Rimbaud" che imparò a scrivere vivendo, e in controluce racconta gli splendori e le miserie della colonizzazione e dell'Africa contemporanea.

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EBOOK   9788854521957

Saint-Just. La vertigine della rivoluzione. E-book. Formato EPUB Stenio Solinas   -  Neri Pozza, 2020  - 

Fra i protagonisti della Rivoluzione francese e del Terrore nessuno è così tragicamente e ambiguamente affascinante come Saint-Just. Definito nell’Ottocento «Arcangelo della morte» da Michelet, «Spada vivente» da Taine, riletto nel Novecento di volta in volta come precursore dei socialisti utopisti, dei fascisti, dei leninisti, per i suoi contemporanei Saint-Just fu l’accusatore feroce di Luigi xvi, dei Girondini e di Danton; il rappresentante implacabile della Convenzione presso le armate del Reno e del Nord; il membro inflessibile del Comitato di Salute pubblica; la vittima impassibile del 9 Termidoro. Entrato in politica a vent’anni, ghigliottinato che ne aveva ventisette, libertino nel 1789 e teorico della virtù nel 1793, uomo di cuore e uomo di sistema, fu il più contraddittorio dei rivoluzionari, una sorta di Giano odiato, ma mai disprezzato, ammirato, ma mai amato. Nessuno ha anche goduto come lui di un culto letterario e artistico che ha finito per farlo salutare come un fratello di Rimbaud e di Shelley, un erede virtuoso di de Sade. È stato un modello per pittori romantici quanto l’oggetto di meditazione per saggisti e narratori, da Camus a Malraux, da Drieu a Marguerite Yourcenar, di fascino per cineasti: nel Napoléon, di Abel Gance, sarà lo stesso regista a interpretarlo. Uomo politico e uomo d’azione, uomo di Stato e uomo di pensiero, Saint-Just è oggi l’unico contemporaneo fra i suoi compagni dell’89. Lo è perchè in lui si mischia il culto della giovinezza, l’estetica e l’etica, l’idea della felicità possibile su questa terra e della necessità di arrivarci anche a costo dell’orrore, il riproporsi periodico della tentazione di rifare l’uomo anche suo malgrado, l’inchinarsi alla volontà generale e alla sanità del popolo anche se questa coincide con l’asservimento dell’individuo e la fine delle libertà. Raccontare Saint-Just è dunque fare luce su ciò che ci circonda. «La leggenda non nasce dalla bellezza di Saint-Just, è la sua bellezza a nascere dalla leggenda; perché la sua testa diventi quella dell’arcangelo della ghigliottina, bisogna che il boia la raccolga». André Malraux «L’uomo in rivolta non ha che un modo di riconciliarsi col suo atto omicida, se vi si è lasciato portare: accettare la propria morte e il sacrificio. Uccide e muore perché sia chiaro che l’omicidio è impossibile (…). La serenità di Saint-Just mentre incede verso il patibolo è spiegata. Oltre questa frontiera estrema cominciano la contraddizione e il nichilismo». Albert Camus «Benché sia stato fra i più feroci e i più pazzi, Saint-Just è il solo rivoluzionario a cui si possa pensare con amicizia. Il solo al quale si sarebbe potuto parlare. Non è prigioniero di un unico pensiero, come Robespierre, né della volgarità, come Danton, non ha avuto il tempo di carcerarsi in una assoluta ipocrisia come Bonaparte». Pierre Drieu La Rochelle

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