Valentine Lomellini eBooks
eBooks di Valentine Lomellini Attivismo politico
Valentine Lomellini è professoressa associata di Storia delle relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e Studi internazionali dell'Università di Padova, dove insegna Terrorism and Security in International History. Tra le sue pubblicazioni scientifiche: L'appuntamento mancato. La sinistra italiana e il Dissenso nei regimi comunisti (1968-1989) (Mondadori education 2010); La "grande paura" rossa. L'Italia delle spie bolsceviche (1917-1922) (Franco Angeli 2015); The Rise of Bolshevism and its Impact on the Interwar International Order (a cura di, Palgrave-MacMillan, 2020). È stata insignita per le sue ricerche della Medaglia del Presidente della Repubblica nell'ambito del Premio Spadolini.
Carlos lo Sciacallo: Storia del più temuto terrorista internazionale. E-book. Formato EPUB Valentine Lomellini - Editori Laterza, 2026 -
Ilich Ramírez Sánchez, alias Comandante Carlos, alias lo Sciacallo, è il più famoso terrorista internazionale, protagonista di decine di attacchi che hanno terrorizzato l'intera Europa negli anni '70 e '80. Tutta la sua biografia è avvolta nel mistero e nella leggenda: non è un caso che a lui siano stati dedicati film e serie tv. Questo libro, fondato su documenti mai prima consultati, getta nuova luce sulla strategia del terrore che insanguinò gli 'anni di piombo'. Nel settembre 2021, Ilich Ramírez Sánchez – detto Carlos lo Sciacallo, uno dei terroristi internazionali più ricercati durante la Guerra fredda – è condannato all'ergastolo. Sembra essere la parola fine per la sua avventura criminale ma resta un dubbio: è stato lui il capo della rete globale del terrore manovrata dal Cremlino? Lo Sciacallo, infatti, è un giovane venezuelano che si trasferisce a Mosca nel 1968, viene espulso dall'università e crea un proprio gruppo terroristico, passando dalla militanza nel Fronte popolare per la liberazione della Palestina alla precoce adesione al jihadismo negli anni Settanta. Si dice che sia stato dietro a numerosi attentati in Europa, ma anche un killer inafferrabile capace di vendersi al miglior offerente. Di certo c'è che è stato in grado di costruire una propria rete di collaboratori e fiancheggiatori che gli ha permesso di sfuggire alle polizie di mezzo mondo e di compiere l'attacco terroristico forse più clamoroso di sempre: nel dicembre del 1975 rapì undici ministri del petrolio presso la sede dell'OPEC a Vienna, che poi dietro riscatto recapitò ai loro Paesi d'origine. In Italia si è a lungo vagheggiato sulla presenza di suoi uomini a Bologna nei giorni dell'attentato alla stazione del 1980, dove morirono 85 persone. Ma come è stato possibile che durante la Guerra fredda quest'uomo poliedrico e poliglotta, camaleontico e avventuriero, sia stato in grado di mettere in discussione l'ordine internazionale? Di quali appoggi ha potuto godere e cosa ci racconta del conflitto tra le superpotenze?
Non si tratta con i terroristi. E-book. Formato EPUB Valentine Lomellini - Editori Laterza, 2024 -
Trattare con i terroristi significa rafforzarli. Aprire negoziati per la liberazione degli ostaggi o per sfuggire agli attentati, vuol dire mostrarsi deboli e induce a credere che il terrorismo funziona. La linea della fermezza è stata scelta in Italia nel caso Moro e da Israele nella risposta a Gaza, e in numerosi altri casi nella storia. Siamo sicuri che sia la scelta giusta? Negoziare con i terroristi è eticamente sbagliato. Ma non tutto ciò che è eticamente giusto è politicamente efficace. Già a partire dai primi attentati anarchici alla fine dell'Ottocento, gli Stati di tutto il mondo si sono trovati ad affrontare la questione, scegliendo in genere la linea della fermezza. Eppure, a ogni nuova ondata terroristica, l'interrogativo riappare, oltre le frontiere e gli steccati ideologici. C'è chi – come Israele – respinge ogni ipotesi di negoziato; chi – come l'Italia – in molti casi ha scelto di trattare (è il caso del dialogo con i terroristi mediorientali e del sequestro Cirillo) e si è rifiutato di farlo in altri (i rapimenti di Aldo Moro e del generale Dozier). E chi – come gli USA – in pubblico si è sempre mantenuto fedele alla linea dettata da Reagan, secondo la quale si nega ogni possibile concessione ai terroristi, salvo poi aprire trattative riservate. Insomma, al di là delle rituali dichiarazioni di condanna, le risposte sono state le più diverse. In realtà, con i terroristi si tratta e anche piuttosto spesso. Dal terrorismo anarchico fino a Gaza, questo libro spiega come e, soprattutto, perché.